La Rock Opera

Nel Dicembre ’68 esce “S.F. Sorrow”, il quarto album degli inglesi Pretty Things, nato dalla fantasia del cantante e chitarrista Phil May. La copertina è un abbozzo figurativo in tenui tinte pastello, il sound è poco curato, i gadget inesistenti, la fortuna commerciale decisamente secondaria… Un disco semplice e povero, quindi. Eppure, ha una cosa che il più fortunato e illustre vinile dei Beatles – “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” – non possiede, e cui mette una pezza: una storia coerente, e una narrazione continua. Attraverso le 13 canzoni – e le note di copertina – veniamo a conoscenza del protagonista della storia, Sebastian F. Sorrow: la nascita (“S.F. Sorrow is Born”), la scoperta dell’amore (“Bracelets of Fingers”), l’abbandono (“She Says Good Morning”), la guerra (“Private Sorrow”), e la depressione… Un allucinato viaggio interiore (“The Journey”) apre la porta ad alcune sconcertanti rivelazioni (“I See You” e “Old Man Going”), e conduce all’inesorabile e malinconico finale: “Loneliest Person”, lo svelamento di un destino di solitudine e isolamento. Continua a leggere “La Rock Opera”