Domani avvenne: da lunedì 7 luglio 2025 a domenica 13 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

7 Luglio 1980: alla Eissporthalle di Berlino i Led Zeppelin tengono il loro ultimo concerto nella formazione classica. Poco più di due mesi e mezzo dopo, nella notte fra il 24 e il 25 Settembre, il batterista della band, John “Bonzo” Bonham, morirà, a soli 32 anni. Ancora qualche settimane, e i Led Zeppelin annunceranno il loro scioglimento.

8 Luglio 2010: nella natia Trieste, a 87 anni, ci lascia Lelio Luttazzi. Pianista, a 20 anni inizia a scrivere canzoni, e nel 1950 assume l’incarico di direttore dell’orchestra RAI: le sue composizioni sono leggere, piacevoli, ricche di swing e di gran successo (“Una zebra a pois”), e si affiancano a numerosi lavori per i varietà tv dell’epoca e alla conduzione dello storico programma radio “Hit Parade”. A causa di un equivoco è accusato di spaccio di stupefacenti, ma nonostante l’assoluzione perderà i contratti in corso, e dovrà limitare le sue presenze pubbliche: tornerà in RAI solamente nel 2006, dopo 36 anni.

9 Luglio 1975: a Detroit, ultimogenito di dieci figli, nasce John Anthony Gillis, in arte Jack White. Da sempre innamorato della musica, da adolescente si appassiona alla batteria e alla chitarra, attraversa diverse formazioni cittadine, e nel 1997 – assieme alla compagna Meg White – fonda i White Stripes: duo rock a cavallo fra indie, punk e blues, e che incide 6 album. Finita l’avventura nei White Stripes, Jack entra prima nei Racounters, e poi nei Dead Weather. Il nome “White Stripes” è ispirato a vecchie caramelle al gusto di menta, con la carta di colore bianco e rosso.

10 Luglio 2019: alla conclusione di un’asta tenuta in rete, Bill Pagel, super fan di Bob Dylan, acquista la casa d’infanzia del suo idolo, a Hibbing (Minnesota). Lo “sfizio” costa a Bill qualcosa come 82.000 dollari!

11 Luglio 1969: a tre settimane dalla sua incisione, è pubblicato “Space Oddity, il decimo singolo di David Bowie. Uscito giusto in tempo per la missione lunare dell’Apollo 11, è una canzone dal grande fascino e da testo ermetico, che si presta a innumerevoli interpretazioni… E che, soprattutto, lancia Bowie nel firmamento della pop music mondiale. All’inizio del 1970 viene pubblicata una versione cantata in italiano sempre da Bowie, intitolata “Ragazzo solo, ragazza sola”, col testo di Mogol.

12 Luglio 1983: nella natia Birmingham (UK), per una polmonite, ci lascia, a soli 39 anni, Chris Wood. Flautista, sassofonista e tastierista, grazie alla sorella entra in contatto col leader dei Traffic, Steve Winwood: con loro rimarrà per i primi quattro album, dando una mano anche in fase di composizione. Oltre alla carriera nei Traffic, Chris suonerà fra gli altri con Jimi Hendrix, i Free e Ginger Baker.

13 Luglio 1985: al Wembley Stadium di Londra e al John Fitzgerald Kennedy Stadium di Philadelphia si svolge in contemporanea il concerto di beneficenza “Live Aid“: evento seguito da circa 2 miliardi di persone, e di cui parlo in questo post.

Io non so parlar di musica #30 – Il coro dei pompieri

Ciao a tutti. Questa volta, per la rubrica “Io non so parlar di musica“, colgo il caldazzo di questa estate (per ora) infuocata per rievocare una delle canzoni più divertenti di sempre, e che ha come titolo “Il coro dei pompieri“… Nell’attesa che questi bravi militi vengano a spegnere un po’ le fiamme dell’afa! E, anche, per variare un po’ dal solito “rock classico”!

Penso che quasi la totalità di chi mi legge abbia ben presente il film “…altrimenti ci arrabbiamo!“: pellicola del 1974 coi due adorabili maneschi Bud Spencer e Terence Hill alle prese col malvagio Capo e con una dune buggy rossa e gialla. Un prodotto per famiglie spigliato, divertente e a tratti esilarante, con alcune scene ormai nel mito: la gara a birre e salsicce, il duello motociclistico, la scazzottata in palestra, la balera caraibica, e le infinite risse, con schiaffoni e sberle che volano ovunque. La colonna sonora, prodotta dagli Oliver Onions (i grandissimi fratelli De Angelis), è – al pari della comicità slapstick e dei mille caratteristi che popolano le scene – uno dei punti di forza del film: con, sopra tutte, canzoni come la famosa “Dune Buggy” e l’altrettanto noto “Il coro dei pompieri”.

Questo pezzo si situa in uno dei momenti più comici del film: quando Kid e Ben, per sfuggire al killer Paganini, si frammischiano alle prove del coro dei pompieri… Kid si sposta in continuazione fra i coristi, suscitando gli occhi dolci di una ragazza non molto avvenente, e Ben – serio e immobile – canta i bassi, riempiendo le pause con un caratteristico “borbottio“, con le dita che tamburellano le labbra. Un gesto nato da un’improvvisazione del gigante buono Bud Spencer e che, per il suo essere senza capo né coda, prima sconcertò, e poi convinse, gli sceneggiatori. La musichetta è famosa e contagiosa, e quando inizio a canticchiarla vado avanti per ore: e come si fa a non imitare le vocine infantili della strofa, i bassi incalzanti e il borbottio a bassa voce di Bud? Impossibile!

Ecco, allora, il video in questione, tratto dal film. Una piccola nota: incredibile che una colonna sonora così famosa non sia stata, all’epoca, pubblicata, lasciando al solo 45 giri “Dune Buggy” l’onore e l’onere della diffusione… Un successo, quello del singolo, tutt’altro che secondario, peraltro. Ed è solo nel 2021 che la colonna sonora completa vede la luce. E ora, buon ascolto, e divertimento!

Oliver Onions – “Il coro dei pompieri

Tratto da “…altrimenti ci arrabbiamo!” (1974)

Domani avvenne: da lunedì 30 giugno 2025 a domenica 6 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

30 Giugno 1977: in concomitanza con la pubblicazione dell’album “Love Gun“ dei Kiss, la Marvel manda in edicola un numero speciale di 40 pagine, e distribuito in un formato più grande rispetto allo standard: A Marvel Comics Super Special!: Kiss. Un fumetto che gode di uno speciale “bonus”: nel rosso usato nel processo di stampa, sono contenute tracce di sangue dei quattro musicisti! A questa storia curiosa ho dedicato, tempo fa, questo post.

1° Luglio 1915: a Vicksburg (Mississippi) nasce Willie Dixon. Dopo aver scoperto il blues in carcere, tenta la carriera di cantante, ma – incoraggiato dalla enorme stazza (198 cm per 113 Kg) – nel 1936 indossa i guantoni da boxe. Nonostante i parecchi successi, dopo qualche anno riabbraccia il primo amore e, nel 1951, la svolta: ingaggiato a tempo pieno nella Chess Records, diventa arrangiatore, autore, produttore, talent scout e session man (al contrabbasso) per tutte le hit immortali del Chicago Blues, come “Hoochie Coochie Man”, “Little Red Rooster”, “Spoonful”, “You Shook Me”, “Back Door Man” e “I Can’t Quit You Baby”.

2 Luglio 2001: l’aeroporto di Speke, Liverpool, viene ribattezzato Liverpool John Lennon Airport. E’ il primo aeroporto del Regno Unito a non portare il nome di un capo di stato: nella hall campeggia inoltre una statua in bronzo di Lennon, e il motto “above us only sky“, preso a prestito da “Imagine”!

3 Luglio 1999: “Grazie Palestrina. È una serata bellissima, è bello stare qui e voglio dedicarvi una canzone super-sexy“: appena terminate queste parole, il leader e cantante dei Morphine, Mark Sandman, si accascia al suolo, stroncato da un infarto. Ha 46 anni, e con la sua band ha inciso altri 3 album: lavori che lui stesso definisce con gli strambi nomi di “grunge implicito” e “esperienza baritona”, e in cui Mark suona un curioso basso a due corde. Sulla scalinata che porta ai Giardini del Principe, nella storica città laziale, una targa in pietra ricorda oggi la sua tragica scomparsa.

4 Luglio 1976: al Black Swan di Sheffield (UK), a meno di un mese dalla loro nascita, i Clash fanno il loro debutto ufficiale dal vivo, come spalla dei Sex Pistols.

5 Luglio 1943: a Toronto (Canada), da madre indiana Mohawk e padre ebraico, nasce Jaime Royal “Robbie” Robertson. Cantante, autore e polistrumentista,  alla fine degli anni Cinquanta entra negli Hawks, backing band del cantante canadese Ronnie Hawkins: complesso che presto si amplia includendo Levon Helm, Rick Danko e Richard Manuel, e inizia a farsi apprezzare negli States. Notati da Bob Dylan, sono assunti per il leggendario tour del 1965, e dopo un paio d’anni cambiano nome in The Band: uno dei miti viventi della “roots music”. Molto interessante la sua carriera solista, dedicata alle sonorità e alle narrazioni dei nativi americani.

6 Luglio 2020: a Roma, alla bell’età di 92 anni, ci lascia Ennio Morricone. Diplomato al conservatorio in tromba e composizione, nel ’60 inizia a scrivere musica per film, e a lavorare alla RCA come arrangiatore. Ma è dalla collaborazione col regista Sergio Leone, suo compagno di scuola, che inizia la leggenda-Morricone: indimenticabili le colonne sonore per gli “spaghetti western” di Leone… Ma non solo.  Il suo straordinario carnet comprende “Gli Intoccabili”, “C’era una volta in America”, “I cancelli del cielo”, “Bianco, rosso e Verdone”, “Mission”, “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”: e canzoni come “Se telefonando”, “Abbronzatissima”, “Sapore di sale”…. Oltre a una marea di composizioni di musica classica e contemporanea. Infiniti pure i premi: due Oscar, tre Grammy Awards, tre Golden Globe, sei BAFTA, dieci David di Donatello. Un fuoriclasse assoluto.

Suonala ancora, Sam… Ma quante volte?

Ciao a tutti. Fino a un anno fa il mio ufficio si affacciava su una piazza pedonalizzata, nel mezzo della quale spesso venivano a piazzarsi cantanti e musicisti ambulanti: e noi, volere o volare, ci beccavamo più o meno involontariamente le loro performance, che filtravano senza problemi attraverso i vetri delle finestre. Nella massa, qualcuno era davvero bravo, ma tanti erano approssimativi, o semplicemente noiosi: anche perché il repertorio, diretto a un pubblico di passanti, era più o meno sempre lo stesso… Colonne sonore, tanghi, classici italiani e stranieri: e spesso artisti diversi eseguivano canzoni uguali.

Una delle più ricorrenti era la famosa e struggente “Hallelujah” di Leonard Cohen: ok, mentre lavori avere musica in sottofondo fa (quasi) sempre piacere, ma sentir ululare la stessa canzone dallo stesso, abbastanza mediocre, cantante, con l’identica base in sottofondo, 4-5 volte ogni sessione, due turni al giorno, cinque giorni alla settimana, mese dopo mese… Beh, era davvero insopportabile. Per me, e in generale per tutti i colleghi: che appena partivano le prime note iniziavano a inveire!

La cosa andò avanti per diverso tempo: fino a quando una volta, all’uscita serale, invece di andare direttamente alla fermata del tram, puntai il solito tizio, vestito come un arcobaleno, aspettai che terminasse, e poi molto pacatamente – ma davvero, non per dire – gli dissi: “Senti, vedi quelle finestre? Io lavoro lì, e coi miei colleghi ti sentiamo sempre. So che stai lavorando, quindi ok… Ma per piacere, potresti variare un po’ la scaletta? Sai, dieci “Hallelujah” al giorno, un giorno dopo l’altro, è un po’  troppo“. Lui abbozzò, senza arrabbiarsi, ma magari mentalmente mandandomi a cagare. Ma una signora del (pochissimo) pubblico presente, mi fissò seccata e ribadì: “Si vede che lei non ama la musica!“.

Bene, tutto si può dire di me, ma non questo! “Io amo molto la musica: ma capirà che tutto ha un limite” (senza aggiungere: soprattutto se l’ugola non è granché…). E lei, più torva che mai: “Se una canzone è bella, e cantata bene (sic!), la si sente anche 100 volte sempre con piacere!“.

E qui devo proprio dissentire. No: per quanto ami un pezzo, cento volte sarebbero una tortura. Soprattutto se di fila: con buona pace della signora, che secondo me, da come guardava il “Coen de noantri”, un pensierino sul cantante se lo stava pure facendo.

Mi è successo di innamorarmi di una canzone, e di ascoltarla molto spesso: ma, se non per casi di studio, ben raramente ho superato le tre volte al giorno. Eppure, la realtà è sempre più complessa e varia di quanto possiamo ritenere, e ognuno gode a modo suo: sentite un po’ cosa ho scoperto, in merito! Continua a leggere “Suonala ancora, Sam… Ma quante volte?”

Domani avvenne: da lunedì 23 giugno 2025 a domenica 29 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

23 Giugno 1940: a Middlesex (UK) nasce Terry Nelhamus-Wright. Musicista skiffle, cade sotto l’occhio del manager Jack Good che, stregato dal suo look, lo prende sotto braccio e gli propone un patto: se firmerà, ne farà un cantante rock’n’roll, col più appetibile nome di Adam Faith. Adam nel ’59 centra il successo con “What Do You Want?”: il primo numero uno della sua carriera, “ispirata” al sound del compianto Buddy Holly, e che – con 35 singoli e 11 Top10 – fa di Faith, in Inghilterra, il rivale più temibile di Cliff Richard.

24 Giugno 1935: a 45 anni, per un tragico incidente al decollo dell’aeroporto di Medellìn (Colombia), ci lascia Charles Romuald Gardès, in arte Carlos Gardel. Di nascita francese, a due anni arriva in Argentina e a 16 abbandona gli studi per darsi al canto: a 27 anni incide il primo tango, cui ne seguiranno più di 900, facendo di lui una star internazionale della canzone argentina (famosissima “Por una cabeza”). Cantante, ma anche attore, diventa oggetto di una devozione popolare senza tempo: la sigaretta del suo monumento funebre è mantenuta ancor’oggi sempre accesa.

25 Giugno 1943: a Carate Brianza (Milano, ora Monza e Brianza) nasce Roberto Vecchioni. La carriera di Vecchioni inizia nel ’66 come paroliere assieme all’amico musicista Andrea Lo Vecchio, con cui scrive hit per artisti come Ornella Vanoni e Iva Zanicchi: nel ’71 avviene il debutto in proprio, col 33 giri “Parabola” e la famosa “Luci a San Siro”. E’ il prologo a una carriera che vede Roberto imporsi come uno dei maggiori cantautori del paese: in parallelo, Vecchioni ha esercitato la professione di docente di greco e latino, fino al pensionamento.

26 Giugno 1965: la versione di “Mr. Tambourine Man” di Bob Dylan ad opera dei Byrds raggiunse il primo posto nella Billboard Hot 100. Pubblicata prima dell’originale di Dylan, è il classico colpo di fortuna che cambia la storia: nelle mani di Crosby e soci il pezzo cambia veste, spostando il tempo su un ballabile in 4/4, e le chitarre inseriscono il jack… E’ appena nato il Folk-rock: e i Byrds raggiungono di colpo la fama!

27 Giugno 1968: al Color City Studio 4 della NBC, a Burbank, California, Elvis Presley si esibisce davanti alle telecamere per lo show televisivo “Singer Presents  … Elvis”, più noto come “’68 Comeback Special“: il rilancio in grande stile di Elvis dopo un lungo periodo di offuscamento. Presley, in forma strepitosa, torna sulle scene dopo 7 anni: iconici il suo completo di pelle nera e il palco a foggia di ring, e strepitosa la scaletta, fra gospel, rock’n’roll, soul e classici. La trasmissione, mandata in onda il 3 Dicembre, registrerà il 42% di audience. Il suo canto del cigno.

28 Giugno 1986: allo stadio Wembley di Londra ha luogo il concerto d’addio degli Wham!. George Michael e Andrew Ridgeley chiudono così una storia gloriosa e di straordinario successo, durata cinque anni e tre album. Ospiti speciali, Simon Le Bon e Elton John.

29 Giugno 1975: a Santa Monica (California), per overdose di eroina e alcool, ci lascia Tim Buckley… Uno dei più grandi cantanti di sempre, nato 28 anni prima a Washington, da molti definito “il Jimi Hendrix della voce”: le sue performance vocali costituiscono un inquietante e straordinario resoconto di un viaggio tutto interiore, condotto fra flusso di coscienza e libere associazioni… Una dimensione di puro spirito e scavo interiore.

I miei vinili #19 – Suonare in gruppo pt 3 – In sala d’incisione

Ciao a tutti. Oggi termino la breve (e un po’ sparsa!) serie dedicata alla mia storia come componente di un gruppo musicale. Nella scorsa puntata eravamo arrivati al punto in cui, dopo sei anni di prove, concerti e divertimento, preso atto che le cose stavano cambiando per tutti, avevamo preso la dolorosa decisione di scioglierci (o, un po’ eufemisticamente, “metterci in stand by”): ma ci voleva un canto del cigno!

Negli anni avevamo scritto qualche canzone, ma sempre in modo sporadico, senza crederci troppo: mi ricordo che, quando decidemmo finalmente di farne una in concerto, si discusse addirittura se denunciarne la paternità o far finta di nulla… In un mondo di sboroni, noi eravamo fin troppo modesti, mi sa! Fatto sta che, giunti a fine corsa, ci ritroviamo sei pezzi fra le mani: scritti e arrangiati da noi, secondo un processo molto collegiale e “democratico”. E decidiamo di inciderli in modo professionale. Continua a leggere “I miei vinili #19 – Suonare in gruppo pt 3 – In sala d’incisione”