Visto al cinema – “Talking Heads – Stop Making Sense”

Ciao a tutti. Ci sono gruppi di cui conosco bene, a volte benissimo, l’intera discografia; e ci sono band di cui ho ben presente parecchi brani, ma senza averne una visione d’insieme. Ecco, i Talking Heads rientrano in quest’ultima categoria: mi piacciono parecchio, sono affascinato dalla figura del leader, David Byrne, canticchio alcuni pezzi, ma non sono mai andato oltre a un ascolto episodico… Lacuna che da tempo volevo colmare.

E’ stato con questo spirito che lunedì sera, assieme all’amico Silvio (che invece conosce molto bene Byrne e soci), e le rispettive consorti, sono andato al cinema a vedere lo storico film-concertoStop Making Sense“: la ripresa di tre spettacoli tenuti a Los Angeles nel Dicembre 1983, pubblicata originariamente nel 1984 come film e relativa colonna sonora e – 39 anni dopo, al termine di un bel lavoro di ripulitura, integrazione e rimasterizzazione – uscita nuovamente in sala.

Sono subito costretto a correggermi: questo non è un film-concerto qualsiasi! Primo, perché i Talking Heads sono un gruppo tutt’altro che scontato o banale; secondo, perché alla regia siede Jonathan Demme, che i più ricorderanno per “Il silenzio degli innocenti”, “Philadelphia” e “The Manchurian Candidate”. Quindi, se film anomalo doveva essere, film anomalo è stato! E fin dai primi fotogrammi.

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Domani avvenne: da lunedì 29 luglio 2024 a domenica 4 agosto

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

29 Luglio 1966: alla Twisted Wheel Hall di Manchester, a soli 13 giorni dalla loro nascita, i Cream di Clapton, Baker e Bruce debuttano ufficialmente sulle scene. Il repertorio è costituito da cover blues come “Spoonful”, “Crossroads” e “I’m So Glad”: una sorta di “riscaldamento” per l’esordio in grande stile, due sere dopo, al sesto National Jazz and Blues Festival di Londra.

30 Luglio 1941: a Ottawa (Canada), da una famiglia di origini greche e libanesi, nasce Paul Anka. Portato a New York per un’audizione, ancora sedicenne, presenta ai discografici l’autografa “Diana”: pezzo che, inciso nel 1957, diventa un istantaneo “numero 1” nelle chart di mezzo mondo, arrivando a vendere la cifra pazzesca di nove milioni di pezzi! Talentuoso e brillante, si dimostra uno degli autori più di successo della sua generazione, con brani come “It’s Time to Cry”, “It Doesn’t Matter Anymore” e “Put Your Head on My Shoulder”.

31 Luglio 2010: a 99 anni suonati, a New York, ci lascia “Mitch” Miller. Durante i suoi anni alla Columbia, Mitch diventa uno dei simboli del nuovo mestiere del producer: se un certo brano sarà un successo o un flop, a deciderlo non sarà l’artista o l’autore, ma chi siede in sala di registrazione e negli uffici. Per ogni cantante occorre approntare una precisa strategia di mercato, un complesso intrecciarsi di voci, volti, atteggiamenti, sound, arrangiamenti e promozione televisiva. Il suo show tv “Sing along with Mitch” apre inoltre la strada al moderno karaoke televisivo.

1° Agosto 1969: nel parco dell’ippodromo Atlantic City Race Course si apre la tre giorni dello US Atlantic City Pop Festival. Davanti a centomila persone suonano Tim Buckley, Byrds, Joe Cocker, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Joni Mitchell, Frank Zappa e Santana: nonostante i numeri importanti, e gli artisti coinvolti, questo festival è uno dei meno noti, soverchiato com’è da quello di Woodstock, che si svolge a sole due settimane di distanza (e cui ho dedicato QUESTO post).

2 Agosto 1951: a Hackensack (New Jersey) nasce Joe Lynn Turner. Cantante di ambito rock AOR, nel 1980 è chiamato alla corte dei Rainbow di Blackmore, con cui incide tre album; passa poi ai Rising Force di Yngwie J. Malmsteen, ed è successivamente assunto dai Deep Purple, anche se per lo spazio di un solo disco. Ampia la sua discografia solista.

3 Agosto 1979: per la Sire Records esce “Fear of Music“, terzo album degli statunitensi Talking Heads. Prodotti da Brian Eno, David Byrne e soci approntano uno spigoloso mix di ritmi disco, funk robotico, rock tradizionale, richiami afro e descrittivismo musicale. In scaletta, “I Zimbra”, “Cities”, “Memories Can Wait” e “Life During Wartime”.

4 Agosto 1964: per la IBC esce “You Really Got Me“, terzo singolo degli inglesi The Kinks. Scritto da Ray Davies, si basa su uno dei riff più riconoscibili di tutti i tempi, di due soli, semplici, roboanti power chord: essenziale, accattivante e diretto. Il pezzo raggiunge in fretta la vetta della classifica inglese, ed entra anche nella Top 10 statunitense, decretando il successo della band, e diventando la colonna sonora dei party dei college.

Domani avvenne: da lunedì 10 maggio 2021 a domenica 16 maggio

10 Maggio 1974: per la Atlantic esce “Monkey Grip“, di Bill Wyman. Scritto e cantato interamente da Wyman, e suonato con comprimari del calibro di Dr. John, Leon Russell, Lowell George e Ringo Starr, è il primo album solista mai inciso da uno Stones durante la sua permanenza nella band.

11 Maggio 1965: a Hamilton (Ohio) nasce Greg Dulli. Durante una notte in carcere, arrestato per ubriachezza, conosce un ragazzo, Rick McCollum, come lui chitarrista e amante della musica: assieme al batterista Steve Earle, incontrato all’università, dopo poco i tre tempo fondano gli Afghan Whigs… Gruppo destinato a modeste vendite, ma all’approvazione di ampia parte della critica per la loro originale mistura di grunge, soul e violenza abrasiva. Di rilievo le sue partecipazioni nei side-project Gutter Twins (in compagnia di Mark Lanegan) e Twilight Singers.

12 Maggio 1928: a Kansas City nasce Burt Bacharach. Pianista, autore e arrangiatore, inizia la carriera nell’orchestra che accompagna Marlene Dietrich in tour: ma è la composizione di “Magic Moments” a dargli la fama internazionale. Da qui inizia una carriera di autore di prim’ordine, in coppia col paroliere Hal David, con brani cantati da Aretha Franklin, Tom Jones, Stevie Wonder e soprattutto Dionne Warwick. Fra le sue gemme “Alfie”, “I Say a Little Prayer”, “Walk On By”, “My Little Red Book”, “Arthur’s Theme” e That’s What Friends Are For”. Settanta i suoi brani che hanno stazionato nella Top 40 americana.

13 Maggio 2011: una giuria di critici, musicisti e scrittori, interpellati dal Rolling Stone Magazine per decidere quale sia la miglior canzone di Bob Dylan, sceglie “Like a Rolling Stone“. Non tutti, ovviamente, sono d’accordo: e, guarda un po’, sono Jagger e Richards (dei Rolling Stones!) a dare indicazioni alternative: il primo sceglie “Desolation Row”, il secondo “Girl From The North Country”.

14 Maggio 1952: a Dumbarton (UK) nasce David Byrne. Dalla natia Scozia, la famiglia Byrne si trasferisce presto nel Maryland: dopo alcune esperienze amatoriali, nel 1974 David fonda i Talking Heads, una delle band più intelligenti e influenti di sempre. Accanto agli Heads, nei quali David ricopre il ruolo di autore principale e cantante, Byrne ha affiancato eclettici progetti personali, collaborazioni sfidanti (Brian Eno, Ryūichi Sakamoto) e composizioni di colonne sonore.

15 Maggio 1953: a Reading (UK) nasce Mike Oldfield. Figlio e fratello d’arte, polistrumentista e autore, inizia la carriera a fianco di Kevin Ayers, ma sfonda col progetto solista “Tubular Bells” (1973): eclettica composizione strumentale di circa 50 minuti, quasi interamente suonata da Mike (che agisce su circa 20 strumenti differenti) e che piazza milionate di copie… Peccato che Mike, nei dischi successivi, sia stato solo occasionalmente capace di svincolarsi dalla formula.

16 Maggio 1953: a  Samois-sur-Seine (Francia), per un’improvvisa emorragia cerebrale, ci lascia Django Reinhardt, uno dei più originali, apprezzati e geniali chitarristi jazz di tutti i tempi. Di etnia sinti, menomato alla mano sinistra da un incendio che lo lascia privo di medio a anulare, riesce a sviluppare una tecnica incredibile, e sbaraglia la concorrenza, proponendo – col suo Hot Club de France – un’eccitante mistura di swing, strumenti a corda, ritmo indiavolato, flamenco, musica gitana e virtuosismo, detta “jazz manouche“. Django, alla morte, ha solo 43 anni.

Domani avvenne: da lunedì 13 luglio 2020 a domenica 19 luglio

13 Luglio 2004: a Los Angeles, ci lascia Arthur “Killer” Kane. Bassista del gruppo glam rock New York Dolls, ove resta dal 1971 al ’75, nel 2004 si riunisce ai compagni di un tempo per un nuovo album e un concerto celebrativo: 22 giorni dopo, il 13 Luglio, è ricoverato per una improvvisa astenia… Il tempo tecnico (due ore) per diagnosticarne la causa (una leucemia fulminante), e spira: ha solo 55 anni.

14 Luglio 1978: per la Sire Records esce “More Songs About Buildings and Food“, il secondo album degli inglesi Talking Heads. Il disco non è un gran successo di vendite, ma esibisce quel geniale miscuglio di funky psicotici, ritornelli nervosi e ritmi marziali tanto tipico dello stile di David Byrne e soci. Prodotto assieme a Brian Eno, contiene in scaletta “Found a Job”, “Artists Only”, “Thank You For Sending Me An Angel” e la cover del classico di Al Green “Take Me to the River“.

15 Luglio 1970: a Firenze nasce Ginevra Di Marco. Cantante originale e dalla voce espressiva, assurge a una prima notorietà grazie ai CSI di Giovanni Lindo Ferretti, che la convocano per “Ko de mondo” e per il successivo “In quiete”. Nella sua carriera solista ha esplorato linguaggi e tradizioni etniche europee (romene, ungheresi, slave, portoghesi e greche) e di altri continenti (cilene, messicane). Nel 2009, con “Donna Ginevra”, vince la Targa Tenco.

16 Luglio 2016: a 78 anni, nella natia New York, ci lascia nel sonno Boruch Alan Bermowitz , in arte Alan Vega. Artista performativo di ispirazione situazionista, è noto ai più per la sua partecipazione – assieme a Martin Rev – nella seminale no-wave band dei Suicide.

17 Luglio 1949: a Birmingham (UK) nasce Terence Geezer” Butler. Bassista elettrico (il suo idolo è Jack Bruce dei Cream), nel 1967 entra nei Polka Tulk, assieme al chitarrista Toni Iommi, al compagno di classe Ozzy Osbourne e al batterista Bill Ward: tempo di mettersi in quadro, e i quattro cambiano nome in Black Sabbath, uno dei gruppi più iconici di sempre, e fra gli inventori dell’heavy metal. Butler è uno dei primi bassisti della storia a usare un pedale Wah wah, e ad adottare accordature alternative.

18 Luglio 1988: a Ibiza la signora Christa Päffgen esce di casa e prende la bicicletta (“devo andare i centro a comprare della marijuana”). Qualche minuto dopo è trovata accasciata al suolo, incosciente, con la bici vicino: si pensa a una caduta e a una insolazione (quello fu il giorno più caldo dell’estate), ma gli esami denunciano un’emorragia cerebrale. Christa muore il giorno dopo: la figlia piange la madre, mentre il mondo della musica celebra Nico, la chanteuse fatale dei Velvet Underground, e la cupa sacerdotessa di riti musicali tenebrosi e gotici (“Desertshore”).

19 Luglio 1947: a Twickenham (UK) nasce Brian May. Da sempre innamorato della chitarra, per mancanza di soldi, inizia a costruire con le proprie mani (e con l’aiuto del padre ingegnere) uno strumento casalingo: la famosa “Red Special”, che usa ancora oggi. Il primo gruppo di rilievo in cui suona sono gli Smile, assieme al batterista Roger Taylor: passa poco tempo, in formazione entra il giovane Farrokh Bulsara, gli Smile si sciolgono, e nascono i Queen. Brian – lo sanno anche i sassi – è uno dei principali autori della band (sue sono, fra le molte, “Tie Your Mother Down”, “We Will Rock You”, “Who Wants to Live Forever”, “I Want It All” e “The Show Must Go On”), e uno dei chitarristi più originali e riconoscibili del rock. Due curiosità: da sempre, al posto del plettro, usa una monetina da 6 pence; ha un Pd.D in Astrofisica, con fior di collaborazioni di prestigio…tanto da meritare l’intitolazione di un asteroide (52665 Brianmay).