Io non so parlar di musica # 31 – La cocaina

Ciao a tutti. Quest’oggi, per la rubrica “Io non so parlar di musica“, prendo spunto da un post recentemente pubblicato dal collega di blog unallegropessimista, in cui si parlava di una delle tante canzoni fake che si trovano in rete in questi ultimi tempi: canzoni, cioè, frutto di una costruzione recentissima, a metà fra AI e la goliardia, cucite su un sound d’antan (anni Sessanta/Settanta, di solito) e attribuite a interpreti di fantasia (ma con tanto di biografia fittizia), miracolosamente evocati dalle nebbie del passato. Gli artefici si celano dietro la fantomatica etichetta Cantoscena: sono i titoli, e i testi – che davvero lasciano nessun spazio all’immaginazione – la spia più evidente della simpatica truffa… Roba come “Aprimi il culo”, “Pisciami addosso”, “La cappella del mio cuore” – che già sarebbero stati stretti agli Squallor – ben difficilmente sarebbero sopravvissuti alla tagliola censoria di quel periodo.

Ma non è del fenomeno Cantascena che voglio parlare: bensì di un brano che, se per titolo, nome dell’interprete e stile, potrebbe sembrare uno dei tanti del loro surreale catalogo, è invece realmente frutto degli anni Sessanta. Si tratta di “La cocaina“, di Gianna. Continua a leggere “Io non so parlar di musica # 31 – La cocaina”

Domani avvenne: da lunedì 12 aprile 2021 a domenica 18 aprile

12 Aprile 1957: il 45 giri “Cumberland Gap“, nella versione di Lonnie Donegan, va al primo posto della classifica inglese, dove resterà 5 settimane. Standard folk inciso per la prima volta nel 1924, e oggetto di numerose cover, è riportato in auge nel ’57 dall’artista inglese per la Pye Records, inaugurando la moda dello Skiffle: stile cui si adegueranno tutte le band di ragazzini del periodo, fra cui i Quarrymen, di un giovane John Lennon…

13 Aprile 1945: a Hollywood (California) nasce Lowell George. Chitarrista specializzato nell’uso della slide, di cui è uno dei massimi esponenti, inizia la carriera alla corte di Frank Zappa e poi, nel 1969, fonda i Little Feat: band dedita a un’intelligente revisione del roots-rock, che attinge a blues, country, soul, funk e rock e li fonde in un impasto speziato di spirito “alternativo”. Con i Feat rimarrà sino al 1979: il tempo di uno (splendido) album solista, e poi la morte improvvisa.

14 Aprile 1971: l’Illinois Crime Commission redige, a scopo repressivo, una lista di canzoni “ispirate alla droga”: nell’elenco troviamo “Let’s Go Get Stoned” (Joe Cocker), “Whiter Shade of Pale” (Procol Harum),” Hi-De-Ho” (Blood Sweat and Tears), “With a Little Help From My Friends” (Sérgio Mendes e Brasil ’66, sic), “White Rabbit” (Jefferson Airplane), “Yellow Submarine” e “Lucy in the Sky With Diamonds” (Beatles) e “Puff the Magic Dragon” (Peter, Paul e Mary). E si tratta, in parecchi casi, di scelte dubbie, se non risibili (attribuire WALHFMF a Sérgio Mendes, ad esempio…)

15 Aprile 2017: a Vista (Califonria), all’età di 71 anni, ci lascia Allan Holdsworth. Chitarrista dal virtuosismo spinto, nella sua carriera è passato dal Prog alla Fusion senza mai perdere entusiasmo e voglia di misurarsi con le novità. I suoi soli vorticosi e free form, le sue orchestrazioni zappiane e le sperimentazioni col Synthaxe (un midi controller) ne fanno uno dei musicisti più eclettici della storia.

16 Aprile 1935: a Canonsburg (Pennsylvania) nasce Bobby Vinton. Figlio d’arte, dopo un inizio da incubo, piazza improvvisamente il colpo del ko: “Roses Are Red (My Love)” (1962). E non si ferma qui, replicando con altri spettacolari smash hit (“Blue Velvet”, “There! I’ve Said it Again” e “Mr. Lonely”). “Il più celebre cantante romantico dell’epoca” vende oltre 75 milioni di copie e, nel periodo fra il 1955 e il ’65, piazza più “numeri uno” di qualunque altro vocalist, Presley e Sinatra compresi.

17 Aprile 1991: all’Ok Hotel di Seattle i Nirvana – in anticipo di 5 mesi sulla sua uscita ufficiale – suonano per la prima volta in pubblico “Smells Like Teen Spirit”. Il concerto è indetto alla bell’e meglio allo scopo di raccogliere soldi per permettere alla band di Cobain e soci di pagarsi il viaggio e la permanenza a Los Angeles, dove dovranno registrare il secondo album, “Nevermind”. Vuoi mai facciano successo…

18 Aprile 1946: a Windsor (Ontario) nasce Alexander Lee “Skip” Spence. Polistrumentista canadese, alla fine degli anni Cinquanta giunge in California: qui suona prima con i Quicksilver Messanger Service, poi passa alla batteria con i Jefferson Airplane, e infine entra come chitarrista nei Moby Grape. Un musicista brillante, Skip, ma purtroppo minato dalla dipendenza dalle droghe e da problemi di salute mentale, che ne affossano presto la carriera.