Io non so parlar di musica #35 – Danzig “Devil’s Plaything”

Ciao a tutti. Per la rubrica “Io non so parlar di musica“, oggi tiro fuori dal cassetto un mio vecchio amore: Glenn Danzig. Reduce dal successo col gruppo punk rock Misfits, e dalla breve ma importante esperienza negli oscuri Samhain, il cantante Glenn Danzig (nome d’arte di Glenn Allen Anzalone) nel 1987 fonda il suo progetto definitivo, molto umilmente chiamato proprio “Danzig“.

I primi tre album dei Danzig sono dei lavori molto interessanti: e il secondo, in particolare, un capolavoro. Senti i pezzi, e capisci benissimo da quali elementi sono composti: ma l’insieme è devastante. Danzig – e non ne fa mistero – si abbevera al lato torbido del blues e alle sue atmosfere più cupe e malate, le alimenta con gli steroidi di un hard-metal chitarristico di buia potenza, derivato dai Black Sabbath, aggiunge spruzzi di Elvis from Memphis, e annega il tutto nel mito e nel sangue di Jim Morrison… Un Morrison cresciuto non a Baudelaire e Weill, ma a Poe e a sua santità Tony Iommi, beninteso: e la cui declamazione baritonale e torbida si reincarna, con toni quasi profetici, e con una devozione vicina al calco, nel cantato perverso, epico e insinuante, di Danzig.

Del secondo album di Danzig, “Lucifuge“, non c’è brano che non mi faccia saltare la testa: ma, dovendo scegliere, vi propongo “Devil’s Plaything“: canzone dove, al netto del titolo apparentemente demoniaco (in realtà, “il giocattolo del diavolo” sono le passioni che non sappiamo dominare), possiamo vivere in musica il lato più oscuro, sensuale e occulto dell’immaginario di Glenn Danzig. La musica alterna atmosfere ipnotiche a riff aggressivi, metafora musicale del costante scontro tra luce e tenebre, razionalità e lascivia. E chi conosce i Doors, ma soprattutto Jim Morrison, saprà certamente trovare somiglianze e rispecchi. Ecco il brano.
P.S. A chi si fosse incuriosito, consiglio altamente l’ascolto della devastante accoppiata iniziale dell’album, “Long Way Back from Hell” / “Snakes of Christ“.

Danzig – “Devil’s Plaything

Tratto da “Danzig II: Lucifuge” (1990)

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