Ciao a tutti! E’ da un bel po’ di mesi che questa rubrica non viene aggiornata… Ed è ora di farlo dando seguito all’ultimo post, in cui descrivevo il mio primo approccio con la musica “suonata” (l’acquisto di una chitarra), i leggeri ma costanti miglioramenti sullo strumento, e un incontro decisivo, che porta alla fondazione di un gruppo. Se vorrete sapere qualcosa di più, basta scendere alla prossima riga! Continua a leggere “I miei vinili #19 – Suonare in gruppo pt 1 – La fondazione”
Domani avvenne: da lunedì 3 febbraio 2025 a domenica 9 febbraio
Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!
3 Febbraio 1960: all’alba, mentre rientra da una serata in un night club, nel quartiere Parioli a Roma, il cantante torinese Ferdinando “Fred” Buscaglione – a bordo della sua Ford Thunderbird color lilla – si scontra contro un camion: nonostante i rapidi soccorsi, giunge all’ospedale già morto. Ci lascia così, a soli 39 anni, uno dei cantanti e autori più interessanti del Dopoguerra: assieme al paroliere Leo Chiosso, confeziona una serie di piccoli gioielli di ironia e brio, macchiati di jazz, swing e parodie hard boiled, come “Che bambola!!”, “Teresa non sparare”, “Eri piccola così” e “Che notte”.
4 Febbraio 1965: il singolo romantico “You’ve Lost That Lovin’ Feelin'”, pubblicato da poco più di un mese a nome degli americani Righteous Brothers, arriva in vetta alla classifica inglese. Secondo molte e affidabili fonti, si tratta del brano più trasmesso dalle radio nel Ventesimo Secolo, e oggetto di infinite cover.
5 Febbraio 1998: mentre è a bordo della sua auto, sulla Route 96, Tim Kelly, chitarrista del gruppo metal Slaughter, è travolto da un TIR, e muore durante il trasporto verso l’ospedale di Bagdad (Arizona). Il conducente del mezzo, trovato positivo all’assunzione di anfetamine, è condannato a tre anni di reclusione: Tim, all’epoca, ha solo 35 anni. E questo, nel post di oggi, è già il secondo artista a morire per una collisione stradale…
6 Febbraio 1970: a soli 10 giorni dalla sua ideazione, il singolo di John Lennon, “Instant Karma!(We All Shine On)” è lanciato sul mercato. La canzone è uno dei singoli più velocemente scritti, prodotti e pubblicati nella storia della musica pop, e diventa il primo disco di un ex-Beatle a vendere oltre un milione di copie negli Stati Uniti.
7 Febbraio 1962: a Tulsa (Oklahoma) nasce Garth Brooks. Cantante e autore di spirito country-rock, inizia la carriera professionista nel 1989, ispirato da James Taylor e dal Boss, e col primo album centra subito il bersaglio: è nata una delle leggende della musica americana, capace di vendere oltre 160 milioni di copie, di aggiudicarsi 9 dischi di diamante, e di realizzare un concerto gratuito a New York con un pubblico stimato di 900.000 persone… Importanti sono il suo continuo sostegno a cause di beneficenza, e l’appoggio a movimenti civili liberali.
8 Febbraio 1961: a Los Angeles nasce Vince Neil. Cantante di vocazione hard, nel 1981 entra nei neo-formati Mötley Crüe: band hair metal di straordinario successo che percorre gli anni Ottanta a decibel e dollari. Famoso per i suoi eccessi, fra incidenti d’auto, scazzottate, divorzi, droga e la perdita di una figlia, è stato nei Mötley sino al 1989, prima di affrontare il resto della carriera fra reunion, nuovi progetti, fallimenti e piccoli successi.
9 Febbraio 1960: a Liverpool nasce William “Holly” Johnson. Bassista del gruppo punk Big in Japan, alla fine degli anni Settanta incontra Brian Nash e Paul Rutherford: nel giro di pochi mesi nasce così il nucleo originale del pop group Frankie Goes to Hollywood, in cui Holly assume il ruolo di frontman. Grazie alla “scandalosa” hit “Relax”, e alle polemiche censorie, i FGTH arrivano a dominare la hit-parade britannica del 1984 piazzando ben tre singoli al primo posto: cosa riuscita in precedenza solo a Gerry and the Pacemakers, nel 1964.
In memoriam: Marianne Faithfull
Marianne Evelyn Gabriel Faithfull (Londra, 29 dicembre 1946 – Londra, 30 gennaio 2025)
Cantante, attrice, icona della Swinging London e compagna di Mick Jagger
I miei dischi dell’anno #25 – Il 1965
Ciao a tutti, e ben trovati a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: e come sempre, a Gennaio, riavvolgiamo il nastro fino agli anni Sessanta. E’ ora la volta del 1965: anno dell’assassinio di Malcolm X, dell’inizio della Guerra del Vietnam, dello storico intervento chirurgico per la separazione di due gemelle siamesi, dell’inaugurazione del Traforo del Monte Bianco, della chiusura del Concilio Vaticano Secondo, di “Per qualche dollaro in più” e della prima edizione di Giochi Senza Frontiere.
Per la pop music, inizia il triennio d’oro: quello in cui viene costruita l’intera mitologia rock a venire, star e generi compresi, e in cui si afferma un nuovo modello socio-musicale con effetti ancora visibili al giorno d’oggi. In quest’anno la British Invasion giunge a piena maturazione: come nel ’64, la produzione americana (che fino a due anni prima dominava incontrastata) si trova a combattere palmo palmo per difendere una quota di mercato ridotta bruscamente del 40%, il tutto a vantaggio degli artisti inglesi, che riescono a piazzare una hit dopo l’altra e a vendere paccate di singoli e album. Solo Bob Dylan riesce a tener testa: e da lui, e dalla famosa “svolta elettrica” di Newport, inizierà una nuova rivoluzione.
Domani avvenne: da lunedì 27 gennaio 2025 a domenica 2 febbraio
Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!
27 Gennaio 2014: nella natia New York, alla bell’età di 95 anni, muore Pete Seeger. Cantante, autore e polistrumentista, figlio del musicologo Charles, attraversa la seconda metà del Novecento con la forza di un carrarmato e l’arguzia del polemista, spendendosi per una canzone politica e impegnata: la sua esperienza si snoda attraverso la “comune musicale” degli Almanac Singers, il quartetto dei Weavers, l’amicizia con Woody Guthrie, l’oblio forzato del maccartismo, la rinascita nei circoli del Greenwich Village e l’amore-odio con Dylan. Sua (ma non solo sua!) la famosa “We Shall Overcome” (ne ho parlato QUI) , cantata alla Marcia di Washington del ’63.
28 Gennaio 1945: a Bristol (UK) nasce Robert Wyatt. Batterista, cantante e autore – oltre che fiero polemista dichiaratamente di sinistra – è il fondatore dei Soft Machine e dei Matching Mole…E nel 1971, durante una festa ad alto tasso alcolico, cade dalla finestra del terzo piano, e resta paralizzato. Robert – costretto per sempre su una sedia a rotelle – non demorde: pensa, scrive, ascolta, inventa, suonando cosa può e come può: inizia così una carriera solista eccentrica e di altissimo livello, a cavallo fra Prog, art rock e suggestioni avanguardistiche, guidata dagli ombrosi falsetti del suo canto straniante.
29 Gennaio 2015: a Varese, a 72 anni, ci lascia Maurizio Arcieri. Nella prima metà degli anni Sessanta, assieme ad altri 5 amici, fonda il gruppo beat dei New Dada, in cui ricopre il ruolo di cantante, e nel ’67 debutta come solista. Nel 1976, assieme a Christina Moser, fonda il duo Krisma, dedito a brani di pop elettronic (“Many Kisses”), e negli anni successivi collabora con Vangelis, Hans Zimmer, Subsonica e Franco Battiato.
30 Gennaio 1980: a New Orleans, a 62 anni, muore Henry Roeland “Roy” Byrd, in arte Professor Longhair. Pianista dal grande talento, molto famoso a New Orleans ma scarsamente noto nel resto della nazione, il Professore è un performer selvaggio, erede della tradizione barrelhouse, e un cantante rauco e sinistro: suo marchio di fabbrica sono le poliritmie e i contrasti ritmici di memoria africana e gusto caraibico.
31 Gennaio 1972: Aretha Franklin si esibisce al funerale dell’icona gospel – e amica di famiglia – Mahalia Jackson presso la Greater Salem Baptist Church di Chicago, cantando il classico “Precious Lord”.
1° Febbraio 2020: a Londra, per una crisi respiratoria al ritorno da un viaggio in Cina (probabile vittima del virus COVID), a soli 64 anni, ci lascia Andy Gill. Chitarrista dallo stile originale, è stato uno dei fondatori della band Gang of Four: uno dei gruppi post punk più interessanti, ispiratori (fra gli altri) dei Red Hot Chili Peppers, e dal marchiatissimo impegno politico.
2 Febbraio 2021: nella natia Los Angeles, a 67 anni, muore David Donato. Cantante di spirito hard rock, deve la sua presenza in queste pagine alla sua brevissima presenza nei Black Sabbath: è provinato al posto di Ian Gillan, nel 1984, e ne esce solamente sei mesi dopo, quando il leader Tony Iommi scioglie (provvisoriamente) la band, senza aver mai inciso un brano ufficiale.
La notte porta consiglio, scazzi e uova strapazzate
Ciao a tutti. “La notte porta consiglio“, dicono i saggi. Può essere: certo è che nelle due storie musicali che sto per raccontarvi la notte ha portato non solo consiglio, ma veri e propri capolavori! Sono aneddoti abbastanza noti, ma che mi fa piacere ricordare e proporre alla vostra attenzione. Let’s go! Continua a leggere “La notte porta consiglio, scazzi e uova strapazzate”