Ciao a tutti. Come sa chi mi legge, in questo blog chiacchiero (e si chiacchiera) moltissimo di musica: e, sempre qui, ho parlato (soprattutto nella rubrica “I miei vinili“) di molti aspetti ad essa legati… Ma ho mai toccato l’argomento “Sì, ma QUALE musica ascoltare?“.
Domanda che potrebbe sembrare una questione di lana caprina: “Ma ovvio! Quella che piace a ognuno di noi!“. Ma sì, certo. Altrettanto vero che “cosa piace a ognuno di noi“, se ci si ragiona un minimo, dipende sempre da un intreccio complesso di fattori: da cosa abbiamo ascoltato da giovani, dalle influenze degli amici, dalla curiosità o indifferenza verso la musica, dai sentimenti e ricordi suscitati da certe canzoni… E, ancora: da cosa rappresenta per noi la musica, dal tempo libero che le vogliamo dedicare, dalla “pancia” e dalle sue vibrazioni, da quale “status sociale” ci danno le nostre preferenze, dall’abitudine o dal rifiuto ad avvicinare cose diverse, e così via. Ci sono persone che usano una scelta di appartenenza musicale come bandiera culturale; altre che si arrovellano su quale disco comprare; e altre ancora che accendono la radio, e cosa c’è, c’è.
Ai tempi della mia adolescenza, ad esempio, per molti la musica era un importante elemento di identificazione sociale. C’erano i paninari, i dark, i metallari, i discotecari: ognuno orgogliosamente fiero dei propri idoli, e altrettanto fieramente avversario degli altrui miti.
Personalmente, e non da oggi, penso sia tutta una questione di curiosità. Se la musica (ma, ovviamente, ciò vale per tutte le cose del mondo) ti interessa davvero, allora ascolti, provi, approfondisci, se qualcosa non ti convince subito gli dai altre chance, cerchi di capire i “perché” dei critici meno saccenti, provi a collocare quella certa cosa nella storia, ecc… E io di curiosità ne ho a bizzeffe, e non ho ancora finito di ascoltare e imparare. Poi non tutto ciò che scopro mi piace e mi emoziona: ma, come un turista, godo lo stesso a percorrerlo, proprio come fosse un paese e un panorama nuovo, mai visto.
Un’altra mia convinzione – e l’ho provata sulla mia pelle – è che il gusto evolve, si costruisce, anno dopo anno: cambia con la conoscenza, l’ascolto, la disponibilità. Certamente, alcune cose sono dentro di me da decenni, costituiscono il mio “cervello rettile“, e saranno sempre quelle che, istintivamente, mi daranno un piacere immediato: Franco Battiato, gli Iron Maiden, i Pink Floyd, Deep Purple e Led Zeppelin non mi stuferanno mai! Ma c’è un mondo, oltre questo: e amo percorrerlo in lungo e in largo… E non si finisce mai di imparare. Per dire, in queste settimane mi sto incuriosendo di una scena mai praticata, e cioè il metal più truce: ma non mi stupirei se fra sei mesi fossi lì ad ascoltare Dub e Hip Hop! Per fortuna, ho ancora praterie da scoprire e con cui divertirmi.
Io sono un bulimico musicale, l’avrete capito: d’altronde, il mio blog e i suoi post sono abbastanza chiari in merito! Ma, detto ciò, a ognuno i suoi gusti e le sue passioni: sempre col massimo rispetto. Certo, chi non ha una certa inclinazione ben difficilmente capirà chi ce l’ha: per dire, il mio collega di scrivania è un malato di automobili, e io so a malapena il modello della mia… Ma ci vogliamo bene lo stesso 🙂
Ascolto di tutto escluso quello che non mi piace
Buongiorno
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