Le Stelle di Dio

Ciao a tutti. Fra Natale, Santo Stefano, Epifania e feste varie (più o meno desiderate, e più o meno tollerate…) inevitabile una piccola riflessione sul sacro: e per me, che ho sempre la musica in testa, dire “Dio” non significa solo evocare quella (ipotetica) entità suprema cui tutto concorre, ma (anche) il famoso  e omonimo cantante. E ricordarmi di quella volta – per la precisione, quasi 39 anni fa – in cui il medesimo pensò bene, emulando i ben più famosi “Band Aid” e “USA for Africa”, di riunire molti talenti e star dell’heavy metal di quegli anni e pubblicare un singolo, i cui proventi sarebbero stati devoluti ad aiuti umanitari.

Alt! Chi pensa che il cantante Dio sia (stato) un blasfemo, lo dica subito, legga e cambi opinione: eh no, il buon Ronald James Padavona (questo il vero nome… e di chiara origine italiana!) prese il suo pseudonimo non dal creatore, ma da un gangster statunitense di origini italiane, Giovanni Dioguardi, per tutti Johnny Dio. Ognuno ha i suoi ispiratori… 🙂 Ma detto ciò, continuiamo la nostra breve storia. Continua a leggere “Le Stelle di Dio”

Domani avvenne: da lunedì 16 dicembre 2024 a domenica 22 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

16 Dicembre 1997: a Los Angeles, a soli 45 anni, per le complicazioni di un edema cerebrale, muore Nicolette Larson. Cantante statunitense, nota soprattutto per la cover “Lotta Love” di Neil Young, in Italia acquista fama per aver cantato al Festival di Sanremo 1990 la versione in inglese della canzone “Io e mio padre” di Grazia Di Michele.

17 Dicembre 1949: a Middlesbrough (UK) nasce Paul Rodgers. Cantante e autore, ha attraversato gli ultimi 50 anni di storia del rock senza perdere smalto e successo: nel 1968 fonda i Free (famosissima la loro “All Right Now”), nel ’74 passa ai Bad Company, negli anni Ottanta si unisce a Jimmy Page per il progetto estemporaneo The Firm, e nel 2005 accompagna i Queen (orfani di Freddie Mercury) per il tour Queen + Paul Rodgers.

18 Dicembre 1971: “Electric Warrior“, il secondo album dei T.Rex di Marc Bolan (ma il sesto, considerando anche quelli a nome Tyrannosaurus Rex), raggiunge il primo posto della classifica inglese. Spesso citato come punto di svolta nell’evoluzione del glam-rock, è spinto in cima alle chart dal singolo “Bang a Gong (Get It On)”, e diventa il disco più venduto nel Regno Unito del 1971. In scaletta, anche  “Jeepster” e “Cosmic dancer”.

19 Dicembre 1944: a Nottingham (UK) nasce Alvin Lee. Funambolico chitarrista elettrico, nel 1966 fonda la band Ten Years After: con questo power trio, al Festival di Woodstock, esegue la lunga e torrida jam chitarristica “I’m Going Home”, con cui entra nella leggenda. Dopo il ’73, lasciata la band, continua a straziare la sua sei corde attraverso album in solitaria e sfide ad alto tasso esibizionistico con altri colleghi.

20 Dicembre 1970: per la Charisma Records esce “H to He, Who Am the Only One“, terzo album della prog band inglese Van Der Graaf Generator. Attraverso cinque pezzi di durata elevata, i VDGG dipingono un mondo poetico allucinato e struggente, in cui testi e il canto di Hammill accompagnano armonie intricate, laboriose, drammatiche ed epiche… Il lato oscuro e intellettuale del prog dei Genesis. Il titolo allude alla fusione nucleare che trasforma l’idrogeno (H) in elio (He).

21 Dicembre 1992: a Memphis, all’età di 69 anni, ci lascia Albert Nelson, in arte Albert King: chitarrista e cantante che coniuga un fraseggio lento e sofferto, basato su un esasperato uso del bending, a un intenso dinamismo melodico. Nel corso degli anni Sessanta King effettua alcune performance al calor bianco, passate giustamente alla storia: “Laundromat Blues”, “Born Under a Bad Sign” e “Cold Feet”. Albert King – assieme a B.B. King e Freddie King – è uno dei “Tre Re” della chitarra blues americana.

22 Dicembre 1949: a Douglas (Isola di Man) nascono i gemelli Robin e Maurice Gibb. Nel 1958 la famiglia Gibb si trasferisce in Australia, a Brisbane: passa un anno e, unitisi al fratello maggiore Barry, i tre fondano il gruppo dei Bee Gees. Nel 1966 la band torna nel Regno Unito, e inizia una lenta ma inesorabile scalata al successo, culminata nel 1977 con la colonna sonora di “Saturday Night Fever”. Robin, oltre alla ultradecennale e stellare carriera nei Bee Gees, ha avuto all’attivo anche una rilevante discografia solista.

Music challenge!

Ciao a tutti.
Oggi nulla di serio, storico o analitico, ma un piccolo gioco: prendendo spunto da quanto postato QUI dall’amico di blog Tony, e che aveva ben altro spessore e intenzione, ripropongo la challenge in versione ridotta e semplificata… Una challenge a tema musicale, ovviamente! Se qualcuno volesse mai scrivere le sue risposte, sono pronto!
  • Una canzone che mi piace con un colore nel titolo: “Black Dog” dei Led Zeppelin… Anche se il “cane nero” del titolo non ha nulla a che fare con il testo della canzone! Un pezzo della madonna, potente e carico di groove come solo Paul, Jimmy, John e Robert sapevano fare.
  • Una canzone che mi piace con un numero nel titolo: “Quattro cani“, di Francesco De Gregori. Canzone semplice, che racconta quel che il titolo promette, ma su cui moltissimi hanno appiccicato interpretazioni quanto meno fantasiose…
  • Una canzone che mi fa pensare all’estate: sarò ovvio, ma “Un’estate al mare” della compianta Giuni Russo è inevitabile… brano scritto da Battiato e Giusto Pio con un sottotesto tutt’altro che consolatorio, e con la pazzesca voce della signora Giuseppa Romeo a imitare i versi dei gabbiani.
  • Una canzone che mi fa pensare a qualcuno a cui non vorrei pensare affatto: “Meno male che Silvio c’è“… e non aggiungo altro.
  • Una canzone che deve essere messa ad alto volume: “Thunderstruck” degli AC/DC. E viene anche voglia di fare il duck walk, assieme allo scatenato Angus Young.
  • Una canzone che metto in macchina mentre guido: da anni ritengo che “Where the Streets Have No Name” degli U2 sia la miglior canzone possibile per iniziare un lungo viaggio.
  • Una canzone sulla droga: “I’m Waiting for My Man” dei Velvet Undeground. Quasi didascalica nel narrare di un tossico che aspetta lo spacciatore, con un riff martellante riff di chitarra e piano, a sottolineare l’urgenza e l’ansia di una dose.
  • Una canzone che mi rende felice: qua nessuna originalità o sforzo da parte mia, e cito “Happy” di Pharrell Williams, alla cui epidermica allegria lego anche un piacevole ricordo di famiglia.
  • Una canzone che mi rende triste: nessuna.
  • Una canzone dalla mia infanzia: “Oh Lady Mary” di Dalida, il cui 45 giri, all’età di tre anni, infilavo a ripetizione del mangiadischi, riconoscendolo dal colore dell’etichetta. Strano bambino…
  • La mia canzone preferita dal repertorio classico: senza alcun dubbio la “Sonata per pianoforte n. 32 in Do minore, Op. 111” di Ludovico Van. Potenza e delicatezza.
  • Una canzone con un nome proprio nel titolo: “Roxanne” dei Police. Un classico, fresco ancora oggi, dopo più di 40 anni.
  • Una canzone che chiunque dovrebbe ascoltare almeno una volta. Ne cito due, per motivi differenti e complementari. “A Day in the Life” dei Beatles, per capire come pianificazione, casualità e evoluti concetti d’arrangiamento possano costruire un capolavoro. “When the Music’s Over” dei Doors nella versione live all’Hollywood Bowl, per assistere a quel luciferino e unico mix di improvvisazione, allucinazione, teatro e genio proprio di Morrison e soci.

E voilà, finito! Voi che ne dite? Quali sono le canzoni che proporreste? Ciaooo…

Domani avvenne: da lunedì 9 dicembre 2024 a domenica 15 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

9 Dicembre 1978: a circa sette mesi dalla sua uscita, il singolo “Le Freak” del gruppo dance Chic di Nile Rodgers e Bernard Edwards, raggiunge il primo posto della classifica statunitense. Brano di grande successo (sei milioni di copie nei primi mesi), nasce come improvvisazione rabbiosa dopo che i due – invitati da Grace Jones al suo studio – non sono riconosciuti dal buttafuori, e spediti senza tanti complimenti a casa!

10 Dicembre 1999: a New York, a 56 anni, nel sonno, ci lascia Rick Danko. Musicista precoce cresciuto in Canada a country e blues, a 17 anni è scritturato negli Hawks, e passa al basso elettrico: nel ’65 gli Hawks si sposano artisticamente a Bob Dylan, che accompagnano in tour fino al ’66. Nel ’68 cambiano nome in The Band e diventano uno dei miti viventi di quella che sarà definita “roots music”, il “rock delle radici”, un condensato musicale antologico e ispirato dell’America leggendaria. Con The Band, Rick resta sino al loro scioglimento, nel ’75.

11 Dicembre 2022: a Lincoln Park (USA), a 85 anni, muore Angelo Badalamenti. Pianista, autore e arrangiatore di origine italiana, capace di slalomare fra jazz, elettronica e new age, diventa famoso per la sua storica collaborazione col regista David Lynch, per cui scrive le colonne sonore di “Velluto blu”, “Strade perdute”, “Mulholland Drive” e “I segreti di Twin Peaks”.

12 Dicembre 2007: a San Marcos (California), a 76 anni, muore quel gran musicista, producer e figlio di buona donna di Izear “Ike” Turner. Nato a Memphis, a vent’anni è già un apprezzato uomo d’affari e organizzatore di eventi, e nel ’51 il singolo “Rocket 88” sbanca le classifiche: un’apologia dell’automobile condotta da ritmo boogie e chitarra elettrica che per temi, passione e voglia di ribellione,  può esser considerato il più autorevole candidato alla palma di “primo disco rock’n’roll” di sempre. Nel 1954 conosce e sposa la cantante Anna Mae Bullock, in arte Tina: nasce il famoso sodalizio artistico Ike & Tina Turner… Che per la povera Tina significherà fama e successo, ma anche botte, violenze e umiliazioni.

13 Dicembre 1997: a due settimane dalla sua uscita, il singolo “Teletubbies say ‘Eh-oh!’“, a nome dei protagonisti del cartoon Teletubbies, raggiunge il primo posto della classifica inglese. Sorta di remix della sigla tv fra le due filastrocche “Baa, Baa, Black Sheep” e “Mary, Mary, Quite Contrary”, resta nella Top 100 per 41 settimane!

14 Dicembre 1979: per la Epic esce “London Calling“, terzo album della punk (?) band inglese The Clash. In questo doppio vinile i Clash danno forma a una sorta di caleidoscopico compendio della storia del rock, passando dal punk della apocalittica title track e di “Hateful” al rockabilly di “Brand New Cadillac”, dallo swing alcolico di “Jimmy Jazz” al reggae di “Rudie Can’t Fail”, dal pop-rock di “Lost in the Supermarket” allo ska di “Wrong’em Boyo”, in un tripudio di creatività e libertà. L’iconica copertina, ispirata nella grafica al primo album di Presley, riprende Paul Simonon che spacca il basso sul palco.

15 Dicembre 2001: a Memphis, a 84 anni, ci lascia Rufus Thomas. Attore e ballerino di strada, cantante, imitatore vocale e dj, nel 1960 entra nelle grazie della Atlantic Records, assieme alla talentuosa figlia Carla Thomas. Mentre Carla diventa una star del Soul femminile, il padre lavora a nuovi progetti: nel ’63 lancia “Walking the Dog”, la sua allegra signature song, cui seguiranno le divertenti “(Do the) Push and Pull” e “Do the Funky Chicken”. Per il suo carattere da giocherellone e showman, Rufus è stato acutamente soprannominato “il più vecchio teenager del mondo”.

Cazzeggiando per il Torino Film Festival 42 #2

Ciao a tutti. Come promesso, eccoci alla seconda (e ultima) puntata di questa brevissima serie dedicata al Torino Film Festival – TFF42.

Dopo le considerazioni di carattere generale (qua), ora tocca alle (brevi) recensioni dei film visionati. Dopo anni e anni in cui la media dei film visti era fra i 15 e i 18, la lista del 2024 si limita a 10 pellicole. Ma – a differenza dell’edizione 2023 – il livello qualitativo (chissà se per sfiga o per effettiva pochezza del catalogo) non ha mai raggiunto livelli di vera eccellenza.

Ma bando alle ciance, e via con le recensioni!

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Domani avvenne: da lunedì 2 dicembre 2024 a domenica 8 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

2 Dicembre 2009: a Londra, all’età di 64 anni, ci lascia Eric Woolfson. Pianista, autore e producer, nel 1974 incontra Alan Parsons, e l’anno dopo i due fondano il progetto Alan Parsons Project: il duo inizia così una storia di successi e fortune che si sviluppa in dieci album. Nel 1990, lasciato il collega, si lancia nella carriera solista e di autore di musical.

3 Dicembre 1984: il gruppo estemporaneo Band Aid pubblica il singolo di beneficenza “Do They Know It’s Christmas?“. Canzone composta di Midge Ure e Bob Geldof, e cantato dalla crème del pop inglese, raggiunge presto il primo posto della classifica inglese, dove resta 5 settimane: in Inghilterra vende tre milioni di copie in meno di un mese, e si piazza alle top hit di altri 13 paesi. La cifra raccolta sfiora gli 8 milioni di pounds!

4 Dicembre 1944: a Los Angeles nasce Chris Hillman. Chitarrista e bassista, attraversa gli anni Sessanta come splendido girovago e catalizzatore del nascente movimento Country Rock: nel ’64 entra nella formazione originale dei Byrds, per poi passare – 5 anni dopo – nei Flying Burrito Brothers. Di rilievo la partecipazione nei Manassas e la collaborazione con Richie Furay , oltre a una vasta produzione solista.

5 Dicembre 1969: per la Decca Records esce “Let it Bleed“, ottavo album degli inglesi Rolling Stones. Ultimo disco a vedere in formazione il fondatore Brian Jones, e a ospitare (anche se solo marginalmente) il suo sostituto, Mick Taylor, è uno dei lavori più a fuoco della loro straordinaria carriera: in scaletta presenta, infatti, classici assoluti come “Gimme Shelter”, “Love in Vain”, “Midnight Rambler” e “You Can’t Always Get What You Want”. Sul retro della bella copertina in stile pop-art, compare la scritta “questo disco dovrebbe essere suonato ad alto volume”!

6 Dicembre 1949: a New York, a 61 anni, muore Huddie William Ledbetter, in arte Leadbelly. Dopo anni passati sulla strada e nelle galere, nel ’36 è scoperto dal ricercatore John Lomax, che lo trascina alla Biblioteca del Congresso, per cui esegue e incide – grazie alla sua memoria stupefacente e alla sua chitarra – centinaia di traditional: un compendio enciclopedico irrinunciabile per ogni appassionato di musica folk che si rispetti. Fra i titoli più famosi, “Goodnight, Irene”, “Midnight Special”, “Take This Hammer” e “Where Did You Sleep Last Night?”.

7 Dicembre 1948: a Roma nasce Stefano Rosso. Autore e cantante, nel 1969 debutta nell’agone discografico, e nel ’76 raggiunge notorietà con “Una storia disonesta” e “Letto 26”. Il suo è un curioso e ironico mix fra country-folk americano e la canzone popolare romanesca, ricco di riferimenti alla società in rivolta di quegli anni, e disposto su originali arpeggi di chitarra. La sua carriera, all’inizio degli anni Ottanta, subisce un brusco rallentamento, a causa di una depressione causato da una delusione amorosa.

8 Dicembre 1976: per la Asylum Records esce “Hotel California“, sesto album degli Eagles. Impreziosito dall’innesto del chitarrista Joe Walsh, questo disco esibisce un sound meno country e più rock dei precedenti, e risulterà – con i 33 milioni di copie vendute – il maggior successo commerciale della band. In scaletta, oltre alla celeberrima title track, “New Kid in Town”, “Life in the Fast Lane” e “Wasted Time”.