Ciao a tutti. Con l’approssimarsi del mio compleanno, sono andato a spulciare quali fossero, in Italia, i singoli più venduti di quei giorni: le fonti dell’epoca sono poco certe, affidate a sondaggi sporadici e a pochi dati ufficiali, ma pare che nella settimana 1° Giugno – 8 Giugno 1968 la classifica così recitasse:
- Patty Pravo – “La bambola”
- Caterina Caselli – “Il volto della vita”
- Gianni Morandi – “Chimera”
Di queste tre canzoni, la più iconica e importante è sicuramente “La bambola”: ma personalmente mi incuriosisce di più “Il volto della vita” di Caterina Caselli. Ed ecco, per voi, qualche notizia.
Il 45 giri di Caterina Caselli esce nell’Aprile 1968: sul lato A, “Il volto della vita”, e sul retro “Disperatamente ti amo”. “Il volto della vita” si aggiudica il “girone A” del Cantagiro di quell’estate, e si comporta bene anche nelle classifiche, pur non arrivando mai al primo posto.
La canzone – come spesso accade in quegli anni – è in realtà una cover: per la precisione, una cover di “Days of Pearly Spencer“, brano scritto e interpretato un anno prima dal cantautore nordirlandese David McWilliams.
McWilliams, quando scrive il brano, è reduce da un solo singolo, dall’esito commerciale disastroso: caso vuole che il suo nuovo pezzo venga notato da Mervyn Solomon, che lo gira immediatamente al fratello Phil, noto producer e dirigente della stazione offshore Radio Caroline, emittente che opera trasmettendo da una nave in acque internazionali… Una specie di “radio pirata“, insomma, nata con lo scopo aggirare il monopolio della BBC.
Bene: Solomon ascolta il pezzo, se ne innamora, lo produce, e lo pubblica il 6 Ottobre ’67, spendendo una barca di soldi in promozione (una stima parla di 320.000 sterline attuali, fra videoclip, pagine di giornale e gigantografie)… Il successo, però, non arriva: in Inghilterra, infatti, la BBC ne blocca di fatto la diffusione. Ma in Europa le cose vanno diversamente: la canzone piace, e piace parecchio: ottava in Olanda, quarta in Svizzera, seconda in Belgio, e prima in Francia!
Se ne accorgono pure in Italia: e il team-Caselli, che sta cercando un brano capace di dare alla sua star un’aura meno giovanilistica e più matura (Caterina ha intanto cambiato look), trova nel pezzo di Williams l’arma ideale. La versione proposta dalla Caselli e dalla CDG è, musicalmente, parecchio simile all’originale, e ne ripete alcune peculiari scelte di arrangiamento: mi colpiscono soprattutto gli incalzanti archi del ritornello e, sempre nel refrain, la voce “filtrata” del cantante… Una voce registrata, nel caso di McWilliams, da una cabina telefonica vicino allo studio, e che genera un curioso effetto “lo-fi”; e che si ripresenta anche nella cover della Caselli, seppur in modo meno marcato.
La vera differenza è nel testo: che, nell’originale, parla di un homeless che si perde senza speranza nel gorgo dell’alcolismo; mentre nella versione italiana, adattata da Mogol e Daiano, assume le caratteristiche di una canzone d’amore, con una narrazione che procede per immagini, e dai tratti quasi onirici.
Immagino che i più “agè” di voi si ricordino la canzone (io, ad esempio, ne ho un reminiscenza, vaga e quasi istintiva: chissà, magari mia mamma la sentiva in radio!), e che ad altri non dica proprio nulla. Intanto, la copertina è comunque “in stile”, con un chiaro richiamo psichedelico, tipico dell’epoca, e si fa apprezzare: come il pezzo, nonostante le sue primavere… Che sono tante quante le mie, quindi occhio a dire qualcosa di poco carino!
Ciao a tutti!
Credo di conoscere solo La bambola, che ha un ritornello iconico.
Invece non so se conosci la più recente Bambola, di Betta Lemme. La cantante non è una cima live ma la canzone ispirata al classico è accattivante
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Preferisco la bambola
Buongiorno
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