Domani avvenne: da lunedì 27 ottobre 2025 a domenica 2 novembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

27 Ottobre 1970: per la Decca esce l’album “Jesus Christ Superstar“: attenzione, questo NON è il disco con la colonna sonora del film, ma la registrazione in studio dell’omonima Opera Rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, che precede di tre anni film e relativa soundtrack. Fra i cantanti coinvolti, Ian Gillan (futuro Deep Purple) e Murray Head.

28 Ottobre 1972: per la Motown esce “Talking Book“, quindicesimo album del fuoriclasse Stevie Wonder. Dominato dal synth, dalla voce e dalla classe compositiva di Stevie, e arricchito dai contributi strumentali di Jeff Beck e David Sanborn, questo lavoro contiene due superclassici come “You Are the Sunshine of My Life” (il primo “numero uno” di Wonder) e il funkettone “Superstition”.

29 Ottobre 1965: a Montreal (Canada) nasce Peter Timmins. Batterista, assieme alla sorella Margo (cantante), al fratello Michael (chitarrista e autore) e al bassista Alan Anton, nel 1985 fonda la band alternative country Cowboy Junkies: uno dei complessi più originali partoriti dagli anni Ottanta, al cui “The Trinity Session” ho dedicato, un po’ di anni fa, questo post.

30 Ottobre 1982: il singolo “Who Can It Be Now?“, degli australiani Men at Work, e a più di un anno dalla sua uscita, arriva al primo posto della classifica statunitense. Un piccolo classico di quegli anni, caratterizzato dall’inusuale uso del sax in ambito new wave.

31 Ottobre 1975: per la EMI esce “Bohemian Rhapsody“, singolo primo estratto da “A Night at the Opera”, quarto album dei britannici Queen. Canzone straordinaria, caratterizzata da una lunga durata (quasi 6 minuti) e da un geniale mélange di stili, a cavallo fra ballad, parti a cappella, passaggi d’opera e hard rock, è accompagnata da un video promozionale fra i più influenti della storia.

1° Novembre 1962: a Grand Rapids (Michigan) nasce Anthony Kiedis. A 11 anni, assieme alla madre, giunge in California, e nel ’77, al liceo, entra in contatto con Flea, Hillel Slovak e Jack Irons: nel 1983, assieme a Flea e Hillel, debutta nell’agone musicale… Ancora pochi mesi, e nascono i Red Hot Chili Peppers: band di grande successo, alle prese con un rock funky torrido e provocatorio, di cui Anthony è frontman e autore di pressoché di tutti i testi, oltre che – assieme al bassista Flea – l’unico membro stabile.

2 Novembre 2015: il singolo “Hello“, della cantante britannica Adele, debutta direttamente in vetta alla classifica statunitense, e diventa il primo singolo a vendere più di un milione di copie digitali in una sola settimana.

Domani avvenne: da lunedì 27 novembre 2023 a domenica 3 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

27 Novembre 1987: presso la Church of the Holy Trinity a Toronto, con l’ausilio di un unico microfono e in un’unico giorno, i Cowboy Junkies registrano i 12 brani che andranno a costituire l’album “The Trinity Sessions”. Un miracolo di equilibrio, omogeneo, notturno e sottilmente sensuale, in cui i fratelli Timmins inanellano una serie di cover da brividi, e di canzoni a propria firma. La rilettura di “Sweet Jane” dei Velvet Underground, è poi così a fuoco da meritare l’entusiasta plauso dell’autore Lou Reed… E scusate se è poco.

28 Novembre 1943: a Los Angeles nasce Randall “Randy” Newman. Pianista, cantante e autore, debutta nel professionismo musicale a 19 anni, ma il primo album arriva nel 1968: lentamente, ma inesorabilmente, Randy diventa una delle personalità musicali più interessanti e originali d’America, con canzoni che mescolano pop, swing, folk e rhythm and blues, e che raccontano in modo ironico e cinico le anime del suo Paese. Di rilievo la produzione di colonne sonore, che gli guadagna 15 nominations e due vittorie. E’ sua, fra l’altro, la notissima “You Can Leave Your Hat On”.

29 Novembre 1968: per la Warner Bros. esce “Astral Weeks“, secondo album del cantante e autore irlandese Van Morrison. Registrato in sole tre sessioni, questo disco espone un innovativo mix acustico fra blues, folk e jazz, mistico e impressionistico, onirico e romantico, che non ha precedenti nella storia della pop music. Non di accesso immediato, ma imperdibile.

30 Novembre 1955: a Londra nasce William Michael Albert Broad. Ancora adolescente, assume lo pseudonimo con cui diventerà famoso: Billy Idol. Cantante, nel ’76 inizia a bazzicare il giro del punk, e fonda i Generation X, alle prese con un punk molto blando e orecchiabile. Nel 1981 Billy si mette in proprio, e l’anno dopo ottiene successo mondiale grazie ai singoli “White Wedding”, “Eyes Without a Face” e “Rebel Yell”: la sua stella inizia a declinare negli anni Novanta, per poi riprendere luce nel nuovo Secolo.

1° Dicembre 1944: a Los Angeles nasce John Densmore. Dopo un’infanzia in cui è obbligato a studiare piano classico, da adolescente riesce finalmente a toccare la sua prima batteria: e ci passa ore e ore, avvicinandosi al jazz. Verso la metà degli anni Sessanta si unisce al chitarrista Robbie Krieger negli Psychedelic Rangers: i due sono notati dal tastierista Ray Manzarek, che vuole formare una band assieme al poeta e cantante Jim Morrison, e portati a bordo. Sono appena nati i Doors: storica band in cui John fornirà un contributo sonoro unico, espressionistico e minimalista, per tutta la loro carriera.

2 Dicembre 1983: MTV trasmette per la prima volta in assoluto il videoclip di “Thriller”, di Michael Jackson. Una mini-opera di 13 minuti, diretta da John Landis e con un cameo di Vincent Price, con tanto di trama horror, prologo, balletti e musica: è uno dei video più influenti della storia, che apre le porte alla collaborazione fra il mondo dei video-clip e gli autori cinematografici di grido, e che stabilisce nuovi standard di costo (circa 500.000 dollari). Del video esistono 4 versioni, con lunghezze differenti.

3 Dicembre 1999: a Los Angeles, all’età di 57 anni, ci lascia John Paul Larkin. Pianista jazz, ma anche gravemente balbuziente, trova nel canto scat il modo per superare il suo handicap: all’inizio degli anni Novanta abbandona il piano e si dedica completamente al canto, assumendo il nome d’arte di Scatman John e contaminando l’amato jazz con hip hop e dance… Idea vincente, grazie cui le sue hit “Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop)” e “Scatman’s World”, fra il ’94 e il ’96 si impongono in mezzo mondo, piazzando oltre 50 milioni di copie.

Cowboy Junkies – “The Trinity Session”

Less is more

Mai avuto problemi col rock rumoroso: non quello fracassone per partito preso, intendiamoci… Ma quello dove le chitarre sono ben amplificate, il basso rimbomba nel petto, la batteria scandisce un possente quattro quarti, e la voce ruggisce me gusta mucho. Si, insomma, il “rock” per antonomasia: Led Zeppelin, Stones, Who, Deep Purple e compagnia.

Ma ogni tanto ho il bisogno, quasi fisiologico, di abbassare un po’ i toni, calmare gli spiriti, e entrare in un mood più umanistico. Ecco, oggi – a dispetto del sole, e del calore che inizia a far tremolare l’aria – è una di quelle volte. E quando mi prende la voglia, i fratelli Timmins non mi tradiscono mai. Perché, per chi voglia riposare le orecchie e (come dice una rubrica della Settimana Enigmistica) rinfrancar lo spirito, non c’è di meglio che la quieta mansuetudine dei Cowboy Junkies: e del disco-capolavoro “The Trinity Session“. Un album registrato in un solo giorno, il 27 novembre 1987, presso la Church of the Holy Trinity a Toronto, con l’ausilio di un unico microfono: quando si dice che “less is more”! Continua a leggere “Cowboy Junkies – “The Trinity Session””