Rave non-rave

Buongiorno a tutti.
Colgo l’occasione delle recenti polemiche sui Rave per ri-pubblicare un mio post del 2019 (e che, quindi, parecchi di voi non avranno letto): un post nato per commentare un film che avevo visto al Torino Film Festival, e che proprio di rave parlava.

Nel pezzo, ovviamente, si parla anche del film: ma, soprattutto, di cos’era, cos’è, la cultura rave, e di quel politiche furono messe in atto – nell’Inghilterra degli anni Novanta – per metterla a tacere.

Così, giusto per fare un parallelo fra ieri e oggi. 
Ed ecco il post.

4 pensieri riguardo “Rave non-rave

  1. Personalmente credo che la gente possa fare quello che vuole basta che non infastidisca gli altri.
    Ora se con questi raduni non danno fastidio a nessuno a me può fregar di meno di quello che fanno. Visto le immagini in tv di gente fulminata ubriaca e strafatta era pieno.
    Visto che sai più di me, chi è che ci guadagna, visto che in tv parlavano di grossi guadagni da parte degli organizzatori, ma mi pare che non si paghi nessun biglietto.

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