The Fuzztones – “Flashbacks”

Quando, al mio gruppo, proposi una cover dei Fuzztones, Franco socchiuse gli occhi, sovrappensiero, e poi, ridendo, esclamò: “Ah, aspetta… Quelli di Rudi Protrudi! Una mia amica si era vantata di esser entrata nel suo camerino”. Questo, assieme alla sponsorizzazione del negoziante al momento di propormi il cd (“Uno dei gruppi più divertenti degli anni Ottanta”), mi conquistò definitivamente.

Troppe cose, e tutte assieme, per non cascare in tentazione… “Fuzz – tone”, che richiama l’effetto per chitarra elettrica che ha fatto la fortuna di “Satisfaction” e ha intriso decine e decine di canzoni nella seconda metà dei favolosi Sessanta; il nome del leader, Rudi Protrudi, tanto assurdo da sembrare inventato (e invece pare sia reale…); gli artwork dei dischi, ispirati a un horror fumettistico alla “Tales from the Crypt” e agli album dei Cramps; le storie da groupie di basso lignaggio che mi avevano raccontato; e la musica, ovviamente… Un Garage Rock scanzonato e selvaggio il giusto, trasportato negli anni Ottanta, con tanto di sound “fuzz”, tastierine Farfisa lugubri e petulanti, look da teppista, riffoni di chitarra e performance al calor bianco.

La storia dei Fuzztones deve molto, anzi tutto, agli anni Sessanta: ai Beatles, che calamitarono l’attenzione di un giovanissimo Protrudi fino a spingerlo in una rock band; al Garage Rock e a qualche spruzzata di psichedelia (all’epoca, sembrerà strano, considerati sinonimi), amati e riveriti; ai teen-idol progettati a tavolino (i Monkees) e ai deteriori cugini della Bubblegum Music (i cartoon degli Archies), di cui il buon Rudi si è ingozzato; al maestro delle sceneggiate horror, Screamin’ Jay Hawkins; e ai furiosi Stooges e MC5. Un bel casino… E a Rudi, ovviamente: che dalla quasi natia Pennsylvania, nel ’76, in compagnia della tastierista Deb O’Nair, si accampa ad Alphabet City (NY). Il loro complesso – i Tina Peel – sono una “Bubblegum-punk band” casinara e scollacciata, che si diverte a spaccare i timpani e a sbraitare testi un pelino osè (“Penis Between Us”, “Blow me”, “Bent Nail Syndrome”)… Tanto che Screw Magazine (il celebre tabloid a tema sexy), arriva a dichiarare: “Questi ragazzi sembrano molto più interessati ai loro ca…zi di noi!”.

Rudi Protrudi

Quando il manager prova a ingentilirli, Rudi e Deb gli danno un calcio in culo, sciolgono i Tina Peel e promuovono quella che, finora, è stata una specie di side-band, di progetto collaterale, ad attrazione principale: sono nati i Fuzztones. La formazione ha subito una vita travagliata, fra corna, litigi, abbandoni e abbracci: le vendite non sono mai stellari, ma la voglia di musica e le leggendarie performance, vere e proprie colate di energia e archetipi rock, decretano il successo presso uno zoccolo di fans molto fedele. Male non fa il tour di spalla ai Damned: ma il resto è tutta farina del loro sacco… E del buon Garage dei Sisxties, che riescono a riportare in auge, dopo un buon decennio di pausa, con una cazzimma encomiabile.

I live sono da sballo: giacchette di pelle, ragazze in topless sul palco, ossa umane, chitarre Vox Phantom incrociate, sbruffonate da macho, watt e decibel sparati a mille. Ma, anche se a vederli, e a fidarsi degli aneddoti, Rudi e soci sembrano dei cazzoni, sono tutt’altro che degli sprovveduti: alla loro corte si forma tutta una generazione di rockettari (Ian Astbury dei Cult è uno dei tanti folgorati sulla via di Damasco), con loro collaborano – fra un rutto e un accordo – gente come Lydia Lunch, Billy Idol, Arthur Lee e i Surfaris, e riescono anche a strappare – gli unici del Garage Revival – un contratto a una major (la RCA).

Il loro album capolavoro, “Lysergic Emanations“, mi manca: ma, per ora, mi faccio bastare “Flashbacks“, raccolta del 1996, che prelude alla reunion del 2000, e contiene – come ogni compilation che si rispetti – inediti, alternate tracks e estratti da singoli o EP. Una collezione tosta ed esauriente, che nei suoi settanta minuti gronda goduria e energia: anthem come “Heaten Set” e “Bad News Travels Fast“, le tirate “Action Speaks Louder Than Words“, “She’s Wicked” e “In Heat”, la doorsiana “Charlotte’s Remains“, e le cover degli amati idoli Sixties, come “1-2-5” (dei canadesi Haunted), “Strychnine” e “Cinderella” (Sonics) e “Down on the Street” (Stooges).

Rock allo stato brado, selvaggio, rozzo e rigidamente in 4/4 come si conviene: tanto che – già nel 1984, con un buon lustro di anticipo su Nirvana e Pearl Jam – il chitarrista Elan Portnoy battezza il suo sound come “Grunge“, e i Fuzz sono eletti a “Gurus of Garage Grunge”. Rock senza fronzoli, dicevamo; e sì, proprio come suggerito dal tipo del negozio, divertente: di quel divertimento basico, da tamarro maschilista che un po’ ci è e un po’ ci fa, e ci invita beffardo a stare al gioco.

Nelle note del cd, si racconta che durante l’incisione di “In Heat”, Billy Idol entrò nella cabina di registrazione, e trovò Rudi in piedi, che cantava, mentre una ragazza, in ginocchio… Beh, non direi che pregava. Storiacce da pub: come la canzone “Nine Months Later“, ispirata (si dice) a una groupie molto “devota alla causa”, rimasta felicemente incinta di qualcuno dei Fuzz… Vero o no, chi se ne frega: questa è mitologia rock pura, di quella che – nonostante la scurrilità – è bello leggere, immaginare, e ricamarci sopra. E i Fuzztones… loro sì che si sono divertiti, e continuano a farlo, anche a quarant’anni di distanza, e dopo una settantina di uscite discografiche: potete giurarci.

 

The Fuzztones – “Flashbacks” (compilation)

Pubblicazione: 1996, Sundazed Music

Tracklist
  1. 1-2-5” – 2:37
  2. Nine Months Later” – 4:56
  3. Heathen Set” – 2:36
  4. Action Speaks Louder Than Words” – 2:14
  5. I Never Knew” – 3:16
  6. Bad News Travels Fast” – 2:40
  7. Charlotte’s Remains ” – 4:12
  8. Ward 81” – 5:29
  9. Strychnine” – 2:29
  10. In Heat” – 2:19
  11. All the King’s Horses” – 3:20
  12. Rise” – 3:55
  13. Down on the Street” – 4:27
  14. Look for the Question Mark” – 3:27
  15. She’s My Witch” – 3:18
  16. Blue’s Theme” – 2:19
  17. Blood from a Stone” – 3:03
  18. Hurt on Hold” – 2:26
  19. Romilar D” – 3:03
  20. I’m the Wolfman” – 3:21
  21. She’s Wicked” – 3:13
  22. Cinderella” – 2:55

Tutte le tracce sono composte dai Fuzztones, eccetto “1-2-5” (The Haunted), “Strychnine” e “Cinderella” (The Sonics) e “Down on the Street” (The Stooges)

Musicisti principali

Rudi Protrudi: vocals, guitar, harmonica

Deb O’Nair: organ, vocals

Elan Portnoy: guitar

Michael Jay: bass, vocals

Michael Phillips: drums

2 pensieri riguardo “The Fuzztones – “Flashbacks”

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