Un’Ortensia, cent’anni e mille ricordi

Ciao a tutti! Lunedì sera, un tuffo nei ricordi… E, come sempre, qualche connessione col mondo della musica c’è!
L’occasione è stata la festa per il centenario di una cara signora, Ortensia: una vicina di casa di un paesino del Monferrato di un centinaio d’anime in cui, dai 6 ai 29 anni, ho trascorso le mie estati più felici. Ho già raccontato altrove qualcosina di quel verde paesello e di quei momenti: se volete, potete leggerlo QUI.

Fatto sta che lunedì, in corrispondenza dell’esatto centenario della signora Ortensia, la figlia ha pensato di chiamare a raccolta amici, parenti e ex-vicini per una bella festa: tanta gente, una gran tavolata all’aperto, orario decisamente “anziano-piemontese” (anche in considerazione dell’età dell’ospite: ore 19, si inizia!), chiacchiere, volti noti e volti sconosciuti, parecchi “Ciao come stai… da quanto tempo… hai saputo che…“, e molta allegria. Continua a leggere “Un’Ortensia, cent’anni e mille ricordi”

Uno speciale pomeriggio normale

Ciao a tutti. Oggi non parlo di musica: cosa strana, per questo blog, ma non del tutto inconsueta. Nessuna emergenza o sfiga, nessun allarme o evento eccezionale da raccontare: ma la cronaca di un pomeriggio normale, eppure speciale.

E’ sabato, sono in visita da mia madre, come tutti i weekend: ha 86 anni, e mi fa piacere passare una giornata con lei, nonostante la testa dura. Mi fa piacere, si: ma oggi, chissà perché, mi sento nervoso e ho bisogno di un po’ d’aria; e, visto che ha smesso di piovere, me ne vado a fare un giro. E’ pomeriggio. Bighellono per le vie della mia città natale senza una meta precisa, giusto per sentire quest’aria leggera del dopo pioggia, che tanto mi piace: così come mi piace l’atmosfera di provincia, che sa di passato, di strade un po’ storte, di gente che si saluta con un cenno, e di saracinesche di negozi che sferragliano… Come direbbe il mio illustre concittadino, “quelle drogherie di una volta, che tenevano la porta aperta davanti alla primavera“.

Svolto in una via laterale, e mi trovo davanti alla Chiesa di San Martino: ci sarò entrato due volte in vita mia, e ne ho solo un vago ricordo. E’ ancora presto ma il portone, stranamente, è aperto: scosto il velluto viola, metto il viso dentro, butto un occhio e, dalla mia destra, giunge una voce… “Buongiorno“. Su una sedia di plastica, in un angolo, c’è un uomo: un signore d’età, piccolino, robusto, con un giubbotto, un berretto di lana e due bei baffi, mi saluta. Simpatico. “Buongiorno a lei. Sa, pur essendo nato qui, è da tanto che non entro in questa chiesa…“, faccio, quasi a giustificarmi. “Ha fatto bene. Sa che questa, per importanza, è la terza chiesa della città? Se vuole, facciamo una visita“. Continua a leggere “Uno speciale pomeriggio normale”

Il juke box dei ricordi

Ottobre, per me, è un mese zeppo di ricordi e date care: e, in particolare, la seconda decade. Mio padre è nato il 13, mia madre il 17, si sono sposati il 14, e in più la Mia Signora fa gli anni il 19! Quest’anno, se ci fosse stato, mio padre avrebbe compiuto 100 anni: e così sabato mattina (giorno del loro anniversario) sono tornato in città, con la mamma siamo andati assieme al cimitero, e poi a mangiare qualcosa… Per l’occasione ho scelto la trattoria del paesello di campagna dove ho passato le estati dai 6 ai 29 anni. Un posto che, per motivi diversi, ci suscita tanti ricordi: molti piacevoli, qualcuno spassoso, altri nostalgici e altri ancora (pochi, per fortuna) dolorosi… Un paesello davvero piccolo: una frazione di frazione in pieno Monferrato, che conta si e no centocinquanta abitanti, ma che ha appunto una trattoria.

Aperta nel 1979 come bar e negozio, pian piano, grazie al figlio minore e all’inossidabile mamma, si è trasformata in un piccolo ristorantino dove trovare i classici piatti piemontesi, poca scena e tanta sostanza. Io ci ero tornato un paio di volte: ma mia madre era da 30 anni che non ci passava nemmeno davanti. E’ stato bello che mamma e figlio (noi) incontrassero, dopo tanto tempo, figlio e mamma (loro): tanti ricordi, chiacchiere, “ma come sta bene“, “non siete cambiati per niente“, “anche voi non scherzate“, un abbraccio… E l’immancabile flash!

All’ingresso, ora come allora, c’è ancora il vecchio juke box. Un apparecchio – così mi racconta il “ragazzo di 52 anni” – che risale al 1969, e comprato quando aprirono il locale: e, anche se spento, ancora funzionante. Mi ricordo di tante, tante sere passate al bar, a prendere un gelato, e a mettere 100 (o 200?) lire nel macchinario, per ascoltare una canzone assieme agli amici del cortile: e molte di quelle canzoni sono ancora lì, a fianco degli immancabili pezzi di liscio e dei ballabili anni Sessanta. Ecco qualche foto (la qualità è quella che è…) Continua a leggere “Il juke box dei ricordi”