Domani avvenne: da lunedì 23 marzo 2026 a domenica 29 marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

23 Marzo 1972: a Los Angeles ha luogo la premiere del film-concerto “The Concert for Bangladesh“: pellicola diretta da Saul Swimmer che riprende lo storico spettacolo tenuto nel 1971 al Madison Square Garden di New York, organizzato da George Harrison e amici per sostenere la popolazione del Bangladesh, in grave crisi umanitaria a seguito della Guerra d’Indipendenza. Fra i molti comprimari, Ringo Starr, Ravi Shankar, Eric Clapton e Bob Dylan.

24 Marzo 1956: per la Checker Records esce “Who Do You Love?“, singolo dello statunitense Bo Diddley. Questo brano è basato – come molti altri di Bo – su un ritmo inconfondibile, il cosiddetto “Bo Diddley Beat”: un pulsante “chink-a chink-a chink a-chink-chink”, cupo e quasi tribale… più facile ad ascoltarsi che a spiegarlo! Singolo seminale, all’uscita non ottiene successo: ma due anni dopo, inserito nell’album di esordio di Bo, farà il botto, diventando un vero archetipo musicale.

25 Marzo 2022: a Bogotà, a 50 anni, all’hotel Casa Medina, per probabile assunzione di un mix letale di stupefacenti, ci lascia Taylor Hawkins. Batterista rock, nel ’97 è reclutato da Dave Grohl per sostituire William Goldsmith nei Foo Fighters, con cui rimane fino alla tragica scomparsa. Molte inoltre le collaborazioni internazionali, fra cui quelle con Brian May, Alanis Morissette, Slash e anche Vasco Rossi.

26 Marzo 1971: al Newcastle City Hall, il super-trio Emerson, Lake & Palmer si esibisce in una performance dedicata alla rilettura in chiave rock (inframezzata da composizioni originali del trio) dell’opera classica “Pictures at an Exhibition” di Modest Musorgskij. Da questo concerto sarà ricavato l’omonimo album, pubblicato dalla Island Records sei mesi dopo.

27 Marzo 1924: a Newark (New Jersey) nasce Sarah Vaughan. Bimba prodigio, a 15 anni lascia la scuola per dedicarsi alla musica: il contatto con i bopper influenza tutta la sua carriera e il suo canto, che si estende su quattro ottave ed è capace di esprimersi sia su lente ballads che su vertiginose corse sul pentagramma. Per tutta la vita Sarah dividerà la sua produzione fra dischi pop e jazz: una delle più grandi vocalist del XX Secolo.

28 Marzo 2014: i biglietti per i ventidue concerti di Kate Bush, annunciati per Agosto all’Hammersmith Apollo a Londra, vanno esauriti in 15 minuti. Un record, dovuto anche al ritorno sulle scene della Bush dopo 35 anni di assenza.

29 Marzo 2013: nella sua Milano, a 78 anni, muore Enzo Jannacci. Uno dei più grandi creativi espressi dal nostro paese, Enzo: cantautore, pianista, attore, cabarettista… Ma anche medico chirurgo (studiò nell’équipe di Christiaan Barnard), cintura nera di karate e pattinatore. Un autore capace di accostare brani struggenti (in milanese, prima, e in italiano, poi) e canzoni comiche (mitico il sodalizio con Cochi e Renato), colonne sonore, collaborazioni con Dario Fo, e gustosi duetti con l’amico fraterno Giorgio Gaber. Un fuoriclasse.

La canzoni di Cochi e Renato

Ciao a tutti. Poche sere fa stavo facendo zapping su Youtube in cerca di video di cagnolini (…sì, proprio così: una mia debolezza!) quando, vai di qui vai di là, l’algoritmo del Tubo mi ha portato su una scena di “Testa o croce” in cui Renato Pozzetto, nelle vesti di un sacerdote smemorato, cade dritto dritto nelle acque del Lago d’Orta, e inizia a tirare giù cristi come non ci fosse un domani… E da lì il mio algoritmo personale, che rispetto ben di più, mi ha istantaneamente condotto al Pozzetto in bianco e nero di “Il buono e il cattivo” e “Il poeta e il contadino“, in coppia con l’amico di sempre Cochi: ero appena un bambino, allora, capivo a malapena le battute, eppure mi scompisciavo dal ridere a guardare in tv le loro gag surreali, con i ricorrenti tormentoni “Bravo, sette più”, “Qui siamo su a milletre” e “Elamadonna!”.

Di pezzi e frammenti di Cochi e Renato, in rete, se ne trovano: e, come sa chiunque abbia almeno la mia età, una bella fetta del loro repertorio comico era costituita da canzoni… Canzoni che inevitabilmente aprivano e/o chiudevano la trasmissione, e che punteggiavano la sequenza dei loro sketch, con Cochi alla chitarra e Renato, nella parte del sempliciotto, a declamare assurdità. La più famosa è “Canzone intelligente“, cui ho dedicato un post ben tre anni fa (eccolo QUI): cui fa eco l’altrettanto nota “E la vita, la vita“. Ma sono molte le perle regalate da questo duo comico: un duo rivoluzionario, che (forse) per primo ha portato sugli schermi e nei teatri uno humor mai irrisorio verso i “difetti” degli altri (lo zoppo, il cieco, l’omosessuale, il cornuto, ecc) e sempre stralunato, dadaista e indiscutibilmente meneghino; e per il cui successo sono stati fondamentali la folle verve e l’imprevedibile eclettismo del “genio” Enzo Jannacci… Che, all’inizio degli anni Sessanta, non solo li nota all’Osteria dell’Oca di Milano e li sprona a darsi al cabaret, ma scrive con loro, a sei mani, quasi tutto il loro repertorio.

Cochi e Renato hanno una discografia che comprende sei album, tredici singoli e varie raccolte: e certo, non si tratta di album organici, ma una di sorta di compilation non dichiarate che raccolgono pezzi sparsi, più o meno nuovi, e spesso gravitanti attorno agli spettacoli televisivi dell’epoca. Le canzoni di Cochi e Renato si possono suddividere grossolanamente in due gruppi: le rivisitazioni caricaturali di pezzi tradizionali (spesso dialettali), e i brani di propria penna. Continua a leggere “La canzoni di Cochi e Renato”

I falsi miti della musica #3 – Debunking Fabrizio De Andrè

Mi ricordo perfettamente, il giorno che arrivò la notizia della morte di Fabrizio De André, 23 anni fa… Quel lunedì, quando seppi della cosa, lo dissi ad alta voce, in ufficio: e la mia “capa”, senza batter ciglio, rispose “Meglio lui di me”. Dicono che non bisogna essere cattivi: ma sulla verità di quella lapidaria affermazione non fui così sicuro… Di sera (o la sera dopo, forse) la RAI trasmise un concerto di Faber: e, di questo sono certo, mentre lo vedevo, nella mia fredda monocamera, seduto sul letto, mi ritrovai a piangere. Avevo perso qualcuno di importante.
Dico questo non per piaggeria, ma per chiarire come io stimi, apprezzi, anzi ami Fabrizio: e come questo post non sia un’offesa nei suoi confronti, ma un doveroso atto di verità. Non sono certo il primo a scrivere di questo: ma, ormai, chi è il primo a fare qualunque cosa?

Dunque, l’argomento di questo doloroso debunking è: ma quante canzoni, da solo, ha davvero scritto De André? “Ma che, sei scemo??? Dopo Elvis, ora te la prendi con Faber? E lascia in pace i morti!” Sembra una follia farsi la domanda, visto che Fabrizio è da sempre additato come il re dei cantautori italiani… Ma è proprio perché sembra una follia, che occorre affrontare la questione. E non per pura provocazione, ma per rispetto.

Lo farò con cervello e cuore, tranquilli. Ma prima di tutto, ahimè, i freddi numeri! Continua a leggere “I falsi miti della musica #3 – Debunking Fabrizio De Andrè”

Cochi, Chicco e Renato – Un compleanno intelligente

Buongiorno, ciao, hello!

Dato che oggi è il mio compleanno, parlo di una cosa cui tengo particolarmente e che mi “appartiene” nel profondo.

Abbastanza tempo fa pubblicai il post “Le mie prime volte“, dove accennavo ai miei primi ricordi musicali: ebbene, fra Walter Foini e Antonello Venditti, tralasciai quello che – assieme a Dalida – è probabilmente la più antica memoria canzonettara del sottoscritto… E, cioè, “La canzone intelligente“.

Sigla del programma Rai “Il poeta e il contadino” (1973), scritta da quel genio di Enzo Jannacci assieme a Cochi e Renato, e cantata dal celebre duo comico, suscita in me nostalgia, ammirazione, divertimento e memoria. Continua a leggere “Cochi, Chicco e Renato – Un compleanno intelligente”