
Avete presente quel vicino di casa? Quel signore di mezza età, educato e gentile, dal sorriso dolce e un po’ disilluso? Quello che incontrate ogni tanto sulle scale, col giornale sotto braccio? Si, proprio quel tipo lì… Siete curiosi, vi è simpatico, e magari vi piacerebbe conoscerlo meglio: ma come si fa? E una volta capita: mentre vi raccoglie la busta della spesa, d’improvviso, vi invita a prendere un caffè; e non avete avuto tempo di abbozzare una risposta, che siete già seduti nella sua cucina.
Coi dischi, e coi musicisti, spesso succede la stessa cosa: una certa aria di semplicità e pulizia, un tono sommesso, melodie simpatiche e ben arrangiate, possono molto più di false arie da maudit e megaproduzioni. Prendete il caso del nostro nuovo vicino di pianerottolo, Giorgio Conte, e dell’alloggio che abita, il cd live intitolato semplicemente “Concerto“… Irresistibile nella sua quotidianità, ci ha attirato come miele fin dalla prima occhiata, e – senza bisogno di altro – ci siamo fidati: e abbiamo fatto bene… Anche perché – come suggerisce un brano in odor di filastrocca – “Fuori ci sono i lupi”: e quale miglior luogo per lasciar passare il pericolo, mentre il nostro ospite ci accoglie nelle sue stanze? Continua a leggere “Giorgio Conte – “Concerto””

Anarchia: “Dottrina politica che ha per scopo l’abolizione di ogni potere costituito, e la libera espansione delle energie individuali”
There’s an evil virus that’s threatening mankind
“Nato in mezzo al niente, onesto, bianco e rosa, ho campi, bar e nebbie con dentro un campanile“: e già, senza sapere altro, mi sento qui, nel mio Nord, ne respiro le goccioline di umidità, gli orizzonti strozzati dalla foschia, le luci delle osterie (che ora si chiamano bar) agli incroci, e l’orgoglio di “aver sempre fatto il mio dovere”. Ma quello cantato dagli Estra non è il “nordovest bardato di stelle” di Conte: è il Nordest della provincia veneta… Uno stato esistenziale, politico, intimo e universale assieme: tanto da poterne fare un paragone con una realtà apparentemente lontanissima, come il Texas.
Capita di avere casini in famiglia… E in questi giorni li ho, eccome. Allora, volendo mantenere la promessa dell’articolo settimanale, ricorro a un pezzo dove la riflessione è messa in secondo piano a vantaggio di qualcosa di più spiccio, ma che spero comunque interessante.