Ciao a tutti. Tutti i giorni capita di incontrare situazioni o cose tanto comuni e ricorrenti che nemmeno ci facciamo più caso: e, men che mai, ci viene da chiederci non solo “chi” le ha inventate, ma “se” sono state inventate. Per noi sono ovvie, eterne, evidenti: quasi sembrano essersi create da sé. Pensiamo al carpaccio: una categoria universale di carne o pesce crudo affettato in realtà creato da Giuseppe Cipriani, all’Harry’s Bar di Venezia, nel 1950; o al velcro, così “normale” che il suo essere un’invenzione non si avverte più, ma che è frutto di un brevetto del 1951… E potremmo andare avanti all’infinito.
Ciò accade anche in musica: e l’esempio più calzante è quello del fischio delle colonne sonore western di Ennio Morricone… Una presenza costante, tipica, famosissima e caratterizzante al massimo i film di Leone: tutti sappiamo che gli score sono scritti dal geniale autore romano; ma quanti si sono mai chiesti CHI ci fosse dietro quel fischio? E non è come domandarsi “chi” suona la chitarra o la tromba: QUEL fischio è un qualcosa di differente… Profondamente umano, personale, così compenetrato nella storia e nel paesaggio da sembrare nato assieme ai canyon, al deserto e alla sudata e malinconica solitudine dei personaggi. Eppure quel fischio ha una chiara identità: quella di Alessandro Alessandroni.
Nato a Soriano nel Cimino (Viterbo) nel 1925, questo artista è stato un autentico fuoriclasse: polistrumentista autodidatta, cantante, direttore di coro (“I cantori moderni”) e sperimentatore. La sua attività prosegue, quasi ininterrottamente, per 70 anni, fra colonne sonore, musica elettronica, canzone popolare, jazz, dischi di library music e pittura… Uno di quei personaggi tipici della cultura italiana del dopoguerra: un professionista formatosi fuori dai conservatori, capace tuttavia di entrare nei circuiti più sofisticati del cinema, della radio e dell’industria discografica, pur restando spesso all’ombra. Umile, certo: ma proprio per questo abituato a muoversi fra il sublime (i suoi ammiratissimi pezzi di musica sperimentale per radio e tv) e lo scanzonato, come il celeberrimo “Mah-nà mah-nà“ dei Muppets, cui ho dedicato QUESTO post); fra film horror di seconda schiera (“Lady Frankenstein”), pellicole a luci rosse (con Joe D’Amato) e opere d’avanguardia, e senza mai perdere il senso del lavoro: un grande, insomma.
Ma torniamo al fischio: nelle sue ultime interviste amava ricordare l’assoluta spontaneità con cui era nata la sua carriera di “fischiatore”. Alessandroni ricorda che tutto ebbe inizio, a quanto pare, durante una sessione con Nino Rota: Nino cercava un effetto particolare in studio e Alessandroni, che in quel momento suonava la chitarra, si propose semplicemente dicendo: «Maestro, se vuole provo io». La scommessa riuscì e il fischio divenne progressivamente una sua “firma” sonora, presto adottata con felice intuizione da Morricone nei tre film della “trilogia del dollaro”: “Scendi in sala per fare una fischiatina“, gli disse… E il resto è storia.
Qui sta l’eccezionalità della cosa: un incarico dal carattere apparentemente minimo, contrapposto all’enorme fortuna internazionale che quel suono avrebbe poi avuto. Un suono ormai parte del “panorama sonoro” mondiale, e che per quasi tutti non ha un volto e un nome… Ma che, proprio grazie alla sua anonimia, fa risaltare al massimo il gesto e la sua funzionalità. Un’anonimia funzionale al gesto sonoro, certo, ma che ad Alessandroni dovette forse pesare; quando gli fu chiesto se avesse ricevuto un riconoscimento insufficiente, rispose però con nonchalance: «Oh yes, absolutely. But, that’s life, I suppose».
Intendiamoci, Alessandroni non è l’inventore del fischio, e Morricone resta l’autore delle partiture e dell’idea orchestrale; tuttavia Alessandroni fornisce una materia sonora riconoscibile, una presenza esecutiva che diventa emblema dell’intero universo morriconiano-leoniano. La sua è la paternità di un dettaglio insostituibile, non dell’opera intera.
Interessante questo racconto
Buongiorno
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Io avrei fallito miseramente: non so fischiare.
😀
Comunque sono piccole/grandi scintille di genio, il “fischio” western o “Ma nah ma nah”.
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