Domani avvenne: da lunedì 7 giugno 2021 a domenica 13 giugno

7 Giugno 1940: a Pontypridd (Galles, UK) nasce Thomas Jones Woodward, per tutti Tom Jones. Tom, ancora bambino, inizia a cantare in chiesa, ma a 12 anni contrae la tubercolosi: dopo due anni di sanatorio, finalmente guarito, prende la decisione di dedicarsi professionalmente alla musica. Nel ’64 firma il suo primo contratto con la Decca, e nel ’65 sfonda con l’hit “It’s Not Unusual”: inizia così una carriera che lo vede diventare confidente di Presley, e stella delle serate di Las Vegas. La sua voce prorompente, l’ispirazione Soul mediata col pop, il carisma e l’esplicita sensualità delle sue performance, trasformano Jones in una star e in un sex symbol, il cui mito continua ancora oggi e le cui canzoni (“Delilah”, “Thunderball”, “Sex Bomb”) hanno venduto circa 100 milioni di pezzi.

8 Giugno 1954: a Tucson (Arizona) nasce Greg Ginn. Chitarrista, autore e cantante, è famoso per aver fondato, nel 1976, i Black Flag, una delle primissime band Hardcore, di cui è peraltro l’unico membro stabile della loro lunga storia. Oltre che nei Black Flag, Ginn ha collaborato in un’infinità di dischi solisti e progetti paralleli, usando spesso lo pseudonimo di Dale Nixon.

9 Giugno 1991: Bruce Springsteen sposa la corista Patty Scialfa. Dalla loro unione, che dura tutt’ora (e auguri per i loro 30 anni di matrimonio) sono nati tre figli e parecchie canzoni, fra cui la famosa “Red Headed Woman”.

10 Giugno 1966: a sei giorni dal suo ingresso nella band Big Brother & The Holding Company, Janis Joplin fa la sua prima apparizione all’Avalon Ballroom di San Francisco… Ed inizia la leggenda.

11 Giugno 1949: a Frankston (Texas) nasce Frank Beard. Batterista, nel ’69 si unisce ai Moving Sidewalks, che di lì a poco muteranno nome in ZZ Top, e di cui Frank è membro fisso. Nonostante il cognome “Beard” significhi “barba”, è l’unico del trio a non sfoggiare una lunga barba, ma solo un bel paio di baffi!

12 Giugno 1941: ad Andover (UK) nasce Reginald Maurice Ball, in arte Reg Presley. Cantante dalla voce ruvida e autore, è famoso per la sua militanza nella garage band The Troggs, con cui incide la leggendaria “Wild Thing” (1966), e per cui scrive “I Can’t Control Myself” e “Love Is All Around”.

13 Giugno 1986: a New York, a 77 anni, ci lascia Benny Goodman. Il grande clarinettista e bandleader, e uno dei simboli della Swing craze degli anni Trenta, malato da tempo, continua a suonare e a fare tour sino alla sua morte, avvenuta per un arresto cardiaco nella sua casa newyorkese.

Domani avvenne: da lunedì 11 gennaio 2021 a domenica 17 gennaio

11 Gennaio 1924: a Baton Rouge (Louisiana) nasce James Moore, in arte Slim Harpo. Manovale e scaricatore di porto, e soprattutto valente armonicista e cantante, nel 1957 debutta con la locale Excello Records, con cui incide “Shake Your Hips e l’iconica “I’m a King Bee“, uno dei blues più famosi (e allusivi) di sempre (“I’m a king bee, baby, Buzzing around your hive, I can make honey baby, Let me come inside“). Numerose le cover fatte da Rolling Stones, ZZ Top, Kinks e Yardbirds.

12 Gennaio 1965: a Haverhill (Massachusetts) nasce Robert Bartleh Cummings, in arte Rob Zombie. Frontman del gruppo industrial-metal White Zombie (in cui milita dalla fondazione, nel 1985, al 1998), passa poi alla carriera solista, dipanata in sei album. Rob è anche un acclamato e disturbante regista horror (“La casa dei 1000 corpi” e “Le streghe di Salem”), e produttore cinematografico.

13 Gennaio 1967: nel carcere di massima sicurezza di Folsom (California), Johnny Cash tiene due concerti gratuiti: delle 36 canzoni eseguite, 16 andranno a finire nel leggendario “At Folsom Prison”, live rivoluzionario (è il primo registrato in un carcere), e vibrante testimonianza di un uomo che si è sempre sentito “dalla parte sbagliata” della strada. Il live contiene l’omonimo successo del 1956 (“Folsom Prison Blues”), e termina con “Greystone Chapel”, scritta da uno dei detenuti.

14 Gennaio 1978: al Winterland di San Francisco si tiene l’ultimo concerto dei Sex Pistols. Johnny Rotten, sempre più scontento della deriva imposta dall’ingresso di Sid Vicious (e dai suoi comportamenti autodistruttivi), chiude lo spettacolo con una cover degli Stooges, “No Fun”, sbraita nel microfono, rivolto al pubblico, un sarcastico “Ever get the feeling you’ve been cheated?“, ed esce di scena gettando a terra il microfono. I Sex Pistols finiscono qui.

15 Gennaio 1941: a Glendale (California) nasce Don Van Vliet, in arte Captain Beefhearth. Scultore e pittore, Don è famoso ai più per la sua attività di musicista: un rocker sperimentale, estremo e provocatorio (non a caso, è un amico – e, a tratti, nemico! – di Frank Zappa), che con la sua Magic Band propone una sghemba mistura di folklore fiabesco, le associazioni libere del surrealismo, le sinfonie di Charles Ives, le filastrocche dell’infanzia, il free-jazz, la musica da spot e il ruvido blues del Mississippi. Il suo disco-capolavoro è “Trout Mask Replica” (1969).

16 Gennaio 1938: l’agente del famoso clarinettista e band leader Benny Goodman – in straordinaria ascesa – ha un’idea spregiudicata: introdurre il suo protetto alla Carnegie Hall di New York, il tempio della musica classica, finora interdetto a tutti gli altri generi. Il concerto si svolge il 16 Gennaio, e vi si trova di tutto un po’: pizzichi di jazz arcaico (Dixieland e di Will Marion Cook); pezzi autografi di Goodman; una jam session con Ellington e Basie; numeri del trio e del quartetto; un applauditissimo jazz vocale con Martha Tilton; pagine di Gershwin; e un entusiasmante finale, con “Sing, Sing, Sing” e “Big John’s special”… La scommessa è riuscita!

17 Gennaio 2012: a Los Angeles, si spegne – alla bella età di 91 anni – Ioannis Alexandres Veliotes, da tutti conosciuto con lo pseudonimo di Johnny Otis. Attivo nel Dopoguerra, il capobanda e orchestratore Johnny guida una delle Dance Blues Band più famose della West Coast: una specie di incrocio fra la vecchia big band Swing (da cui eredita una piccola sezione fiati e il coro) e i gruppi di city blues (con tanto di batteria, chitarra elettrica e basso). Nella sua band si fanno le ossa star della voce nera come Esther Phillips, Etta James e “Big Mama” Thornton.