I falsi miti della musica #2 – Debunking “La Stangata”

The Entertainer” è una dei brani musicali più noti di sempre: la sua melodia è famosissima, e la troviamo ovunque, da suonerie a cori da stadio (un collega milanista conferma che era usata come sfottò verso Franco Baresi, assieme alle parole “È arrivato Weah, è arrivato Weah, e Baresi è di nuovo papà“). Chi conosce il pezzo, sa di cosa parlo: chi non se lo ricorda, invece, potrà forse ricorrere a uno stereotipo usato ed abusato… E’ la musica del film “La Stangata! Se poi manco avete visto “La Stangata” che vi posso dire? Prima di tutto di riparare, e gustarvelo: è piacevole e divertente! E, in secondo luogo, di approfittare della traccia d’ascolto, che qui allego.

La Stangata” (“The Sting”) è un film del 1973 diretto da George Roy Hill, ha come attori principali Paul Newman e Robert Redford, e racconta la carambolesca storia di una truffa ai danni di un potente gangster, per vendicare l’ingiusta morte di un amico. Oltre a un cast stellare (che comprende anche Robert Shaw, Charles Durning, Eileen Brennan e Robert Shaw), l’opera è ricordata per la sua colonna sonora: un successo mondiale, che resta in vetta della Billboard Hot 100 per cinque settimane consecutive.

Lo score del film è costituito da brani Ragtime, principalmente dell’autore di colore Scott Joplin (1868 -1917), e da altri frammenti scritti dal direttore d’orchestra Marvin HamlischOk: ma cos’è il Ragtime? Il Ragtime è  musica di origine afroamericana di inizio 900, prevalentemente pianistica, estroversa, sofisticata, virtuosa, ed è composta a tavolino da autori professionisti. Con una bella sintesi, “una melodia fortemente sincopata sovrapposta a un accompagnamento rigoroso e regolare”.

Per capire un genere musicale le definizioni contano: ma contano egualmente, se non di più, l’ascolto (e, assieme a “The Entertainer”, propongo l’altrettanto famosa “Maple Leaf Rag“), gli archetipi visivo-mnemonici (il ragtimer tipico: bombetta grigio perla, panciotto a quadretti, cravatta con spilla, giarrettiera sul braccio e bottiglia di whisky sul pianoforte) e la connessione con altri mezzi espressivi (come il film “The Sting”, appunto)…. Quest’ultimo è tanto riuscito che il Ragtime – per moltissimi – è “la musica della Stangata”. E invece no: almeno, non del tutto!

Il tallone d’Achille è nell’incongruenza fra musica e ambientazione. Il Ragtime nasce attorno al 1893, e raggiunge il suo massimo fulgore negli anni Dieci del Novecento: ripetendo un noto studio critico, in quegli anni “They all played Ragtime”. E non solo al pianoforte: ma le bande, i chitarristi del Piedmont, le orchestre da ballo, i banjoisti… Tutti, appunto, suonano il Ragtime! Ma, dopo il 1917, va incontro a un declino rapido e inarrestabile. Nuovi suoni e tendenze vanno ora di moda, e si chiamano jazz, Swing e blues: e del Ragtime nessuno sembra ricordarsi più.

Ma il buon George Roy Hill, nel 1973, ispirato dai pezzi suonati al piano da suo figlio, decide di riesumare il vecchio e amato Ragtime, e di inserirlo nella colonna sonora del film: peccato che la storia dei simpatici truffatori Henry e Johnny si svolga negli anni Trenta, l’era dello Swing… Un’epoca in cui nessuno – ma davvero nessuno! – ascolta più Joplin e soci.

Eppure… Eppure l’operazione di Hill e Hamlisch riesce: anzi, fa uno sfracello. Riesce perché l’allegria (misurata e composta) delle melodie pianistiche di Joplin si sposa bene con il tono umoristico e giocoso, fra bordello e sale da gioco, del film; riesce perché, alla fin fine, per molti spettatori anni Dieci e anni Trenta sono un po’ la stessa cosa; e riesce perché i pezzi di Joplin, a 70 anni dalla loro scrittura, erano una bomba. E lo sono ancora adesso, 120 anni dopo!

Scott Joplin

La colonna sonora in stile Ragtime facilita enormemente il successo del film: ma il film, anche, aiuta enormemente il Ragtime! Il disco, come dicevamo, vende a palate: e gli studi critici, dopo decenni di stasi, riprendono vigore. Peccato che inspiegabilmente, dopo un luminoso ma breve periodo di gloria, il Ragtime cada nuovamente nel dimenticatoio: poche, anche se eccellenti, le nuove esecuzioni (una per tutte: la rivisitazione modernista di Itzhak Perlman e André Previn), e scarsissimi i saggi a tema.

Ma torniamo a noi. Dunque, ancorché per (quasi) tutti “The Entertainer” e “Maple Leaf Rag” siano “la musica della Stangata”, non sono certo parte della vita musicale degli anni in cui si svolge la storia. E’ un errore? Certo che sì! E’ stato fatto in buona fede? No: Hill sapeva benissimo di “sbagliare”, ma ha girato la testa altrove, e ha tirato diritto. Ha avuto successo? Eccome! Ha danneggiato, o aiutato, il Ragtime? La seconda, assolutamente! Quindi, una volta tanto, anche se tutto si regge su una (grossa) incongruenza musicale, posso concludere dicendo: ma chi se ne frega!

Viva “The Sting”, viva Newman e Redford, e viva Scott Joplin!

Debunking report:

  • Film “The Sting”: 🙂 🙂 🙂
  • Colonna sonora: 🙂 🙂 🙂
  • Coerenza musicologica: 😦 😦
  • Ilcazzochemenefrega della sopracitata incoerenza: 🙂 🙂 🙂

 

Abbiamo parlato di: 

  • The Sting” (“La Stangata”) (1973, USA, 123 min)

Regia: George Roy Hill

Soggetto e sceneggiatura: David S. Ward

Interpreti principali: Paul Newman (Henry Gondorff), Robert Redford (Johnny Hooker), Robert Shaw (Doyle Lonnegan)

Musiche: Marvin Hamlisch e Scott Joplin

Colonna sonora:

  1. “Solace” (Joplin) – orchestral version
  2. “The Entertainer” (Joplin) – orchestral version
  3. “The Easy Winners” (Joplin)
  4. “Hooker’s Hooker” (Hamlisch)
  5. “Luther” – (Joplin, re-arranged by Hamlisch)
  6. “Pine Apple Rag” / “Gladiolus Rag” medley (Joplin)
  7. “The Entertainer” (Joplin) – piano version
  8. “The Glove” (Hamlisch)
  9. “Little Girl” (Madeline Hyde, Francis Henry)
  10. “Pine Apple Rag” (Joplin)
  11. “Merry-Go-Round Music” medley (VV.AA.)
  12. “Solace” (Joplin) – piano version
  13. “The Entertainer” / “The Ragtime Dance” medley (Joplin)

 

3 pensieri riguardo “I falsi miti della musica #2 – Debunking “La Stangata”

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