Ciao a tutti. Come spesso capita, arrivo tardi sulle polemiche del giorno: la questione Mannoia-Ruggeri (che, da cosa ho capito, risale a quasi un mesetto fa) è giunta alle mie orecchie da pochissimo, ma ha avuto già il tempo di scavare qualche solco nella mia coscienza. Molti di voi probabilmente ne sono già a conoscenza, ma un minimo di riassunto è d’obbligo. Continua a leggere “Polemiche che mannoiano”
Tag: Enrico Ruggeri
Il pop italiano e la censura (parte prima)
Ciao a tutti. Oggi riprendo il filo di una narrazione che, prima per l’Italia Fascista, e poi per l‘Unione Sovietica, aveva affrontato, seppur indirettamente, il discorso su musica e censura: ma sarebbe troppo bello se la censura riguardasse solamente governi dichiaratamente dittatoriali! Anche il Bel Paese del Dopoguerra democristiano ha vissuto – e vive tutt’ora, con governi differentemente orientati – parecchi esempi di “scomunica” culturale: casi che riflettono, del nostro paese, un certo momento storico e l’humus culturale diffuso (o preteso tale), quali sono o meno le sue credenze, i suoi punti ciechi e le vie di fuga. E così ho pensato di proporvene un breve elenco.
No, nessuna discussione teorica: ma una piccola premessa, sì. La censura non è mai una bella cosa, come tutte le proibizioni etiche o politiche: a volte pare necessaria, a volte (poche) lo è, e moltissime volte invece non lo è per nulla. E, come vedremo, spesso è – più che una necessità reale – una preoccupazione preventiva, una marchetta, una pruderie di cui si vuole far bello il censore verso i veri detentori del potere. Una marchetta sovente ridicola, spesso inutile, e quasi sempre controproducente.
Detto questo, chiacchieriamo un po’. Ho diviso i casi più eclatanti di censura musicale a seconda del “tema” che ha scatenato le ire censorie… In questa puntata (sì, perché di carne al fuoco ce n’è molta) parliamo di sesso e religione (due materie che, anche nella cronaca, si trovano spesso abbinate…): nella prossima occasione, invece, di politica, guerra e morale pubblica! Continua a leggere “Il pop italiano e la censura (parte prima)”
Domani avvenne: da lunedì 5 giugno 2023 a domenica 11 giugno
Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!
5 Giugno 1957: a Milano nasce Enrico Ruggeri. Cantante e autore, inizia la carriera nel 1974 negli Champagne Molotov, che dopo tre anni si trasformano nei Decibel: gruppo che ottiene visibilità a Sanremo 1980 con l’originale “Contessa”. Nel 1981 Ruggeri debutta come solista, in coppia con l’autore e chitarrista Luigi Schiavone, fondando un sodalizio che lo accompagna per tutta la carriera: carriera che ha visto Enrico crescere in popolarità e successo per tutti gli anni Ottanta e Novanta, culminando nella vittoria sanremese del 1987, assieme a Morandi e Tozzi, e nella riconferma in solitaria nel 1993. In parallelo, Ruggeri ha iniziato un’attività di conduttore televisivo e scrittore.
6 Giugno 1986: nella natia Londra, all’età di 64 anni, si spegne Dick Rowe. Manager al soldo della Decca fra il 1953 e il 1975, passa alla storia per il “due di picche” rifilato agli ancora sconosciuti Beatles, in disperata ricerca del primo contratto discografico, con questa frase lapidaria: “I gruppi con chitarre stanno finendo, i Beatles non hanno futuro nello show business”. Si riprenderà presto dallo shock: sarà lui, infatti (anche se suggerimento del beatle Harrison!) a mettere sotto contratto gli esordienti Rolling Stones. Ne ho parlato qui.
7 Giugno 1963: per la Decca Records esce “Come On“, cover di un recente brano di Chuck Berry, e che rappresenta il singolo d’esordio dei Rolling Stones. Il 45 giri raggiungerà il ventunesimo posto della classifica inglese: sulla B side, la cover di Willie Dixon “I Want to Be Loved”.
8 Giugno 1940: a Jersey City (New Jersey) nasce Nancy Sinatra. Primogenita di Frank Sinatra e della prima moglie Nancy Barbato, ballerina e cantante, dopo un inizio balbettante si trasforma in un’icona, adottando un look sensuale e aggressivo, e uno stile più moderno e cool: famosissima le sue “These Boots Are Made for Walkin'”, “Bang Bang” e “Somethin’ Stupid“ che – cantata in coppia col padre – diventa il primo e unico caso di “numero uno” di padre e figlia.
9 Giugno 1984: a poco più di 4 mesi dalla sua uscita il singolo “Time After Time“, scritto e cantato dalla statunitense Cyndi Lauper, raggiunge il primo posto della classifica americana. Secondo 45 giri di Cyndi, è accompagnato da un videoclip in cui la protagonista, verso il termine, ripete il titolo tramite la lingua dei segni.
10 Giugno 1966: per la Emi esce “Paperback Writer“, undicesimo singolo dei Beatles. Pubblicato nel bel mezzo di quello che si rivelerà essere il loro ultimo tour, presenta sul lato “A” l’omonimo brano, scritto da Paul McCartney, mentre sul retro si trova la psichedelica “Rain”, a firma Lennon. Le due canzoni non compaiono in nessun album ufficiale dei Fab Four.
11 Giugno 2015: a New York, a 85 anni, ci lascia Ornette Coleman. Sassofonista di nascita texana, irrompe sulla scena nel 1959, e nel giro di un paio d’anni rivoluziona il lessico jazz tramite ostiche improvvisazioni free form, diventando – suo malgrado – il padre del cosiddetto “Free Jazz”.