E siamo a 500!

Ciao a tutti! Si, siamo a 500: non follower (ne sono ben lontano), ma post. Questo, come risulta dal file su cui annoto tutto, e come conferma WordPress, è il mio cinquecentesimo post.

Cinquecento in circa 4 anni e mezzo non è una cifra altissima, lo so, ma nemmeno da buttare: significa che ho più o meno mantenuto la media che mi ero prefisso quando aprii questo Blog, e cioè almeno 2 post alla settimana.

Fra quelli che mi seguono ci sono bravissimi blogger capaci di pubblicare almeno 1, se non 2 o 3, post al giorno: io – un po’ per la natura “descrittiva” e specifica delle cose che scrivo, un po’ per il poco tempo a disposizione, un po’ per pigrizia e lentezza – proprio non ce la faccio, a tenere quel ritmo!

L’importante, mi dico, è fare bene una cosa, non quanto (si, lo so, è la solita consolazione, sullo stile di “non contano le dimensioni, ma il saperci fare”) :-): ma, quando pubblico qualcosa, è proprio perché mi interessa, e non per tenere il ritmo. Poi, proprio perché è vero che si scrive per sé, ma anche per gli altri, si apre il discorso su che profondità dare ai racconti e alle analisi: e qui, nel tempo, mi sono accorto che era meglio non esagerare, nelle pignolerie o nel parlare di cose di nicchia. Si sa, se ami un artista, un disco, un autore, parleresti anche di come si è pettinato i capelli quel tal giorno, o se prima di incidere quel talaltro pezzo è andato di corpo: ma mica sono tutti così matti! Meglio, forse, tenermi certe minuzie per quando sarò rinchiuso definitivamente in una cella imbottita, e stare un po’ più sul generico! Se poi ci sono riuscito, tocca a voi dirlo.

Intanto, appunto, sono arrivato a un traguardo significativo: 500. Se do un’occhiata alla statistica, leggo un totale di quasi 26.000 visualizzazioni… Che fa, se non sbaglio, circa 52 visualizzazioni a post. Mi accontento, dai, e un po’ mi faccio anche i complimenti!

E grazie a tutti voi che mi leggete, e continuate a leggermi. E’ bello conoscere gente nuova, con cui scambiare opinioni, chiacchiere, o anche un semplice saluto, e nei cui blog scoprire cose e idee interessanti e divertenti. Non dico, come ipocritamente sostiene il mio megadirettore galattico, che “siete la prima cosa cui penso al risveglio, e l’ultima prima di addormentarmi”: ma siete una parte importante del mio tempo libero, questo sì.

Grazie ancora, e al prossimo post!

 

Domani avvenne: da lunedì 3 luglio 2023 a domenica 9 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

3 Luglio 1973: per la London Records esce “Tres Hombres“, il terzo album della band statunitense ZZ Top. Disco grondante rock blues, guidato dalla chitarra rovente del leader Billy Gibbons, annovera in scaletta il medley “Waiting for the Bus” / “Jesus Just Left Chicago”, e la famosissima “La Grange”, che anche chi non sa di conoscerla, conosce! (Il Tubo è sempre a disposizione…)

4 Luglio 1943: a Boston nasce Alan Wilson. Chitarrista, ma soprattutto armonicista e cantante, nel 1965 fonda i Canned Heat: band di blues e rock boogie che attraversa con successo gli storici festival di Monterey e Woodstock, e che vede Alan imporsi come leader e autore principale (loro la famosa “On the Road Again”). Alan, a causa di una fortissima miopia, era soprannominato “Blind Owl” (gufo cieco).

5 Luglio 1950: a New York nasce Hugh Anthony Cregg III, in arte Huey Lewis. Armonicista e cantante, nel 1971 entra nei Clover, band di “pub rock” che ottiene un certo successo in UK: al ritorno negli States, nel ’78, i Clover si sciolgono, e nel 1980 nascono Huey Lewis & The News. Il terzo album, del 1983, è uno dei dischi più venduti di sempre, mentre il singolo “The Power of Love” – grazie all’inclusione nel film “Ritorno al Futuro“, e a un rock pop verace – diventa un successo mondiale.

6 Luglio 1973: per le EMI esce “Keep Yourself Alive“, primo singolo estratto dall’album d’esordio della band inglese Queen (di cui costituisce anche, peraltro, la prima traccia). Scritto dal chitarrista Brian May quando i Queen erano già nati (ma prima dell’ingresso del bassista John Deacon), vede alla voce Freddie Mercury nella maggioranza delle parti, ma due brevi versi sono cantanti da Brian May e da Roger Taylor. Pochissimo il rilievo dato (allora…) al pezzo nelle classifiche.

7 Luglio 1989: per la prima volta, a distanza di 7 anni dal primo esemplare prodotto, le vendite dei CD superano quelle dei vinili: un trend interrotto proprio quest’anno, grazie a “Midnights” di Taylor Swift.

8 Luglio 1953: a Castelfranco Veneto (Treviso) nasce Donatella Rettore. Cantante, a 10 anni fonda la sua prima band, i Cobra, ma presto fugge a Roma, dove grazie a Lucio Dalla entra nel mondo della musica professionista: nel ’74 arriva il suo debutto (praticamente inosservato), e nel ’78 – dopo anni di stenti e canzoni impegnate – si sposta su un pop dissacrante e sbarazzino, che miete successi incredibili a cavallo dei due decenni con hit spacca-classifiche come “Splendido splendente”, “Kobra”, “Donatella” e “Lamette”. La carriera della Rettore continua ancora oggi, ma i numeri strabilianti del periodo d’oro sono ormai lontanissimi.

9 Luglio 1980: nella sua Rio de Janiero, all’età di 67 anni, ci saluta Vinicius de Moraes. Poeta, autore, cantante e drammaturgo, nel 1932 inizia la carriera di paroliere e nel 1956 – mentre esercita la professione di diplomatico – scrive l’opera teatrale “Orfeu da Conceição”, presto trasposta nel film “Orfeo Negro”, che si accaparra premi e vittorie. Nel ’58, assieme alla cantante Elizeth Cardoso, dà inizio alla moda della Bossa Nova: nei Sessanta diventa un vero e proprio monumento della nuova canzone brasiliana, grazie alle storiche collaborazioni con João Gilberto e Toquinho. Di rilievo la sua opera anche in Italia, culminante in un fortunato disco con Ornella Vanoni.

Inchiostro rosso sangue: i Kiss e la Marvel

C’è gente che per il proprio lavoro darebbe il sangue; c’è chi dona il proprio sangue all’AVIS, o alla Croce Rossa; e chi di sangue ne è assetato, a dar retta a certa mitologia. E, infine, c’è chi versa gocce del prezioso liquido per un… fumetto! Sì: ed è una storia un po’ strana, di cui forse qualcuno di voi avrà sentito parlare, e che riguarda rock, globuli rossi e supereroi: e il cui 46° anniversario cadrà proprio domani, il 30 Giugno.

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Domani avvenne: da lunedì 26 giugno 2023 a domenica 2 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

26 Giugno 1893: a Scott (Mississippi) nasce “Big Billy” Broonzy. Bluesman, nel ’20 si stabilisce a Chicago, e inizia a registrare nel ’27: emblema vivente del passaggio fra blues rurale e urbano, la sua vicenda e il suo personaggio colpiscono a fondo l’immaginario del pubblico bianco, che lo innalza al rango di eroe. Il successo gli arride, quasi ininterrottamente, fino alla morte, fra una marea di dischi e tournée internazionali. Fra le incisioni sopravvissute, veri e propri standard come “Key to the Highway”, “All Be Myself”, “I Can’t Be Satisfied”.

27 Giugno 1958: a Montebello (California) vede la luce Jeffrey Lee Pierce. Prima giornalista di musica, poi appassionato di reggae, e infine culture del rock delle origini, nel 1980 fonda la band The Gun Club, di cui diventa immediatamente leader, frontman e autore: complesso fondamentale nella creazione di un innovativo ibrido fra blues, punk, folk e garage. La vita di Jeffrey, causa l’uso smodato di alcol e droga, termina prematuramente nel 1996.

28 Giugno 1968: per la Columbia esce “A Saucerful of Secrets“, secondo album dei Pink Floyd. Questo disco segna il passaggio fra la leaderhisp di Syd Barrett – sempre più compromesso con allucinogeni e schizofrenia – e quella di Waters, e presenta il nuovo innesto David Gilmour: il fondatore Syd, ormai ai margini, suona in 4 brani, e ne compone solamente uno. Album in cui la psichedelia inizia a cedere il posto a brani più strutturati, meno dadaisti e più seriosi, presenta in scaletta, oltre alla titanica title track, “Let There Be More Light” e “Set the Controls for the Heart of the Sun”. Fra le molte immagini del collage di copertina, anche il fumetto Doctor Strange.

29 Giugno 1953: a Los Angeles nasce Don Dokken. Cantante di ambito hard e heavy, nel 1979 fonda la omonima band dei Dokken: il successo arriva solo nel 1984, ma il gruppo da allora si confermerà come uno dei più seguiti del genere. Oltre ai Dokken, Don ha intrapreso anche una breve ma intensa carriera solista, e una miriade di collaborazioni.

30 Giugno 1984: il singolo di Bruce Springsteen “Dancing in the Dark“, estratto dall’album “Born in the U.S.A.”, arriva al secondo posto della classifica americana: dopo questo usciranno altri 5 singoli, e tutti si piazzeranno nella Top 10. Nel videoclip compare una giovanissima Courteney Cox, che i fans del serial “Friends” ben conoscono!

1° Luglio 1945: a Miami (Florida) nasce Deborah “Debbie” Harry. Modella e cantante, nel ’68 Debbie entra nel giro musicale di New York: qui conosce Chris Stein, con cui nel 1974 fonda i Blondie, che a cavallo dei due decenni ottengono grande successo mondiale con le hit “Call Me” e “Heart of Glass”. Ma Debbie è molto altro: artista eclettica, attrice, musicista pronta a collaborare su progetti alternativi, attivista politica e, perché no, donna bellissima.

2 Luglio 1974: la Polydor Records pubblica “461 Ocean Boulevard“, secondo album solista di Eric Clapton. Questo disco rappresenta la prima rinascita di Eric, dopo anni di faticosa disintossicazione dall’eroina: la scaletta è ricca di cover abilmente rivisitate, come i traditional  “Motherless Children” e “Willie and the Hand Jive” e soprattutto la celeberrima “I Shot the Sheriff” di Bob Marley. Il titolo del disco si riferisce alla casa di Golden Beach dove visse Clapton durante l’incisione del vinile.

Una bomba di estate – Fra tormentoni e apocalisse

L’estate, da sempre (o almeno da quando ho memoria) è, fra le altre cose, la stagione dei “tormentoni” musicali: canzoni che impazzano sulle radio, nelle feste, e che tutti conoscono e canticchiano, volenti o nolenti. Si tratta di brani allegri, spensierati, spesso nonsense, perfetti insomma per il clima di vacanza, di serenità, di evasione tipico della “bella stagione”: ma, rovistando nella memoria, e ascoltando alcuni tormentoni della mia giovinezza con un orecchio meno superficiale e più allenato, mi sono accorto che nascondono significati e messaggi tutt’altro che rassicuranti… Proprio come l’estate: che sovente, sotto la sua luce abbagliante,  la libertà dagli impegni, i giorni infiniti e le notti brevi, può mostrare in controluce la solitudine, il terrore e l’ombra (ok, l’ho fatta tragica, ma ci siamo capiti!).

Bando allora alle ciance, ed ecco a voi tre tormentoni estivi che ben rispondono a queste caratteristiche Continua a leggere “Una bomba di estate – Fra tormentoni e apocalisse”

Domani avvenne: da lunedì 19 giugno 2023 a domenica 25 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

19 Giugno 1948: a Yangon (Birmania), da padre inglese e madre indiana, nasce Nick Drake. Tornato in Inghilterra assieme alla famiglia, mentre pratica con successo atletica leggera e rugby, inizia ad appassionarsi alla musica (e, in dosi massicce, a erba e LSD): presto è notato dal produttore americano Joe Boyd, e nel 1968 incide l’album di debutto. La carriera di Nick dura poco (3 dischi), e finisce tragicamente nel 1974 per un’overdose di antidepressivi: anche se in vita le sue opere venderanno pochissimo, saranno col tempo rivalutate, fino a diventare uno degli esempi più importanti e singolari di un’arte a cavallo fra folk, minimalismo, decadentismo e malinconia.

20 Giugno 1928: a Los Angeles nasce Eric Dolphy. Sassofonista, clarinettista e flautista Jazz di immenso talento, collabora con stelle di prima grandezza come Charlie Mingus, Max Roach, John Coltrane e Ornette Coleman: la sua attività discografica è concentrata in soli sei anni, ma ricchissima di arte e di eclettismo.

21 Giugno 1975: il magazine “Sounds” riporta la notizia che il chitarrista Ritchie Blackmore ha appena lasciato i Deep Purple. Termina così l’avventura della cosiddetta “Mark III”: al suo posto, il talentuoso Tommy Bolin. Ritchie, nel frattempo, assieme a Ronnie James Dio – cantante degli Elf – ha appena iniziato una nuova avventura: i Rainbow. Ritchie tornerà nei Deep Purple nel 1984: ma, dopo l’ennesima lite con Ian Gillan, li lascerà definitivamente nel 1994.

22 Giugno 1973: per la RCA Records esce “Life on Mars?“, secondo singolo estratto dall’album “Hunky Dory di David Bowie. Canzone diventata, lentamente, uno dei classici di Bowie, ha un testo ambiguo e poco coeso, che così Bowie ha illustrato: “Parla di una donna che, pur vivendo una realtà deprimente, sia convinta che in un luogo imprecisato c’è una vita che vale la pena di vivere”. Sul retro, l’altrettanto famosa “The Man Who Sold the World”.

23 Giugno 1938: a New York nasce Boruch Alan Bermowitz, in arte Alan Vega. Cantante, autore ma prima ancora artista visuale, nel 1971 – assieme a Martin Rev al sintetizzatore – fonda i Suicide: duo seminale, alle prese con una straniante forma di synth-pop ossessiva con venature new wave e industrial, e narrazioni torbide e provocatorie, dominate dalle declamazioni allucinate di Vega.

24 Giugno 1947: a Redruth (UK) vede la luce Mick Fleetwood. Batterista, nel 1967 – assieme al bassista John McVie e il chitarrista Peter Green – lascia i Bluesbreakers per fondare un nuovo gruppo: il nome è coniato fondendo i cognomi del bassista John e del batterista Mick, e nascono i Fleetwood Mac. Da un iniziale e verace rock blues, i Mac trovano il successo mondiale nel 1977, col raffinato soul-pop “Rumours”.

25 Giugno 1963: a Londra, da padre greco-cipriota e madre inglese, nasce Georgios Kyriacos Panayiotou, in arte George Michael. Cantante, durante gli anni scolastici conosce il chitarrista Andrew Ridgeley: nel ’79 fondano gli Executive, e due anni dopo si mettono in proprio col nome di Wham!… E un anno dopo ancora, per una coincidenza, sono convocati al programma tv “Top of the Pops”: occasione in cui “bucano il video”, e iniziano una carriera di fulmineo successo. Nell’86 il duo si scioglie: George, dotato di una voce soul di notevolissimo spessore, si avvia a una carriera solista di enorme successo, premiata da tre Brit Awards, quattro MTV Video Music Awards e due Grammy Awards. Importante il suo impegno per i diritti LGBT.