Io non so parlar di musica #6

Sarà perché ormai le giornate lavorative sono sempre più simili a sessioni sadomaso (in cui, ovviamente, io recito controvoglia la parte “maso” e qualcuno di più in alto di me quella “sado”), ma oggi ho voglia di proporvi (senza parlarvene troppo… se no il titolo “Io non so parlar di musica” che ci sta a fare?) questo pezzo: “Venus in Furs“.

Canzone degli immensi Velvet Underground di Lou Redd e John Cale, è probabilmente uno dei loro vertici: ispirato al romanzo di Leopold von Sacher Masoch “Venere in pelliccia”, Lou Reed dà vita a un brano ipnotico, disturbato e disturbante. Perversione, morbosità, decadenza: il tessuto musicale, retto dal bordone della “ostrich guitar” di Reed (una chitarra con tutte le corde accordate sulla stessa nota), dalla insinuante viola elettrificata di Cale, e da un ritmo ossessivo e cadenzato, si fonde alla perfezione con la voce disadorna e impassibile di Lou, che incita e commenta la performance dei due amanti, prendendo prima le parti della dominatrice in lucidi stivali di cuoio, e poi del suo schiavo sessuale, che lecca le cinghie e assaggia lo schiocco della frusta. E, fra una strofa e l’altra, la disperazione dell’esistere. Continua a leggere “Io non so parlar di musica #6”