Domani avvenne: da lunedì 10 giugno 2024 a domenica 16 giugno

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

10 Giugno 2004: a Beverly Hills, per le complicanze di una malattia al fegato, ci lascia Ray Charles. Nato 74 anni prima in Georgia, e rimasto cieco a 7 anni, è uno dei monumenti della musica mondiale: perfino l’egocentrico Frank Sinatra deve cedere le armi, e ammettere che “Charles è l’unico, vero, genio dello show business”. Il soprannome “The Genius” è quanto mai azzeccato: non c’è campo della musica americana – dal jazz al blues, dal country al gospel, dal soul alla canzone d’autore – che, toccato dalla sua grazia, non ne esca trasfigurato in un qualcosa di nuovo. “I Got a Woman”, “What I’d Say”, “Georgia on My Mind”, “Halleluja I love her so”, “The Right Time”: vengono i brividi solo a nominarle!

11 Giugno 1966: il singolo dei Rolling Stones, “Paint It Black“, a un mese dalla sua uscita, raggiunge la vetta della classifica statunitense: è il primo brano della storia a conquistare il “numero uno” accogliendo l’indiano sitar nel suo sound… Un vezzo che presto diventerà moda!

12 Giugno 1949: a Derby (UK) nasce John Wetton. Cantante, bassista e chitarrista, nel ’72 entra nei King Crimson, con cui incide tre album, poi continua come turnista con varie band, e nel ’81 – assieme ad altri grandi nomi del Progressive inglese – fonda gli Asia: band che ottiene un improvviso successo (13 milioni di copie), ma che presto si sgretola, e lascia Wetton libero di continuare come solista e session man.

13 Giugno 1989: per la Polydor esce “Oro, Incenso e Birra“, quinto album di Zucchero e uno dei suoi lavori più completi e di successo. Attraverso un’equilibrata miscela di soul, rhythm and blues, pop, gospel e rabbia rock, e la collaborazione di artisti quali Eric Clapton, Clarence Clemmons e Rufus Thomas, Zucchero sforna un disco che vende paccate di copie (9 milioni), e dalla scaletta-capolavoro: “Overdose d’amore”, “Nietzsche che dice”, “Diavolo in me”, “A Wonderful World”, “Diamante”.

14 Giugno 1954: a Siena nasce Gianna Nannini. Figlia di un importante industriale dolciario, incide il primo album nel ’76, e diventa nota tre anni dopo, col singolo “America”, che sdogana il tema della masturbazione femminile. Il suo successo, che supera i patrii confini e arriva sino in Germania, si conferma con “Fotoromanza” e il successivo “Bello e impossibile”, e attraverso fortunate collaborazioni (Bennato e Jovanotti): icona della trasgressione, del femminismo e della libertà, Gianna continua ancora adesso a sgolarsi e a tenere alta la bandiera del rock italiano al femminile. Suo fratello Alessandro è stato un noto pilota di F1.

15 Giugno 1996: a Beverly Hills, a 79 anni, muore Ella Fitzgerald. La sua infanzia misera è riscattata da una carriera stellare: voce straordinaria e inimitabile, dotata di un’estensione di più di tre ottave; artista di enorme versatilità e longevità, in grado di duettare alla pari con le arditezze cromatiche e ritmiche degli strumentisti Bebop; vincitrice di 14 Grammy; e leggenda immortale dello scat. Non aggiungerei altro…

16 Giugno 1972: per la RCA esce “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars“, quinto album di David Bowie. Sorta di concept album, narra di un ragazzo che vive in un mondo sull’orlo dell’apocalisse e – promosso rockstar grazie a un legame con forze di un’altra dimensione – diventa una sorta di messia: arrangiata dal fido Mick Ronson, questa metafora in musica del divismo rappresenta uno dei vertici del “primo Bowie” ed uno dei simboli del Glam Rock. In scaletta, “Starman”, “Rock and Roll Suicide”, Suffragette City” e “Five Years”.

Domani avvenne: da lunedì 29 aprile 2024 a domenica 5 maggio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

29 Aprile 1899: a Washington (USA) nasce Edward Kennedy “Duke” Ellington. Duke è un vero e proprio monumento non solo del jazz, ma dell’intera musica americana: dai concerti “per bianchi” al mitico Cotton Club alle orchestrazioni raffinate, dai pezzi “jungle” alle composizioni astratte, dai grandi ballabili Swing agli assoli “parlanti” del suo trombonista Nanton, Duke attraversa mezzo secolo di storia e di successi sempre sulla breccia, e sempre ricercando nuove soluzioni di arrangiamento. Indimenticabili le sue “Perdido”, “In a Sentimental Mood”, “Sophisticated Lady”, “Take the A-Train” e “Caravan”.

30 Aprile 1966: “Aftermath“, quarto album dei Rolling Stones, raggiunge il primo posto della classifica inglese. Primo lp degli Stones interamente a firma Jagger e Richards, presenta una scaletta varia, coesa e di altissimo livello: il blues melodico e imbrattato di Caraibi di “Out of Time”, gli esercizi rhythm’n’blues di “High and Dry”, “Stupid Girl” e “Doncha Bother Me”, la marimba di “Under my Thumb”, la dolcissima “Lady Jane”, la cupa “Paint It Black”, la sarcastica “Mother’s Little Helper”, e la divagante iterazione blues di “Going Home”.

1° Maggio 2023: a Toronto, alla bell’età di 85 anni, ci lascia Gordon Lightfoot. Cantautore canadese, è il primo artista del suo paese a imporsi come stella della country music: la carriera inizia relativamente tardi, nel 1962, e arriva al successo durante gli anni Settanta, con canzoni come “Sundown” e “The Wreck of the Edmund Fitzgerald”. Le sue canzoni sono state incise da artisti come Presley, Johnny Cash, Bob Dylan, Barbra Streisand ed Harry Belafonte.

2 Maggio 1989: per la Fiction Records esce “Disintegration“, ottavo album della band inglese The Cure. In questo lavoro, Robert Smith e soci compongono un quadro allucinato e maturo, in cui il loro tipico sound dark, cupo, ossessivo e introspettivo, accoglie influenze psichedeliche e elementi pop in modo pressoché perfetto. In scaletta troviamo brani come “Lullaby”, “Pictures of You”, “Lovesong” e la lunga title-track. È inoltre il primo album dei Cure a raggiungere la top 10 della classifica italiana.

3 Maggio 1934: a Newark (New Jersey) nasce Francesco Stephen Castelluccio, in arte Frankie Valli. Cantante, si getta nella mischia nel 1955 ma deve attendere sino al 1960 per arrivare all’agognato successo: assieme a Tommy DeVito e al compositore Bob Gaudio, i Four Seasons sfornano le grandi hit “Sherry”, “Beggin’”, “Rag Doll” e “Big Girls Don’t Cry”. Cantante dotato di un falsetto caratteristico e di un’estensione vocale strepitosa (otto, le ottave stimate), durante la carriera solista ottiene lo storico successo di “Can’t Take My Eyes Off You” (1967).

4 Maggio 1941: a Farifield (Virginia) nasce Nickolas Ashford: autore che, assieme alla moglie Valerie Simpson, stabilisce una partnership di successo. Questa coppia Soul arriva alla Motown dopo aver donato a Ray Charles “Let’s go Get Stoned”, e ad Aretha Franklin “Cry Like a Baby”: qui spendono buona parte del loro talento per Marvin Gaye – per cui scrivono “Ain’t No Mountain High Rnough”, “Your Precious love” e “Ain’t Nothing Like the Real Thing” – e, negli anni Settanta, per Diana Ross.

5 Maggio 1988: a Londra nasce Adele Laurie Blue Adkins, per i più semplicemente Adele. Cantante, nel 2006 si diploma in musica e, attraverso alcuni brani caricati sulla piattaforma Myspace, attira l’attenzione dei discografici: fra l’esordio del 2007 e “21”, album uscito nel 2011, Adele amplia la sua popolarità sino agli States. La conquista dell’Oscar per il singolo “Skyfall” corona un periodo di straordinario successo, che la impone fra le migliori interpreti del moderno Soul dalla pelle bianca, con un palmares di premi e vittorie impressionante.

Il Blues del Pompinaro – Mai scherzare con gli Stones!

Ciao a tutti. Approfitto di questo strano giorno – il 29 Febbraio – per raccontarvi una storia un po’ particolare: e, come si può intuire dal titolo del post, che evoca immagini vaghe di una certa impudicizia… 🙂

Dunque, è il 1971, e i Rolling Stones – dopo anni di fedeltà alla scuderia discografica Decca – hanno appena fondato una loro etichetta, dal fantasioso nome di “Rolling Stones Records”: il primo lavoro stampato in proprio è l’album “Sticky Fingers“… Uno dei loro 33 giri più importanti, e per vari motivi: in primis per la scaletta, che contiene classici assoluti come “Brown Sugar”, “Bitch”, “Wild Horses” e “Sister Morphine”; in secondo luogo per l’iconica copertina, ad opera di Andy Warhol, che mostra un dettaglio di un paio di jeans con un bel rigonfiamento all’altezza dei genitali (nelle prime stampe, la cerniera era anche apribile!); e in terza istanza, per la questione del “45 giri perduto” (così lo chiamo io). E qui arriviamo al pompino del titolo…  Continua a leggere “Il Blues del Pompinaro – Mai scherzare con gli Stones!”

Domani avvenne: da lunedì 15 gennaio 2024 a domenica 21 gennaio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

15 Gennaio 1967: i Rolling Stones sono ospiti del famoso Ed Sullivan Show, per promuovere il loro ultimo singolo, “Let’s Spend the Night Together”: l’anchorman, noto conservatore, intima agli Stones di cambiare l’allusivo refrain in “Let’s Spend Some Time Together”, minacciando di bloccare la messa in onda. E Jagger accetta…

16 Gennaio 1988: a poco più di due mesi e mezzo dalla sua uscita “Faith“, l’album d’esordio di George Michael, arriva al primo posto della classifica statunitense. Disco interamente scritto e prodotto dall’ex Wham!, contiene alcuni classici assoluti come la title track, “I Want Your Sex”, “One More Try” e “Father Figure”.

17 Gennaio 1956: a Luton (UK) nasce Paul Young. Cantante (ma anche bassista e chitarrista) attraversa gli anni Settanta ospite di diversi gruppi minori, e nel 1982 debutta come solista: la sua voce, con morbide venature soul, ne fa uno degli artisti di maggior successo di quella decade, con brani come “Love of the Common People”, “Everytime You Go Away” e la cover di “Senza una donna” di Zucchero. Il resto della carriera, che continua ancora oggi, è funestato da gravi problemi alle corde vocali.

18 Gennaio 1989: il fuoriclasse della soul music Stevie Wonder è ammesso nella Rock and Roll Hall of Fame: a soli 38 anni, è il musicista più giovane di sempre a ricevere questo onore.

19 Gennaio 1949: a Batley (UK) nasce Robert Palmer. Cantante, dopo anni di tentativi trova il successo alla fine degli anni Settanta, con brani di pop sofisticato contaminato da spirito soul: i titoli più famosi sono “Johnny and Mary” (il cui videoclip è trasmesso nel giorno del debutto di MTV), “Addicted to Love” e “Every Kinda People”.

20 Gennaio 1969: i Led Zeppelin, ancora senza un disco alle spalle, ma in tour negli Stati Uniti come spalla di diversi altri complessi, si esibiscono al Wheaton Youth Center (Illinois): in sala, una cinquantina di persone; e il compenso, soli 250 dollari. Un inizio davvero in sordina… 🙂

21 Gennaio 2004: David Palmer, il barbuto arrangiatore e tastierista degli inglesi Jethro Tull, annuncia di aver completato la transizione di genere: da ora, il suo nome sarà Dee Palmer.

Domani avvenne: da lunedì 11 dicembre 2023 a domenica 17 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

11 Dicembre 1916: a Matanzas (Cuba) nasce Pérez Prado. Pianista, mentre è in Messico, con la sua orchestra fonde il Jazz con il Danzon, introduce ottoni mordenti e la batteria, e qualifica il nuovo stile con la sommaria (per lui) qualifica di Mambo. Le sue composizioni – “Mambo n° 5”, “Patricia” e “La Cucaracha” – sono semplici, ma di straordinaria orecchiabilità e ballabilità, e conquistano prima l’America Latina e gli Stati Uniti, e poi l’Europa: e viva il Re del Mambo!

12 Dicembre 1980: per la Epic esce “Sandinista!“, quarto album della band inglese The Clash. In questo triplo vinile, dal titolo volutamente provocatorio contro la posizione della Thatcher nei riguardi dei rivoluzionari nicaraguensi, i Clash “tradiscono” il punk delle origini a favore di una contaminazione senza eguali di generi e tendenze (dub, reggae, ska, atmosfere jazzate, funk) dando vita a un disco fondamentale e unico, che guarda verso il futuro. In scaletta, “The Magnificent Seven”, “Police on my Back”, “Charlie Don’t Surf”, “Hitsville U.K.”

13 Dicembre 1949: a Morristown (New Jersey) nasce Thomas Miller, in arte Tom Verlaine (in omaggio al poeta decadente francese). Giovane saxofonista appassionato di John Coltrane, passa presto alla chitarra elettrica, sviluppando in autonomia uno stile molto personale. A scuola conosce la futura icona punk Richard Hell, con cui fonda i Neon Boys, che nel 1973 si trasformano nei Television: band che, attraverso successivi cambi di formazione, nel ’75 assume un assetto stabile, e debutta con lo straordinario “Marquee Moon”… Uno dei lavori più creativi e rappresentativi della scena post punk newyorkese, illuminato dalle composizioni, dai testi, dalla voce e dalla chitarra di Tom.

14 Dicembre 1963: a Detroit, all’età di 39 anni, ci lascia Ruth Lee Jones, in arte Dinah Washington. Cantante, nel 1942 entra nel giro del canto jazz, e nel ’48 approccia il repertorio sofisticato della grande canzone americana. La voce penetrante, l’enunciazione cristallina e soprattutto un’impressionante versatilità consentono alla Washington di non soffermarsi troppo su un genere, e di spaziare nel vasto mare della canzone moderna, influenzandone i destini: il solo stile in cui non si cimenta è il gospel!

15 Dicembre 1943: a Kansas City, a soli 39 anni, per una polmonite, muore Thomas “Fats” Waller. Uomo arguto e dalla personalità strabordante, autore fecondissimo e dalla rapidità compositiva leggendaria, metà guitto e metà serissimo professionista, alterna Bach e jazz, le gare di abilità pianistica alle canzonette, gli esperimenti con l’organo (è il primo, eccellente, organista del jazz) a siparietti comici alla radio: suoi i notissimi standard “Squeeze Me”, “Ain’t Misbehavin’” e “Honeysuckle Rose”.

16 Dicembre 1974: il chitarrista Mick Taylor lascia i Rolling Stones, con cui è in formazione dal 1969. Le cause della scelta sono ancora adesso poco chiare: un misto probabile di insofferenza verso l’allora eroinomane Keith Richards, la difficoltà a sopportare la vita da star e il mancato riconoscimento per il suo contributo di autore. Al suo posto, direttamente dai Faces, Ron Wood.

17 Dicembre 1963: il DJ della WWDC di Washington, James Carroll, dopo le maniacali insistenze di una giovanissima ragazzina, tal Marsha Albert, trasmette per la prima volta in assoluto in America il singolo “I Want to Hold Your Hand”, dei Beatles… Band che in Inghilterra ha scatenato una follia collettiva, ma che negli Stati Uniti nessuno (per ora) si fila. La storia cambia: il brano piace, inizia a vendere, e nel giro di 45 giorni arriva al primo posto delle classifiche… Inizia la Beatlemania!

Domani avvenne: da lunedì 4 dicembre 2023 a domenica 10 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

4 Dicembre 1980: «Vogliamo che si sappia che la perdita del nostro caro amico insieme alla nostra armonia indivisibile, ci ha portato a decidere che non potevamo continuare come prima». Con questo scarno annuncio, a due mesi e mezzo dalla tragica morte del batterista John Bonham, i Led Zeppelin annunciano la fine della loro avventura artistica.

5 Dicembre 2017: a Marnes-la-Coquette (Francia), per un tumore polmonare, a 74 anni ci lascia Jean-Philippe Smet, in arte Johnny Hallyday… Il più importante cantante pop-rock di Francia, e attore con ruoli da protagonista con registi come Godard, Leconte, Lelouch e Costa Gavras. E circa cento milioni di dischi venduti!

6 Dicembre 1968: per la Decca Records esce “Beggar’s Banquet“, il settimo album dei Rolling Stones e uno dei migliori dischi rock della storia. In questo lavoro gli Stones si spostano decisamente su un linguaggio “americano”, dove interpretano alla luce della loro sensibilità “inglese” blues, rock, country e folk: in queste incisioni il fondatore Brian Jones, vittima di un progressivo degrado psicologico e fisico, limitata la sua presenza a pochi interventi. In scaletta, la divertente “Dear Doctor”, la polemica “Street Fighting Man”, la ballata “No Expectations” e il fenomenale sabba di “Sympathy for the Devil”. La copertina ogirinale, censurata, rappresenta l’interno di un lurido bagno pubblico, istoriato da graffiti.

7 Dicembre 1980: a Los Angeles, a causa di un’overdose di eroina, muore Jean Paul Beahm, in arte Darby Crash. Cantante, dopo un’infanzia a dir poco “problematica”, assieme all’amico Pat Smear nel ’77 forma i Germs, una delle band più importanti e seminali del filone hardcore-punk. Pare che l’overdose sia stata intenzionale, il riuscito esito di una serie quasi infinita di promesse e tentativi mai riusciti… Oscurato, pochissime ore dopo, dall’omicidio di John Lennon.

8 Dicembre 1943: a Melbourne (Florida) nasce James Douglas “Jim” Morrison. Figlio di un ufficiale di Marina, adolescente inquieto e creativo, ribelle e trasgressivo, nel ’64 si iscrive all’UCLA di Los Angeles: l’anno dopo, sulla spiaggia di Venice Beach, incontra il tastierista Ray Manzarek (dei Rick & The Ravens), e di lì a poco, con l’ingresso di John Densmore e Robby Krieger, nascono The Doors. Jim, con i suoi comportamenti sopra le righe, la voce profonda e cangiante, le liriche decadenti e simboliste, e una presenza scenica magnetica, caratterizza in modo profondissimo non solo i Doors, ma la stessa storia del rock.

9 Dicembre 1950: a Napoli, da padre napoletano e madre gallese, nasce Alan Sorrenti. Cantante dalle grandi doti vocali, inizia la carriera nel 1972 con l’album “Aria”, rarissimo caso di disco italiano estremo e sperimentale, vicino al canto psicologico e interiore di Tim Buckley. Nel ’77 la clamorosa svolta: sposa la dance americana, e con “Figli delle stelle” e “Tu sei l’unica donna per me” mette a segno due colpi commerciali di straordinaria fortuna.

10 Dicembre 1973: al 315 di Bowery Street (New York) apre le porte il club CBGB. Pensato per ospitare Country, Blues e BlueGrass (dalle cui iniziali trae origine la curiosa sigla), diventa invece il simbolo del punk americano, dove trovano ospitalità band come i Television, Ramones, Patti Smith e Blondie. Il locale chiude nel 2006.