Sul sentiero

Ciao a tutti. Siamo tornati da poco dalle vacanze: quest’anno abbiamo fatto tre tappe, tutte in montagna, fra Friuli e Dolomiti, in cerca di passeggiate, aria aperta e fresco… Fresco che c’è stato, sì, ma non certo un fresco “normale” (a 1.200 metri, 33 gradi non sono certo pochi), e con laghetti mezzi asciutti e ghiacciai in drastica riduzione: alla faccia dei negazionisti del riscaldamento globale! E, cercando prati, boschi e silenzio, sui sentieri abbiamo anche incontrato cose un po’ diverse, a loro modo tutte curiose. Ecco il nostro resoconto.

  1. Nuvolo, questa mattina, in Carnia: nonostante le previsioni dessero quasi sereno. Ma non demordiamo: pieni di fiducia saliamo in auto al rifugio, da dove proseguiremo con un’oretta di escursione sino alla punta… Ma arrivati in quota la nuvolaglia non è sparita, anzi: non si vede una mazza, letteralmente. Pazienza: ormai siamo qui, e ci godremo la situazione, qualunque sia… anche questo è vivere la montagna. Entriamo nel rifugio, ci sediamo davanti a un bel the caldo, e libro in mano aspettiamo l’ora del pranzo, in pace. Tutto è silenzio: quand’ecco che la porta si apre, ed entrano sei ciclisti, sui 50 anni. Tutta la mia ammirazione, per essersi fatti 1000 metri con questo tempo: sudati e infreddoliti, si asciugano un po’ vicino alla stufa, e tirano fuori dagli zaini una raccolta gigante di cruciverba. Il rifugio di colpo si anima: le voci alte, i volti ancora carichi di fatica ma allegri, e le minchiate che dicono, coinvolgendo tutti nelle risposte alle definizioni delle parole crociate: “Questa è per te che hai fatto il liceo: targa di Milano, 2 lettere“; “Lo schiacci sul divano… sarà chihuahua?!“; “Primo piatto tipico di Triste, finisce con la A, quattro lettere: “Gnocchi alla sorrentina””. E intanto vai di pastasciutta, salsiccia, caffè e un grappino. Fuori le nuvole non si schiodano, sembrano impigliate alle rocce: ma dentro splende il sole.
  2. E sole pieno, invece, all’Alpe di Siusi. Un bel percorso in falsopiano, oggi: un po’ lungo, a dire il vero, e i raggi scaldano davvero tanto, anche a 1.800 metri. Superiamo, fra i prati, un piccolo dosso, e a fianco del sentiero ecco quattro bambini, tutti con regolare cappellino con visiera e occhialini da sole: un tavolino, una tovaglia gialla, e tanti oggettini… Braccialetti, origami, sassi dipinti, e cose così. Un piccolo mercatino, insomma. Compro un sasso, con un pinguino dipinto sopra. “Quanto vuoi?” “E’ uguale“, mi risponde il più vispo. “Posso farvi una fotografia?” “Certamente“, ribadisce il leader, col tono serio e l’accento austriaco, tipico di quelle zone e di quelle genti! Mi si stringe il cuore: mi ricordo della mia infanzia, di quando con una mia amica giocavo al mercato usando sassolini al posto delle verdure, con tanta fantasia e niente tecnologia. Vorrei abbracciarli, tutti. E sono contento: la loro dev’essere proprio una bella infanzia.
  3. Altri giorni passano: l’andata di questa nuova, lunga, passeggiata è già fatta, con tanto di chiacchiere e male ai piedi, e ora siamo al rientro, con ancora negli occhi la spettacolare vista sulle Odle, proprio dietro Ortisei. Abbandonando la mulattiera imbocchiamo una breve variante, che passerà nel sottobosco. La mia signora, improvvisamente, si ricorda di quando, una decina d’anni fa, facemmo proprio questo percorso: e incontrammo un volontario che, in solitudine, con martelletti e mazzuoli, pazienza e mestiere, stava abbellendo il sentierino con rocce, fiori e pietre. Qualche decina di metri, e troviamo una strana panchina, costruita da rami e tronchi intrecciati. Una placca metallica, poco più in là, recita: “Ci sono anche pietre d’intralcio lungo il sentiero della nostra vita. Fermati: un attimo, guarda, vedi? Qui ho lasciato per sempre il mio cuore e l’ho affidato ai passi leggeri e grati dell’anima – Florian Peter Schrott, 29/04/1974 – 19/04/2017″. Era lui, dunque, il silenzioso scalpellino: morto dopo meno di un anno dal nostro incontro di allora. Gli siamo grati, per aver reso quel breve sentiero più bello, e più dolce: un luogo semplice, per una grande meditazione sulla vita e sul presente.

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