Canta che ti passa #14

Tempo di pulizie, tempo di riflessioni: tempo di memoria.

Sarà perché – si voglia o meno ammetterlo – questa non è una situazione che si possa attraversare senza qualche sconquasso, è facile cadere in una fuga all’interno di noi stessi: che, quasi per automatismo, comporta il ripiegarsi sul passato. Un passato recente, innanzitutto, verso cui è semplice avere un atteggiamento di benevolenza: perché l’ormai proverbiale “mondo prima di febbraio 2020” ci appare sempre più lontano, e chissà se e come sarà quello che ci aspetta. E poi c’è il “passato-passato”: quello della giovinezza… Che è roba vecchia, letteralmente, di decenni: ma pronta a balzare fuori all’improvviso, sollecitata da uno straccio per la polvere e da una (mal)sana voglia di riordinare le stanze, e a dare un nuovo gusto alla giornata.

Complice il tempo regalatoci da questa emergenza, riemergono allora cose dimenticate, messe in un cassetto (mentale, prima che fisico) e lasciate lì, a depositare ricordi e memorie. Fra i molti oggetti rinvenuti, ho trovato una buona trentina di musicassette: che proprio nascoste non erano, ma che la mia coscienza – a forza di vederle al solito posto, da tempo immemore – non notava manco più. Cassette casalinghe, beninteso, quasi tutte prive di confezione, impolverate e senza un titolo: qualche parola o sigla, che al tempo erano per me più chiare di un titolo stampato in grassetto, ma ora oscure come un codice segreto.

La voglia di ascoltarle mi ha subito preso, come una febbre. E c’è davvero di tutto. Continua a leggere “Canta che ti passa #14”