Music challenge!

Ciao a tutti.
Oggi nulla di serio, storico o analitico, ma un piccolo gioco: prendendo spunto da quanto postato QUI dall’amico di blog Tony, e che aveva ben altro spessore e intenzione, ripropongo la challenge in versione ridotta e semplificata… Una challenge a tema musicale, ovviamente! Se qualcuno volesse mai scrivere le sue risposte, sono pronto!
  • Una canzone che mi piace con un colore nel titolo: “Black Dog” dei Led Zeppelin… Anche se il “cane nero” del titolo non ha nulla a che fare con il testo della canzone! Un pezzo della madonna, potente e carico di groove come solo Paul, Jimmy, John e Robert sapevano fare.
  • Una canzone che mi piace con un numero nel titolo: “Quattro cani“, di Francesco De Gregori. Canzone semplice, che racconta quel che il titolo promette, ma su cui moltissimi hanno appiccicato interpretazioni quanto meno fantasiose…
  • Una canzone che mi fa pensare all’estate: sarò ovvio, ma “Un’estate al mare” della compianta Giuni Russo è inevitabile… brano scritto da Battiato e Giusto Pio con un sottotesto tutt’altro che consolatorio, e con la pazzesca voce della signora Giuseppa Romeo a imitare i versi dei gabbiani.
  • Una canzone che mi fa pensare a qualcuno a cui non vorrei pensare affatto: “Meno male che Silvio c’è“… e non aggiungo altro.
  • Una canzone che deve essere messa ad alto volume: “Thunderstruck” degli AC/DC. E viene anche voglia di fare il duck walk, assieme allo scatenato Angus Young.
  • Una canzone che metto in macchina mentre guido: da anni ritengo che “Where the Streets Have No Name” degli U2 sia la miglior canzone possibile per iniziare un lungo viaggio.
  • Una canzone sulla droga: “I’m Waiting for My Man” dei Velvet Undeground. Quasi didascalica nel narrare di un tossico che aspetta lo spacciatore, con un riff martellante riff di chitarra e piano, a sottolineare l’urgenza e l’ansia di una dose.
  • Una canzone che mi rende felice: qua nessuna originalità o sforzo da parte mia, e cito “Happy” di Pharrell Williams, alla cui epidermica allegria lego anche un piacevole ricordo di famiglia.
  • Una canzone che mi rende triste: nessuna.
  • Una canzone dalla mia infanzia: “Oh Lady Mary” di Dalida, il cui 45 giri, all’età di tre anni, infilavo a ripetizione del mangiadischi, riconoscendolo dal colore dell’etichetta. Strano bambino…
  • La mia canzone preferita dal repertorio classico: senza alcun dubbio la “Sonata per pianoforte n. 32 in Do minore, Op. 111” di Ludovico Van. Potenza e delicatezza.
  • Una canzone con un nome proprio nel titolo: “Roxanne” dei Police. Un classico, fresco ancora oggi, dopo più di 40 anni.
  • Una canzone che chiunque dovrebbe ascoltare almeno una volta. Ne cito due, per motivi differenti e complementari. “A Day in the Life” dei Beatles, per capire come pianificazione, casualità e evoluti concetti d’arrangiamento possano costruire un capolavoro. “When the Music’s Over” dei Doors nella versione live all’Hollywood Bowl, per assistere a quel luciferino e unico mix di improvvisazione, allucinazione, teatro e genio proprio di Morrison e soci.

E voilà, finito! Voi che ne dite? Quali sono le canzoni che proporreste? Ciaooo…

Domani avvenne: da lunedì 9 dicembre 2024 a domenica 15 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

9 Dicembre 1978: a circa sette mesi dalla sua uscita, il singolo “Le Freak” del gruppo dance Chic di Nile Rodgers e Bernard Edwards, raggiunge il primo posto della classifica statunitense. Brano di grande successo (sei milioni di copie nei primi mesi), nasce come improvvisazione rabbiosa dopo che i due – invitati da Grace Jones al suo studio – non sono riconosciuti dal buttafuori, e spediti senza tanti complimenti a casa!

10 Dicembre 1999: a New York, a 56 anni, nel sonno, ci lascia Rick Danko. Musicista precoce cresciuto in Canada a country e blues, a 17 anni è scritturato negli Hawks, e passa al basso elettrico: nel ’65 gli Hawks si sposano artisticamente a Bob Dylan, che accompagnano in tour fino al ’66. Nel ’68 cambiano nome in The Band e diventano uno dei miti viventi di quella che sarà definita “roots music”, il “rock delle radici”, un condensato musicale antologico e ispirato dell’America leggendaria. Con The Band, Rick resta sino al loro scioglimento, nel ’75.

11 Dicembre 2022: a Lincoln Park (USA), a 85 anni, muore Angelo Badalamenti. Pianista, autore e arrangiatore di origine italiana, capace di slalomare fra jazz, elettronica e new age, diventa famoso per la sua storica collaborazione col regista David Lynch, per cui scrive le colonne sonore di “Velluto blu”, “Strade perdute”, “Mulholland Drive” e “I segreti di Twin Peaks”.

12 Dicembre 2007: a San Marcos (California), a 76 anni, muore quel gran musicista, producer e figlio di buona donna di Izear “Ike” Turner. Nato a Memphis, a vent’anni è già un apprezzato uomo d’affari e organizzatore di eventi, e nel ’51 il singolo “Rocket 88” sbanca le classifiche: un’apologia dell’automobile condotta da ritmo boogie e chitarra elettrica che per temi, passione e voglia di ribellione,  può esser considerato il più autorevole candidato alla palma di “primo disco rock’n’roll” di sempre. Nel 1954 conosce e sposa la cantante Anna Mae Bullock, in arte Tina: nasce il famoso sodalizio artistico Ike & Tina Turner… Che per la povera Tina significherà fama e successo, ma anche botte, violenze e umiliazioni.

13 Dicembre 1997: a due settimane dalla sua uscita, il singolo “Teletubbies say ‘Eh-oh!’“, a nome dei protagonisti del cartoon Teletubbies, raggiunge il primo posto della classifica inglese. Sorta di remix della sigla tv fra le due filastrocche “Baa, Baa, Black Sheep” e “Mary, Mary, Quite Contrary”, resta nella Top 100 per 41 settimane!

14 Dicembre 1979: per la Epic esce “London Calling“, terzo album della punk (?) band inglese The Clash. In questo doppio vinile i Clash danno forma a una sorta di caleidoscopico compendio della storia del rock, passando dal punk della apocalittica title track e di “Hateful” al rockabilly di “Brand New Cadillac”, dallo swing alcolico di “Jimmy Jazz” al reggae di “Rudie Can’t Fail”, dal pop-rock di “Lost in the Supermarket” allo ska di “Wrong’em Boyo”, in un tripudio di creatività e libertà. L’iconica copertina, ispirata nella grafica al primo album di Presley, riprende Paul Simonon che spacca il basso sul palco.

15 Dicembre 2001: a Memphis, a 84 anni, ci lascia Rufus Thomas. Attore e ballerino di strada, cantante, imitatore vocale e dj, nel 1960 entra nelle grazie della Atlantic Records, assieme alla talentuosa figlia Carla Thomas. Mentre Carla diventa una star del Soul femminile, il padre lavora a nuovi progetti: nel ’63 lancia “Walking the Dog”, la sua allegra signature song, cui seguiranno le divertenti “(Do the) Push and Pull” e “Do the Funky Chicken”. Per il suo carattere da giocherellone e showman, Rufus è stato acutamente soprannominato “il più vecchio teenager del mondo”.

Cazzeggiando per il Torino Film Festival 42 #2

Ciao a tutti. Come promesso, eccoci alla seconda (e ultima) puntata di questa brevissima serie dedicata al Torino Film Festival – TFF42.

Dopo le considerazioni di carattere generale (qua), ora tocca alle (brevi) recensioni dei film visionati. Dopo anni e anni in cui la media dei film visti era fra i 15 e i 18, la lista del 2024 si limita a 10 pellicole. Ma – a differenza dell’edizione 2023 – il livello qualitativo (chissà se per sfiga o per effettiva pochezza del catalogo) non ha mai raggiunto livelli di vera eccellenza.

Ma bando alle ciance, e via con le recensioni!

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Domani avvenne: da lunedì 2 dicembre 2024 a domenica 8 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

2 Dicembre 2009: a Londra, all’età di 64 anni, ci lascia Eric Woolfson. Pianista, autore e producer, nel 1974 incontra Alan Parsons, e l’anno dopo i due fondano il progetto Alan Parsons Project: il duo inizia così una storia di successi e fortune che si sviluppa in dieci album. Nel 1990, lasciato il collega, si lancia nella carriera solista e di autore di musical.

3 Dicembre 1984: il gruppo estemporaneo Band Aid pubblica il singolo di beneficenza “Do They Know It’s Christmas?“. Canzone composta di Midge Ure e Bob Geldof, e cantato dalla crème del pop inglese, raggiunge presto il primo posto della classifica inglese, dove resta 5 settimane: in Inghilterra vende tre milioni di copie in meno di un mese, e si piazza alle top hit di altri 13 paesi. La cifra raccolta sfiora gli 8 milioni di pounds!

4 Dicembre 1944: a Los Angeles nasce Chris Hillman. Chitarrista e bassista, attraversa gli anni Sessanta come splendido girovago e catalizzatore del nascente movimento Country Rock: nel ’64 entra nella formazione originale dei Byrds, per poi passare – 5 anni dopo – nei Flying Burrito Brothers. Di rilievo la partecipazione nei Manassas e la collaborazione con Richie Furay , oltre a una vasta produzione solista.

5 Dicembre 1969: per la Decca Records esce “Let it Bleed“, ottavo album degli inglesi Rolling Stones. Ultimo disco a vedere in formazione il fondatore Brian Jones, e a ospitare (anche se solo marginalmente) il suo sostituto, Mick Taylor, è uno dei lavori più a fuoco della loro straordinaria carriera: in scaletta presenta, infatti, classici assoluti come “Gimme Shelter”, “Love in Vain”, “Midnight Rambler” e “You Can’t Always Get What You Want”. Sul retro della bella copertina in stile pop-art, compare la scritta “questo disco dovrebbe essere suonato ad alto volume”!

6 Dicembre 1949: a New York, a 61 anni, muore Huddie William Ledbetter, in arte Leadbelly. Dopo anni passati sulla strada e nelle galere, nel ’36 è scoperto dal ricercatore John Lomax, che lo trascina alla Biblioteca del Congresso, per cui esegue e incide – grazie alla sua memoria stupefacente e alla sua chitarra – centinaia di traditional: un compendio enciclopedico irrinunciabile per ogni appassionato di musica folk che si rispetti. Fra i titoli più famosi, “Goodnight, Irene”, “Midnight Special”, “Take This Hammer” e “Where Did You Sleep Last Night?”.

7 Dicembre 1948: a Roma nasce Stefano Rosso. Autore e cantante, nel 1969 debutta nell’agone discografico, e nel ’76 raggiunge notorietà con “Una storia disonesta” e “Letto 26”. Il suo è un curioso e ironico mix fra country-folk americano e la canzone popolare romanesca, ricco di riferimenti alla società in rivolta di quegli anni, e disposto su originali arpeggi di chitarra. La sua carriera, all’inizio degli anni Ottanta, subisce un brusco rallentamento, a causa di una depressione causato da una delusione amorosa.

8 Dicembre 1976: per la Asylum Records esce “Hotel California“, sesto album degli Eagles. Impreziosito dall’innesto del chitarrista Joe Walsh, questo disco esibisce un sound meno country e più rock dei precedenti, e risulterà – con i 33 milioni di copie vendute – il maggior successo commerciale della band. In scaletta, oltre alla celeberrima title track, “New Kid in Town”, “Life in the Fast Lane” e “Wasted Time”.

Cazzeggiando per il Torino Film Festival 42 #1

Ciao a tutti! Come tutti i Novembre, vi parlo del Torino Film Festival (in gergo, TFF) edizione n 42: concorso/rassegna cinematografica che, assieme alla mia paziente metà, seguo ormai da quasi vent’anni, sacrificando ad essa (finora abbastanza volentieri) una settimana di ferie. In questa prima puntata (di due!) vi metto a conoscenza di come è organizzato, delle novità o delle riconferme, di cosa ci sta piacendo e di cosa no. E senza attendere altro, iniziamo!

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Domani avvenne: da lunedì 25 novembre 2024 a domenica 1° dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

25 Novembre 1976: alla Winterland Arena di San Francisco il leggendario gruppo americano The Band tiene il suo ultimo concerto, dando ufficialmente l’addio alle scene e, di fatto, sancendo la fine di un’epoca. Moltissimi gli ospiti: Eric Clapton, Dr. John, Joni Mitchell, Van Morrison, Ringo Starr, Muddy Waters, Neil Young e Bob Dylan. Martin Scorsese filma il concerto, che uscirà nei cinema col titolo di “The Last Waltz”.

26 Novembre 1940: a Hinckley (UK) nasce Dave Graham. Chitarrista acustico, nel 1962 pubblica il suo pezzo più famoso, lo strumentale “Anji”: un intricato arpeggio acustico diventato negli anni una specie di rito di passaggio per chiunque voglia conquistare la patente di “vero” chitarrista folk. Graham è un autentico innovatore: è il primo musicista popolare a estendere il concetto di “folk” alle musiche non europee, esplorando di prima mano tradizioni, modi e scale provenienti da altre culture.

27 Novembre 1967: per la EMI, e per il mercato statunitense, esce “Magical Mistery Tour“, nono album dei Beatles, e colonna sonora dell’omonimo, stravagante, film. Pubblicato in patria come EP, e negli States come long playing (con l’aggiunta dei singoli usciti nello stesso anno), contiene – nella sua forma “breve” – le classiche “The Fool on the Hill” e “I’m the Walrus”.

28 Novembre 1987: il singolo romantico “(I’ve Had) The Time of My Life” di Bill Medley e Jennifer Warnes, tratto dalla colonna sonora del film “Dirty Dancing“, raggiunge il primo posto della classifica statunitense. La canzone si aggiudica anche il Grammy Award come “Migliore performance pop di un gruppo o duo”, l’Oscar e il Golden Globe.

29 Novembre 1933: a Macclesfield (UK) nasce John Mayall. Cantante, polistrumentista e autore, innamorato del blues d’oltre Atlantico, nel 1956 debutta nei club e nel 1963, trasferito a Londra, fonda i Bluesbreakers: band dove si fanno le ossa chitarristi di ispirazione blues destinati a fare la storia come Peter Green, Eric Clapton e Mick Taylor… Una specie di “nave scuola” di altissima classe. Mayall, dal canto suo, continua l’attività fino al 2022! Una vera leggenda.

30 Novembre 1945: a Brecan (UK) nasce Roger Glover. Bassista e autore di spirito hard rock, nel 1964 entra negli Episode Six, in cui incontra il cantante Ian Gillan: vocalist di straordinaria potenza con cui Roger, nel 1969, confluisce nei Deep Purple, dando vita a una delle formazioni più iconiche di sempre. Uscito dai Purple nel 1973, vi rientra dieci anni dopo: e vi milita tutt’ora. Assolutamente non secondaria la sua carriera di producer.

1° Dicembre 1944: a New York nasce Eric Bloom. Chitarrista elettrico, assieme ai fratelli Albert e e Joe Buchard e a Buck Dharma, nel 1970 fonda l’hard rock band Blue Öyster Cult: con i BOC resta per tutta la durata della loro carriera, ancora attiva nel momento in cui scriviamo.