Io non so parlar di musica #26 – Wuthering Heights

Ciao a tutti. Per la rubrica “Io non so parlar di musica” oggi tiro fuori dal cappello un brano di Kate Bush del 1978: me lo ricordo bene, per radio, e mi ricordo anche che all’epoca non è che mi piacesse molto… Ma con gli anni è diventato uno dei miei preferiti.

Kate scrive la canzone a 18 anni, ispirata dalla visione dell’omonimo film, “Wuthering Heights” (“Cime Tempestose”), a sua volta tratto dal romanzo di Emily Brontë: incuriosita dalla storia e dal soggetto, scopre di avere in comune il nome della protagonista (Catherine – Kate) e la data di nascita della Brontë (30 luglio)… E affida a questo piccolo e grande segno del destino il titolo di quello che sarà il suo singolo di debutto assoluto.

Come spesso accade nei capolavori, il passaggio da idea a realizzazione è poco più che fulmineo, e infatti la Bush scrive il pezzo nell’arco di qualche ora. E se dico capolavoro non lo dico casualmente: so che Kate Bush può avere (e ha) un timbro vocale particolare di non immediata presa, una specie di voce sopranile che può piacere o dar fastidio… Ma forse l’unica adatta a cantare un pezzo che – per quanto mi riguarda – è una delle canzoni pop più complesse e difficili della storia, ricca com’è di tempi composti e di svolazzi su e giù dal pentagramma.

Il pezzo va a finire sul suo album d’esordio (“The Kick Inside“), ed è proprio Kate a imporre alla EMI questa canzone per il lancio commerciale del vinile: e ha ragione, tanto che “Wuthering Heights” raggiunge il primo posto nelle classifiche di diversi paesi, Italia compresa, e fa di Kate la prima artista femminile a piazzarsi al primo posto della hit parade inglese con una canzone a propria firma.

Un brano complesso e meraviglioso, una ballad ondeggiante e magica, quasi arcana, e che spesso – fra mille brividi – mi trovo ad accompagnare i miei pensieri: e che ora vi propongo, attraverso un videoclip un po’ datato, sì, ma figlio del suo tempo.

Come sempre, la parola alla musica. Buon ascolto!

Kate Bush  – “Wuthering Heights

Tratto da “The Kick Inside” (1978)

Domani avvenne: da lunedì 24 luglio 2023 a domenica 30 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

24 Luglio 1962: per la Stax esce il singolo “Green Onions“, dei soul men Booker T. & the M.G.’s. Strumentale condotto da un riff di organo Hammond pieno di groove, è pubblicato senza troppa prosopopea e ambizioni: il titolo “cipolle verdi” punta proprio a quello, a suggerire “una cosa di poche pretese, che si può buttar via senza pensarci troppo”: ma di sciocchezza non si tratta, tanto che il disco si arrampica in classifica fino al primo posto di quella r&b, e al terzo di quella pop, e diventa un classico!

25 Luglio 1943: a Liverpool nasce Jim McCarthy. Batterista attivo nei Suburban R&B assieme a Chris Dreja, nel 1963 unisce le forze con la Metropolis Blues Band di Paul Samwell-Smith e Keith Relf: dalla fusione dei due gruppi, e col successivo ingresso del giovane Eric Clapton, nascono cosi The Yardbirds, una delle band più influenti e importanti del primissimo rock inglese. Con gli Yardbirds resta sino al ’68, per poi approdare ai Renaissance.

26 Luglio 2018: al leggendario Cavern Club, sede dei primi concerti dei giovanissimi Beatles, Paul McCartney si esibisce in un concerto gratuito per sole 200 persone, annunciato poche ore prima su Twitter, con accesso “chi prima arriva, primo si serve”. Il set comprende 27 canzoni, fra hit dei Beatles, e brani della carriera solista di Macca. Attenzione: il “vero Cavern” non esiste più dal ’73, ma è stato ricostruito pezzo per pezzo, utilizzando per quanto possibile i vecchi mattoni!

27 Luglio 1979: per la Atlantic esce “Highway to Hell“, sesto album degli AC/DC. Ultimo album con il grande Bon Scott (che morirà pochi mesi dopo) alla voce, è uno dei dischi più famosi e di successo della hard rock band australiana: in scaletta, la notissima title track, “Girsl Got Rhythm” e “If You Want Blood (You’ve Got It)”.

28 Luglio 1943: a Chicago nasce Mike Bloomfield. Bluesman e polistrumentista a tutto tondo, e di pelle bianca, nel ’65 è scritturato da Dylan per l’incisione dello storico “Highway 61 Revisited”, e con l’armonicista Paul Butterfield fonda l’omonima Blues Band, capace di un audace crossover fra rock, jazz, blues, raga e psichedelia. Successivamente dà vita agli Electrig Flag, e dopo il ritiro dai grandi palcoscenici si immerge nello studio del blues delle origini.

29 Luglio 1966: mentre è alla guida della sua Triumph Tiger T100, presso Bearsville (New York), Bob Dylan è vittima di un incidente stradale. Nessuno sa, ancora oggi, quali furono le reali circostanze e le conseguenze: fatto sta che per un anno Bob sparisce letteralmente dalla circolazione. Dylan approfitta della situazione per allontanarsi dal caos, e riprendere il controllo: il primo passo sarà il ritiro nella “casa rosa” assieme agli amici della Band, a riscoprire vecchi standard folk… Da qui, i mitici “Basement Tapes”.

30 Luglio 1958: a Bexleyheath (UK) nasce Kate Bush. Ancora bambina si dedica a canto, danza e pianoforte: presto è introdotta nel mondo del disco da David Gilmour, e nel ’78 fa il debutto ufficiale. “The Kick Inside”, grazie allo strepitoso singolo “Wuthering Heights“, diventa un successo mondiale. Kate è una cantante e autrice eccentrica, dotata di una voce sopranile, e capace di un curioso mix fra folk, rock, influenze classiche ed etniche: è inoltre la prima artista femminile a piazzarsi al primo posto della hit parade con una canzone composta da lei. Fra successi continui, momentanei ritiri e ritorni, la carriera della Bush continua ancora oggi.

Domani avvenne: da lunedì 17 febbraio 2020 a domenica 23 febbraio

17 Febbraio 1978: per la EMI esce “The Kick Inside“, primo album di Kate Bush. Il disco arriva al primo posto della classifica inglese, aggiudicandosi tre dischi di platino: in scaletta 13 pezzi della penna della stessa Bush, fra cui “Wuthering Heights” e “Them Heavy People”. Non male per un’esordiente assoluta…

18 Febbraio 1946: a Boretto (RE) nasce Giulio Capiozzo. Dopo alcune esperienze in complessi beat in qualità di batterista, nel 1972 assieme a Demetrio Stratos e Patrick Djivas fonda il gruppo degli Area. Dopo il 1982 si avvicina al jazz, suonando con solisti del calibro di George Coleman e Dexter Gordon, e senza mai cessare di interessarsi alle percussioni e alle poliritmie (fra i suoi campi di studio, la musica basca, la cubana, l’India, Trinidad).

19 Febbraio 1957: a Vienna, unico sopravvissuto di una gravidanza trigemellare, nasce Hans Hölzel. Nel 1977 si trasferisce a Berlino e, impressionato (chissà perché) da un saltatore di sci della DDR, tal Falko Weißpflog, adotta il nome d’arte di Falco. Tornato a Vienna, inizia a suonare come bassista e cantante nella punk band Drahdiwaberl, e nel 1980 debutta come solista: il suo primo singolo, il rap “Der Kommissar” (1981), raggiunge il primo posto in diversi paesi europei: ancor meglio farà “Rock Me Amadeus”, il primo brano in tedesco a conquistare la vetta delle classifiche americane.

20 Febbraio 1898: a Chicago nasce Jimmy Yancey. Jimmy intraprende fin da giovanissimo la trafila di cantante e ballerino di vaudeville, per poi passare al piano; in poco tempo acquisisce una padronanza della tastiera entusiasmante, e diventa il pianista più richiesto nel circuito dei rent parties: un autentico capofila, l’unico dei pianisti del boogie arcaico a suonare su tempi relativamente lenti, e il più grande dei pianisti barrelhouse.

21 Febbraio 1967: nello Studio 3 di Abbey Road della EMI, ha luogo la prima session di incisione di “The Piper at the Gates of Dawn“, fulminante esordio dei Pink Floyd. E, nello studio accanto, i Beatles registrano “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, e i Pretty Things “S.F. Sorrow”. Bei tempi.

22 Febbraio 1987: a New York, a 69 anni, muore il genio della Pop Art Andy Warhol. Warhol ha, inoltre, sostenuto e promosso attivamente alcuni gruppi , tra cui i Velvet Underground, per i quali ha disegnato la celebre copertina dell’album d’esordio (quello con la banana!) e numerosi artisti anche stranieri, tra cui l’italiana Loredana Bertè.

23 Febbraio 1964: a Vardø (Norvegia) nasce John Norum. Trasferito in Svezia, mostra subito un talento precoce per la chitarra, tanto che a 12 fonda la sua prima band. Sulle piste delle moto cross (l’altra sua grande passione) conosce il cantante Joakim Larsson, e iniziano a suonare assieme. Nel 1982 il vocalist assume il nome d’arte di Joey Tempest, e la band cambia la ragione sociale in Europe: band in cui John rimarrà sino al 1986, per poi proseguire con Don Dokken, e in una carriera solista con nove album all’attivo.