Domani avvenne: da lunedì 11 dicembre 2023 a domenica 17 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

11 Dicembre 1916: a Matanzas (Cuba) nasce Pérez Prado. Pianista, mentre è in Messico, con la sua orchestra fonde il Jazz con il Danzon, introduce ottoni mordenti e la batteria, e qualifica il nuovo stile con la sommaria (per lui) qualifica di Mambo. Le sue composizioni – “Mambo n° 5”, “Patricia” e “La Cucaracha” – sono semplici, ma di straordinaria orecchiabilità e ballabilità, e conquistano prima l’America Latina e gli Stati Uniti, e poi l’Europa: e viva il Re del Mambo!

12 Dicembre 1980: per la Epic esce “Sandinista!“, quarto album della band inglese The Clash. In questo triplo vinile, dal titolo volutamente provocatorio contro la posizione della Thatcher nei riguardi dei rivoluzionari nicaraguensi, i Clash “tradiscono” il punk delle origini a favore di una contaminazione senza eguali di generi e tendenze (dub, reggae, ska, atmosfere jazzate, funk) dando vita a un disco fondamentale e unico, che guarda verso il futuro. In scaletta, “The Magnificent Seven”, “Police on my Back”, “Charlie Don’t Surf”, “Hitsville U.K.”

13 Dicembre 1949: a Morristown (New Jersey) nasce Thomas Miller, in arte Tom Verlaine (in omaggio al poeta decadente francese). Giovane saxofonista appassionato di John Coltrane, passa presto alla chitarra elettrica, sviluppando in autonomia uno stile molto personale. A scuola conosce la futura icona punk Richard Hell, con cui fonda i Neon Boys, che nel 1973 si trasformano nei Television: band che, attraverso successivi cambi di formazione, nel ’75 assume un assetto stabile, e debutta con lo straordinario “Marquee Moon”… Uno dei lavori più creativi e rappresentativi della scena post punk newyorkese, illuminato dalle composizioni, dai testi, dalla voce e dalla chitarra di Tom.

14 Dicembre 1963: a Detroit, all’età di 39 anni, ci lascia Ruth Lee Jones, in arte Dinah Washington. Cantante, nel 1942 entra nel giro del canto jazz, e nel ’48 approccia il repertorio sofisticato della grande canzone americana. La voce penetrante, l’enunciazione cristallina e soprattutto un’impressionante versatilità consentono alla Washington di non soffermarsi troppo su un genere, e di spaziare nel vasto mare della canzone moderna, influenzandone i destini: il solo stile in cui non si cimenta è il gospel!

15 Dicembre 1943: a Kansas City, a soli 39 anni, per una polmonite, muore Thomas “Fats” Waller. Uomo arguto e dalla personalità strabordante, autore fecondissimo e dalla rapidità compositiva leggendaria, metà guitto e metà serissimo professionista, alterna Bach e jazz, le gare di abilità pianistica alle canzonette, gli esperimenti con l’organo (è il primo, eccellente, organista del jazz) a siparietti comici alla radio: suoi i notissimi standard “Squeeze Me”, “Ain’t Misbehavin’” e “Honeysuckle Rose”.

16 Dicembre 1974: il chitarrista Mick Taylor lascia i Rolling Stones, con cui è in formazione dal 1969. Le cause della scelta sono ancora adesso poco chiare: un misto probabile di insofferenza verso l’allora eroinomane Keith Richards, la difficoltà a sopportare la vita da star e il mancato riconoscimento per il suo contributo di autore. Al suo posto, direttamente dai Faces, Ron Wood.

17 Dicembre 1963: il DJ della WWDC di Washington, James Carroll, dopo le maniacali insistenze di una giovanissima ragazzina, tal Marsha Albert, trasmette per la prima volta in assoluto in America il singolo “I Want to Hold Your Hand”, dei Beatles… Band che in Inghilterra ha scatenato una follia collettiva, ma che negli Stati Uniti nessuno (per ora) si fila. La storia cambia: il brano piace, inizia a vendere, e nel giro di 45 giorni arriva al primo posto delle classifiche… Inizia la Beatlemania!

Cazzeggiando per il Torino Film Festival41 #2

Come promesso, eccoci alla seconda (e ultima) puntata di questa brevissima serie dedicata al TFF41.

Dopo le considerazioni di carattere generale (qua), ora tocca alle (brevi) recensioni dei film visionati. Quest’anno, complice lo scazzo e le difficoltà emerse dall’assenza delle formule in abbonamento, e dal “taglio” quasi scientifico delle proiezioni del primo mattino (che noi abbiamo sempre adorato!), la lista si limita a 10 film. Che, lo dico subito, per culo o per oculata scelta, sono tutti stati di un livello qualitativo medio-alto: nessuna “sola”, una pellicola prescindibile, e il resto fra il buono e l’ottimo. E’ inoltre la prima volta, noto con sorpresa, che non vediamo nemmeno un film di area anglo-statunitense: una vera rarità.

E ora andiamo con le recensioni!

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Domani avvenne: da lunedì 4 dicembre 2023 a domenica 10 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

4 Dicembre 1980: «Vogliamo che si sappia che la perdita del nostro caro amico insieme alla nostra armonia indivisibile, ci ha portato a decidere che non potevamo continuare come prima». Con questo scarno annuncio, a due mesi e mezzo dalla tragica morte del batterista John Bonham, i Led Zeppelin annunciano la fine della loro avventura artistica.

5 Dicembre 2017: a Marnes-la-Coquette (Francia), per un tumore polmonare, a 74 anni ci lascia Jean-Philippe Smet, in arte Johnny Hallyday… Il più importante cantante pop-rock di Francia, e attore con ruoli da protagonista con registi come Godard, Leconte, Lelouch e Costa Gavras. E circa cento milioni di dischi venduti!

6 Dicembre 1968: per la Decca Records esce “Beggar’s Banquet“, il settimo album dei Rolling Stones e uno dei migliori dischi rock della storia. In questo lavoro gli Stones si spostano decisamente su un linguaggio “americano”, dove interpretano alla luce della loro sensibilità “inglese” blues, rock, country e folk: in queste incisioni il fondatore Brian Jones, vittima di un progressivo degrado psicologico e fisico, limitata la sua presenza a pochi interventi. In scaletta, la divertente “Dear Doctor”, la polemica “Street Fighting Man”, la ballata “No Expectations” e il fenomenale sabba di “Sympathy for the Devil”. La copertina ogirinale, censurata, rappresenta l’interno di un lurido bagno pubblico, istoriato da graffiti.

7 Dicembre 1980: a Los Angeles, a causa di un’overdose di eroina, muore Jean Paul Beahm, in arte Darby Crash. Cantante, dopo un’infanzia a dir poco “problematica”, assieme all’amico Pat Smear nel ’77 forma i Germs, una delle band più importanti e seminali del filone hardcore-punk. Pare che l’overdose sia stata intenzionale, il riuscito esito di una serie quasi infinita di promesse e tentativi mai riusciti… Oscurato, pochissime ore dopo, dall’omicidio di John Lennon.

8 Dicembre 1943: a Melbourne (Florida) nasce James Douglas “Jim” Morrison. Figlio di un ufficiale di Marina, adolescente inquieto e creativo, ribelle e trasgressivo, nel ’64 si iscrive all’UCLA di Los Angeles: l’anno dopo, sulla spiaggia di Venice Beach, incontra il tastierista Ray Manzarek (dei Rick & The Ravens), e di lì a poco, con l’ingresso di John Densmore e Robby Krieger, nascono The Doors. Jim, con i suoi comportamenti sopra le righe, la voce profonda e cangiante, le liriche decadenti e simboliste, e una presenza scenica magnetica, caratterizza in modo profondissimo non solo i Doors, ma la stessa storia del rock.

9 Dicembre 1950: a Napoli, da padre napoletano e madre gallese, nasce Alan Sorrenti. Cantante dalle grandi doti vocali, inizia la carriera nel 1972 con l’album “Aria”, rarissimo caso di disco italiano estremo e sperimentale, vicino al canto psicologico e interiore di Tim Buckley. Nel ’77 la clamorosa svolta: sposa la dance americana, e con “Figli delle stelle” e “Tu sei l’unica donna per me” mette a segno due colpi commerciali di straordinaria fortuna.

10 Dicembre 1973: al 315 di Bowery Street (New York) apre le porte il club CBGB. Pensato per ospitare Country, Blues e BlueGrass (dalle cui iniziali trae origine la curiosa sigla), diventa invece il simbolo del punk americano, dove trovano ospitalità band come i Television, Ramones, Patti Smith e Blondie. Il locale chiude nel 2006.

Cazzeggiando per il Torino Film Festival41 #1

Ciao a tutti! Chi mi segue (forse) sa che da un bel po’ di anni (15) la mia metà e io, a fine novembre, ci prendiamo una settimana di pausa dal lavoro per una bella immersione nel Torino Film Festival (in gergo, il TFF): e quest’anno non fa eccezione. In questa puntata vi racconto un po’ come si struttura, cosa ci sta piacendo (penna blu) e cosa meno (penna rossa): la prossima settimana entrerò nel dettaglio dei film visti.

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Domani avvenne: da lunedì 27 novembre 2023 a domenica 3 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

27 Novembre 1987: presso la Church of the Holy Trinity a Toronto, con l’ausilio di un unico microfono e in un’unico giorno, i Cowboy Junkies registrano i 12 brani che andranno a costituire l’album “The Trinity Sessions”. Un miracolo di equilibrio, omogeneo, notturno e sottilmente sensuale, in cui i fratelli Timmins inanellano una serie di cover da brividi, e di canzoni a propria firma. La rilettura di “Sweet Jane” dei Velvet Underground, è poi così a fuoco da meritare l’entusiasta plauso dell’autore Lou Reed… E scusate se è poco.

28 Novembre 1943: a Los Angeles nasce Randall “Randy” Newman. Pianista, cantante e autore, debutta nel professionismo musicale a 19 anni, ma il primo album arriva nel 1968: lentamente, ma inesorabilmente, Randy diventa una delle personalità musicali più interessanti e originali d’America, con canzoni che mescolano pop, swing, folk e rhythm and blues, e che raccontano in modo ironico e cinico le anime del suo Paese. Di rilievo la produzione di colonne sonore, che gli guadagna 15 nominations e due vittorie. E’ sua, fra l’altro, la notissima “You Can Leave Your Hat On”.

29 Novembre 1968: per la Warner Bros. esce “Astral Weeks“, secondo album del cantante e autore irlandese Van Morrison. Registrato in sole tre sessioni, questo disco espone un innovativo mix acustico fra blues, folk e jazz, mistico e impressionistico, onirico e romantico, che non ha precedenti nella storia della pop music. Non di accesso immediato, ma imperdibile.

30 Novembre 1955: a Londra nasce William Michael Albert Broad. Ancora adolescente, assume lo pseudonimo con cui diventerà famoso: Billy Idol. Cantante, nel ’76 inizia a bazzicare il giro del punk, e fonda i Generation X, alle prese con un punk molto blando e orecchiabile. Nel 1981 Billy si mette in proprio, e l’anno dopo ottiene successo mondiale grazie ai singoli “White Wedding”, “Eyes Without a Face” e “Rebel Yell”: la sua stella inizia a declinare negli anni Novanta, per poi riprendere luce nel nuovo Secolo.

1° Dicembre 1944: a Los Angeles nasce John Densmore. Dopo un’infanzia in cui è obbligato a studiare piano classico, da adolescente riesce finalmente a toccare la sua prima batteria: e ci passa ore e ore, avvicinandosi al jazz. Verso la metà degli anni Sessanta si unisce al chitarrista Robbie Krieger negli Psychedelic Rangers: i due sono notati dal tastierista Ray Manzarek, che vuole formare una band assieme al poeta e cantante Jim Morrison, e portati a bordo. Sono appena nati i Doors: storica band in cui John fornirà un contributo sonoro unico, espressionistico e minimalista, per tutta la loro carriera.

2 Dicembre 1983: MTV trasmette per la prima volta in assoluto il videoclip di “Thriller”, di Michael Jackson. Una mini-opera di 13 minuti, diretta da John Landis e con un cameo di Vincent Price, con tanto di trama horror, prologo, balletti e musica: è uno dei video più influenti della storia, che apre le porte alla collaborazione fra il mondo dei video-clip e gli autori cinematografici di grido, e che stabilisce nuovi standard di costo (circa 500.000 dollari). Del video esistono 4 versioni, con lunghezze differenti.

3 Dicembre 1999: a Los Angeles, all’età di 57 anni, ci lascia John Paul Larkin. Pianista jazz, ma anche gravemente balbuziente, trova nel canto scat il modo per superare il suo handicap: all’inizio degli anni Novanta abbandona il piano e si dedica completamente al canto, assumendo il nome d’arte di Scatman John e contaminando l’amato jazz con hip hop e dance… Idea vincente, grazie cui le sue hit “Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)” e “Scatman’s World”, fra il ’94 e il ’96 si impongono in mezzo mondo, piazzando oltre 50 milioni di copie.

I miei dischi dell’anno #18 – Il 2013

Ciao a tutti, e ben trovati a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 2013, anno delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, dell’attentato alla maratona di Boston, del golpe in Egitto, della morte di Nelson Mandela, dell’incidente sciistico a Michael Schumacher (ma quante sfighe!), e di parecchie uscite musicali di rilievo.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie imprescindibili:-) integrazioni “fuori menù”. Pronti? Si parte! Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #18 – Il 2013” →