La musica pop in Unione Sovietica #2 – Il rock ai Raggi X

Ciao a tutti. Continua, con questo post, la serie dedicata alla musica pop in Unione Sovietica: dopo la prima parte, incentrata sul Jazz e sul non-mercato musicale, oggi ci occupiamo della censura verso il rock, e dei metodi (a dir poco fantasiosi) usati dai più ribelli per aggirare i divieti. Leggete, ne troverete delle belle!

  • Censura, censura!

Per i ragazzi sovietici, imbrigliati dagli infiniti lacci ideologici imposti dal Cremlino, interessarsi di musica occidentale è una cosa non solo difficile, ma spesso impossibile: nulla deve trapelare dei modelli di vita capitalistici, e soprattutto di una cosa così libertaria e alternativa come il rock… Anche a costo di usare il KGB!

Pare, infatti, che a Marzo 1959, proprio mentre Elvis Presley è in Germania per la leva militare, il servizio segreto moscovita tenti di incaricare (senza successo, ovviamente) un agente segreto di Berlino Est per uccidere il Re del Rock’n’roll, con lo scopo di mettere a scompiglio l’esercito statunitense, stanziato nell’allora Germania Ovest.

Ma questa non è, per fortuna, l’unica strada! Vuoi mettere la cara, vecchia, censura? I Beatles, inizialmente trattati come un curioso ma irrilevante fenomeno di costume, presto acquistano una carica sovversiva tale da mettere in allarme la Segreteria del Partito: scatta immediatamente la contropropaganda e la censura. Verso loro, e le altre rock band, escluse tassativamente dai circuiti ufficiali: oggi, domani e dopodomani. Continua a leggere “La musica pop in Unione Sovietica #2 – Il rock ai Raggi X” →

Domani avvenne: da lunedì 18 settembre 2023 a domenica 24 settembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

18 Settembre 1983: davanti alle telecamere di MTV e al veejay J.J. Jackson, i Kiss si presentano per la prima volta nella loro storia senza trucco, mostrando i loro “veri” volti. Ciò avviene in concomitanza alla presentazione ufficiale del loro nuovo disco, “Lick It Up”.

19 Settembre 1973: a Joshua Tree (California), a soli 26 anni, per un’overdose, ci lascia Ingram Cecil Connor III, in arte Gram Parsons. Autore e musicista, cresciuto in una famiglia problematica, nel 1968 si unisce ai Byrds: grazie al suo contributo decisivo si completa la svolta verso la fase country-rock dei Byrds, ben evidenziata dal disco “Sweetheart of the Rodeo”. Dai Byrds esce però subito, per fondare i Flying Burrito Brothers, e nel 1973 arriva la morte. Tragicomica la vicenda che segue: per mantenere fede alla volontà di Gram di essere cremato e deposto a Joshua Tree, il manager Phil Kaufman ruba il cadavere e lo fa cremare, riuscendoci però solo a metà… e trovandosi con un corpo semi-carbonizzato.

20 Settembre 1970: si conclude il processo “The State of Florida vs James Douglas Morrison”, nel quale il leader dei Doors è imputato per atti osceni: l’accusa è di aver esposto i genitali durante un concerto, simulando una masturbazione. Per lui 500 dollari di multa e sei mesi di lavori socialmente utili: subito si apre il ricorso, ma nel frattempo Morrison muore. Nel 2010, decisamente post mortem, Jim sarà infine graziato.

21 Settembre 1993: per la Geffen Records esce “In Utero“, terzo album della grunge band Nirvana. Scritto al 95% da Kurt Cobain, e prodotto da Steve Albini, originariamente doveva intitolarsi “I Hate Myself and I Want to Die”. Gran disco, si differenzia dal precedente “Nevermind” per un sound più grezzo, e contiene canzoni fenomenali come “Serve the Servants”, “Heart-shaped Box”, “Rape Me”, “Pennyroyal Tea” e “All Apologies”.

22 Settembre 1989: a New York, alla bell’età di 101 anni, muore Izrail’ Moiseevič Bejlin, in arte Irving Berlin. Ebreo di origine russa, cresce a New York: dotato di un talento cristallino per la musica, totalmente autodidatta e “musicalmente analfabeta”, è uno degli autori americani più prolifici e geniali di sempre: il suo carnet comprende famosissimi brani di musical (“Cheek to Cheek”,  “Top Hat, White Tie and Tails”, ”Puttin’ on the Ritz”, “There’s no Business Like Show Business”), e altrettanto famose canzoni sparse (“Alexander’s Ragtime Band”, “God Bless America” e “White Christmas”), per un totale di oltre 1500 pezzi!

23 Settembre 1970: a Buffalo (New York) nasce Angela “Ani” DiFranco. A soli 15 anni, Ani lascia casa e inizia a mantenersi come musicista, e a 18 fonda la sua casa discografica, con cui nel ’90 pubblica il proprio debutto: e, da allora, inizia un’attività intensissima, fra live e dischi, con una media lusinghiera di un album l’anno. Il suo stile è un crossover fra folk, pop, rock alternativo, indie e una miriade di altri influssi, colorato da un forte impegno politico e sociale.

24 Settembre 1998: per la Polygram esce “Gommalacca“, ventesimo album di Franco Battiato. Scritto assieme al paroliere-filosofo Manlio Sgalambro, in questo lavoro Battiato dà vita a un sound coraggioso, fra techno e hard rock, melodie perfette e riflessioni esistenziali, forse il risultato più maturo e compiuto dai tempi di “La voce del padrone”. In scaletta, “Shock in my town”, “Auto da fè”, “La preda”, “Il mantello e la spiga”, e la sperimentale “Shakleton”.

Un film – “A prova di errore”

Sono sincero: nonostante la mia passione per il cinema, questo film proprio non lo conoscevo. E devo dire grazie al mio amico Mauro per avermi regalato il dvd, che solo ora ho avuto tempo e modo di vedere, e che che mi ha dato occasione di scoprire un grande prodotto cinematografico… che, devo di nuovo essere sincero, mi ha lasciato con i nervi un po’ scossi.

“A prova di errore” (traduzione letterale dell’originale “Fail-Safe“), per la regia di Sidney Lumet, è un film di fanta-politica che, pur prodotto in piena Guerra Fredda (1964), è purtroppo tremendamente attuale, così tanti sono i temi che tocca ed evoca, e che tutti abbiamo ben presenti: il conflitto permanente (ieri USA-URSS, oggi Ucraina-Nato-Russia) e le possibili derive nucleari; il fanatismo di certi “consiglieri strategici”; la logica e l’automazione versus il buon senso e il controllo umano; gli uomini di buona volontà che si scontrano contro l’ottusa ragion di stato; la predestinazione e l’imponderabile.

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Domani avvenne: da lunedì 11 settembre 2023 a domenica 17 settembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

11 Settembre 1987: nella sua casa di Kingston (Giamaica), durante una rapina a mano armata, muore Peter Tosh. Cantante, negli anni Sessanta incontra gli ancora dilettanti Bob Marley e Bunny Wailer, coi quali fonda un trio ska: nel 1965 il complesso elegge Marley a leader, e cambia nome in The Wailers. Nel 1972, dopo la firma con la Island Records, le tensioni fra Marley e Tosh crescono, e nel ’73 Tosh esce dal gruppo: grazie alla sponsorizzazione di Mick Jagger inizia una carriera solista baciata da buon successo, e fortemente politicizzata, che si interromperà tragicamente a 43 anni.

12 Settembre 2003: a Nashville, a 71 anni, per complicazioni diabetiche, ci lascia Johnny Cash. Quarto di sette figli, poverissimo, nel 1955 pubblica il singolo che ne apre la carriera, “Folsom Prison Blues”, seguito dall’altrettanto famoso “I Walk the Line”. La voce gode di un caldo tono baritonale, che trasmette fin dal primo ascolto una convincente impressione di integrità: toccando praticamente tutto lo scibile folk, “The Man in Black” diventa uno dei simboli della mediazione fra tradizione americana, spirito country, revival folk e canzone di protesta.

13 Settembre 2009: la raccolta della star inglese degli anni Quaranta, Vera Lynn, “We’ll Meet Again: The Very Best of Vera Lynn”, raggiunge il primo posto della classifica UK, e fa della cantante – all’epoca in vita, e con la veneranda età di 92 anni! – la più anziana artista di sempre a conquistare la vetta di una chart pop!

14 Settembre 1983: a Londra nasce Amy Winehouse. All’età di 10 anni fonda un gruppo rap amatoriale, mentre si manifestano i primi problemi caratteriali: a 16 anni entra nella National Youth Jazz Orchestra, e nel 2002 firma il primo contratto professionale, spostandosi verso il soul, e inizia una rapida ma inarrestabile carriera. Uno dei talenti vocali più puri del XXI Secolo, che ha brillato come una stella per soli 8 anni, e per altrettanto tempo ha riempito i rotocalchi di brutte storie di dipendenza, litigi e disordini alimentari… Ma la sua voce, come si dice, resterà per sempre.

15 Settembre 2008: a Londra, muore Rick Wright. Pianista, tastierista, autore e cantante, si appassiona presto alla musica jazz: mentre studia architettura, nel ’65, conosce il batterista Nick Mason e il bassista Roger Waters, cui presto si unisce Syd Barrett… Sono nati i Pink Floyd. Nei Floyd, Rick resta per tutta la carriera, ma negli anni – complice la dipendenza da cocaina e l’ostracismo di Waters – il suo contributo, inizialmente determinante, si affievolisce, per poi riemergere negli anni della gestione-Gilmour. Muore a 65 anni, dopo una breve lotta contro il cancro.

16 Settembre 1970: a club Ronnie Scott’s di Soho, Londra, il cantante ex-Animals Eric Burdon organizza una serata per presentare la sua nuova band, i War, e invita Jimi Hendrix come ospite speciale. Jimi suona in due pezzi, “Mother Earth” e “Tobacco Road”: sarà l’ultima performance live di Hendrix, che sarà trovato morto solo due giorni dopo.

17 Settembre 1923:a Mount Olive (Alabama) nasce Hiram “Hank” Williams. L’infanzia è segnata duramente da una congenita malformazione alla colonna vertebrale, che gli causa dolori atroci: il talento di autore e cantante è innegabile, ma anche il carattere autodistruttivo e impossibile. Hank diventa una stella del genere honky-tonk, cui regala standard come “Move it Over”, “Lovesick Blues” e “Your Cheatin’ Heart”, e una sorta di divo pop ante-litteram, con tutti gli eccessi e del caso, ma trova la morte a soli 30 anni. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti postumi.

Io non so parlar di musica #19 – The Cure

Ciao a tutti. Oggi, per la serie “Io non so parlar di musica“, mi rivolgo a un’estate di parecchi anni fa… Il 1986, per la precisione, una delle molte estati in cui passavo le ore più calde in compagnia di due amiche (mai che siano diventate altro, figurati) a vedere DeeJay Television. Fra Michael Jackson, Madonna e Duran Duran (mai stati davvero la mia passione) ogni tanto si infiltrava qualcosa di diverso, che mi colpiva e mi faceva stare incollato alla tv: “Close to Me“, dei Cure, ad esempio.

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Domani avvenne: da lunedì 4 settembre 2023 a domenica 10 settembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

4 Settembre 1982:  a poco più di tre mesi dalla sua uscita, e dopo essersi imposto negli USA, il singolo “Eye of the Tiger” degli statunitensi Survivor arriva anche al primo posto della classifica inglese. Scritto dai due membri Jim Peterik e Frankie Sullivan su commissione di Sylvester Stallone per il film “Rocky III” , è ricordato per il suo stentoreo riff di chitarra e per il suo ritornello granitico.

5 Settembre 1969: a Los Angeles nasce il figlio di Frank Zappa. Il pupo avrebbe come nome designato Dweezil: ma il sacerdote rifiuta lo strambo epiteto… Frank, allora, ripiega sui quattro nomi comgiunti di suoi amici musicisti (“Ian Donald Calvin Euclid”): ma cinque anni dopo riuscirà a cambiargli legalmente il nome nell’agognato Dweezil Zappa! Chitarrista elettrico di notevole spessore, Dweezil a metà degli anni 80 intraprende la carriera solista, e nel 2006 inizia il progetto “Zappa Plays Zappa”, una serie di concerti in cui esegue la musica dell’illustre padre.

6 Settembre 1968: Eric Clapton raggiunge i Beatles negli studi EMI per incidere la sua parte solista nella nuova canzone di George Harrison, “While My Guitar Gently Weeps“. Scritta da George come “esercizio sulla casualità” e, al momento, snobbata da Lennon e McCartney, grazie all’ingresso di Clapton riceve (anche dagli altri Scarabei) maggiore attenzione, e trova la sua dimensione finale: tanto da essere considerata uno dei pezzi più belli di tutti i tempi.

7 Settembre 1978: a soli 32 anni ci lascia Keith Moon, uno dei più entusiasmanti batteristi della storia, e da sempre parte dell’organico degli Who. Da tempo affetto da dipendenza di alcol e droga, quella sera di Settembre torna a casa dopo una serata con Paul McCartney e gentile signora: si corica, e assume una quantità smodata di un ipnotico, prescritto come aiuto contro le crisi di astinenza. Non si sveglierà più.

8 Settembre 1972: per la Atlantic Records esce “Close to the Edge“, quinto album del gruppo progressive inglese Yes. Probabilmente il migliore della loro discografia, presenta in scaletta solamente 3 pezzi: la lunghissima title track (che occupa l’intero lato A del disco), e “And You and I” e “Siberian Khatru” (che si dividono il lato B). Bella la veste grafica di Roger Dean.

9 Settembre 1998: per cause mai chiarite (la famiglia ha sempre mantenuto il più stretto riserbo), durante un ricovero in un ospedale milanese,  a soli 55 anni ci lascia il grande Lucio Battisti. I funerali sono celebrati in forma privata a Molteno (Lecco), e sono ammesse appena venti persone, tra le quali il paroliere Mogol.

10 Settembre 1988: a tre mesi dalla pubblicazione, il singolo dei Guns N’Roses “Sweet Child o’ Mine” raggiunge il primo posto della classifica americana. Terzo estratto dell’album “Appetite for Distruction”, basato su un riff di chitarra catchy e da una melodia facilmente memorizzabile, è il primo brano degli anni 80 a raggiungere il miliardo di visualizzazioni su Youtube.