Domani avvenne: da lunedì 4 gennaio 2021 a domenica 10 gennaio

4 Gennaio 1962: la rivista di Liverpool “Mersey Beat” pubblica i risultati di un sondaggio indetto per stabilire chi sia il gruppo più amato dai giovani della città. Al terzo posto, Remo Four; al secondo, Gerry and the Pacemakers; e, in testa, i Beatles. Che un contratto ancora non hanno, e che a breve riceveranno un clamoroso “no” dalla Decca Records dopo la famosa audizione di Capodanno… Ma, come si sa, è poi andata diversamente!

5 Gennaio 1969: a Canton (Ohio) nasce Brian Hugh Warner, in arte Marylin Manson. Dopo un’infanzia schiacciata fra un nonno sadomasochistico e una scuola episcopale ultra-puritana, cerca la ribellione attraverso provocazioni di sogni sorta, finché – nel 1989 – fonda la sua band. Lo pseudonimo deriva da una crasi fra Marylin Monroe e Charles Manson, due opposte anime della cultura USA degli anni Sessanta. Notato da Trent Reznor, debutta con “Portrait of an American Family”, successo milionario a base di un industrial metal pesante, e look e comportamenti provocatori ed estremi. Marylin, oltre che frontman e autore, si è speso anche come attore, pittore e promotore di diverse iniziative di beneficenza.

6 Gennaio 1946: a Cambridge (UK) nasce Roger Keith “Syd” Barrett. Syd inizia ad appassionarsi alla musica a 14 anni: prima l’ukulele, poi il banjo e infine la chitarra: nel gruppo che prova a casa sua, per qualche data, si vede anche il più maturo Roger Waters al basso. Vai e vieni, nel ’65 Syd, Roger, Bob Klose, Rick Wright e Nick Mason si uniscono negli Spectrum Five: band che, di lì a poco, prenderà il definitivo nome di Pink Floyd. Syd ne è l’indiscusso leader e autore, e uno degli artisti più geniali della sua generazione: ma, già nell’autunno del 1967, scivolerà velocemente nel vortice della malattia mentale, acuita dalla smodata passione per gli acidi… Tanto che, a Gennaio ’68, sarà messo alla porta, e sostituito da David Gilmour. Dal 1971 Barrett lascia completamente la musica vivendo come un recluso, perso nella sua mente e dedicandosi più che altro alla pittura.

7 Gennaio 1955: il singolo di Bill Haley, “Rock Around the Clock“, fa la sua prima apparizione nella classifica inglese: e quattro mesi prima del suo ingresso nelle chart americane! Bisognerà infatti attendere che il pezzo sia inserito nei titoli di testa del film “The Blackboard Jungle” perché sia decretato il suo successo prima statunitense, e poi mondiale.

8 Gennaio 1951: a Milano nasce Claudio Rocchi. A 18 anni entra, come bassista, negli Stormy Six, ma già nel 1970 lascia la band e inizia la carriera solista: il suo album d’esordio è “Viaggio”, interamente acustico, seguito nel ’71 dal capolavoro “Volo magico n. 1”, sorta di manifesto personale a cavallo fra psichedelia e riflessioni generazionali. Attivo pacifista, agitatore sociale e poeta, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta si sposta verso la musica elettronica e sperimentale. Nel 1999 fonda, in Nepal, la prima radio indipendente nazionale, “The Himalayan Broadcasting Company”.

9 Gennaio 1941: a New York nasce Joan Baez. Il padre, Albert, è uno scienziato di fama, co-inventore del microscopio a raggi X, ma soprattutto è un fervente pacifista, e si rifiuta di collaborare al celebre “Progetto Manhattan”: trovato riparo all’Unesco, con la famiglia gira mezzo mondo per occuparsi dell’assistenza sanitaria ai paesi poveri. Joan, impressionata dalle scene di miseria viste a Baghdad, matura un profondo pensiero umanitario e pacifista, che trova sfogo in musica. A partire del 1958, Joan diventa l’esempio vivente di cosa davvero significhi fare, ad alti livelli, “canzone di protesta”: impegno che continua ancora oggi, a 80 anni!

10 Gennaio 1945: a Londra, emette il primo vagito Rod Stewart… Un vagito graffiante, immagino, vista la grana vocale particolare che ne caratterizza tutta la carriera! Dopo brevi apparizioni in gruppi blues, trova la sua strada a fianco di due grandi chitarristi: Jeff Beck (con cui incide due album), e il futuro Stones Ron Wood. Nel 1969, parallelamente alla partecipazione nei Faces, inizia la carriera solista, che presto virerà verso un soft rock screziato dalla sua voce: famosissime “Tonight’s the Night”, “Maggie May”, “People Get Ready” e “Da Ya Think I’m Sexy?”.

Il rock’n’roll del nord: Bill Haley

William John Clifton “Bill” Haley (1925-’81) cresce in Pennsylvania e si avvicina alle sette note grazie ai genitori, musicisti dilettanti: a 15 anni fonda una band e si mette sulla strada, in cerca di fortuna. In questi anni l’ambizioso e curioso Bill fa di tutto, rendendosi disponibile a qualunque esperienza: feste cittadine, medicine show, luna park e sale da ballo.

Haley – col soprannome di “Silver Yodeling” – diventa uno dei cowboy canterini più famosi del circuito Western Swing, e resta impressionato dall’atmosfera elettrizzante trasmessa da queste band. Una musica ritmica, vivace, allegra, erede della scuola di Count Basie e di Milton Brown, che per creare la massima eccitazione non lesina trucchi e numeri da baraccone, come suonare sdraiati per terra o con lo strumento dietro la testa.

Il confronto con la freddezza delle platee ben educate delle grandi città è impietoso, e convince Haley a tentare qualcosa di nuovo. Fra il 1947 e il ’50 – a capo dei Four Aces of Western Swing – Bill si dedica alla messa a punto di uno stile personale, capace di conciliare l’euforia del Midwest e il garbato aplomb della East Coast. La sua ricetta si concretizza nell’elaborazione di un linguaggio per piccolo complesso che obbedisce a tre semplici comandamenti: primo, gli strumenti a corda – come nel più strutturato Western Swing – dovranno riprodurre le parti e il sound delle sezioni fiati delle Big Band; secondo, l’accentazione ritmica va spostata sulla seconda e quarta misura della battuta; terzo, un pizzico di quell’esuberanza scenica tipica del rhythm’n’blues dell’Ovest.

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