Il rock’n’roll del nord: Bill Haley

William John Clifton “Bill” Haley (1925-’81) cresce in Pennsylvania e si avvicina alle sette note grazie ai genitori, musicisti dilettanti: a 15 anni fonda una band e si mette sulla strada, in cerca di fortuna. In questi anni l’ambizioso e curioso Bill fa di tutto, rendendosi disponibile a qualunque esperienza: feste cittadine, medicine show, luna park e sale da ballo.

Haley – col soprannome di “Silver Yodeling” – diventa uno dei cowboy canterini più famosi del circuito Western Swing, e resta impressionato dall’atmosfera elettrizzante trasmessa da queste band. Una musica ritmica, vivace, allegra, erede della scuola di Count Basie e di Milton Brown, che per creare la massima eccitazione non lesina trucchi e numeri da baraccone, come suonare sdraiati per terra o con lo strumento dietro la testa.

Il confronto con la freddezza delle platee ben educate delle grandi città è impietoso, e convince Haley a tentare qualcosa di nuovo. Fra il 1947 e il ’50 – a capo dei Four Aces of Western Swing – Bill si dedica alla messa a punto di uno stile personale, capace di conciliare l’euforia del Midwest e il garbato aplomb della East Coast. La sua ricetta si concretizza nell’elaborazione di un linguaggio per piccolo complesso che obbedisce a tre semplici comandamenti: primo, gli strumenti a corda – come nel più strutturato Western Swing – dovranno riprodurre le parti e il sound delle sezioni fiati delle Big Band; secondo, l’accentazione ritmica va spostata sulla seconda e quarta misura della battuta; terzo, un pizzico di quell’esuberanza scenica tipica del rhythm’n’blues dell’Ovest.

Continua a leggere “Il rock’n’roll del nord: Bill Haley”