I miei vinili #16 – Andare a sentir suonare

Tre verbi per un nuovo post della serie “I miei vinili“… Che poi la frase del titolo non è che grammaticalmente mi piaccia molto, ma riflette bene la questione di cui oggi vi parlo. E prende vita da uno spunto nato poche sere fa col mio amico Silvio, mentre – al cinema – aspettavamo la proiezione del vecchio film-concerto “The Song Remains the Same” dei Led Zeppelin: un discorso che riguardava appunto il piacere di “andare a sentir suonare”, intendendo con questo non i grandi appuntamenti live, ma piccoli concerti ospitati in pub, circoli, caffè e cose così.

Come sempre, attingo ai miei ricordi di ex-tardoadolescente per parlare di un qualcosa che mi porto dentro: i ricordi di innumerevoli sabati sera passati, assieme agli amici di allora, in alcuni locali della mia zona d’origine, alla ricerca di posti dove ascoltare musica live, e dove esercitare un po’ di sano cazzeggio (no, in discoteca non andavo…). Ecco come avveniva la messa in pratica dei “tre verbi” del titolo. Continua a leggere “I miei vinili #16 – Andare a sentir suonare”

Domani avvenne: da lunedì 1° aprile 2024 a domenica 7 aprile

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

1° Aprile 1980: per la Ricordi esce “Sono solo canzonette“, settimo album di Edoardo Bennato. Pubblicato a solo un mese dal precedente “Uffa! Uffa!”, è un concept album che – ispirato alla storia di Peter Pan – intesse parecchie relazioni ironiche e polemiche con l’attualità. In scaletta, “Il rock di Capitan Uncino”, “L’isola che non c’è”, “Rockoccodrillo” e “Sono solo canzonette”.

2 Aprile 1979: a Boulder (Colorado) nasce Jesse Carmichael. Chitarrista e pianista, assieme a Adam Levine, Michael Madden e Ryan Dusick fonda i Kara’s Flowers: band che nel 2001 cambia nome in Maroon 5, e inizia una carriera stellare, costellata da tre Grammy e da vendite record. Jesse, tranne un breve periodo fra il 2012 e il ’14, è presente in tutta la loro discografia e storia.

3 Aprile 2004: a Corchiano (VT), a 62 anni, ci lascia Gabriella Ferri. Romana, inizia la carriera come interprete della tradizione locale: presto approda al Bagaglino, di cui diventa la cantante ufficiale, e inizia il lavoro per approntare una nuova canzone romanesca, a cavallo fra canone e autori moderni. Negli anni Settanta inizia una fruttuosa collaborazione con la Rai, dove esegue “Dove sta Zazà”, “Sempre”, “Vamp”: a causa di una forte depressione, la sua presenza pubblica inizia però a declinare, fino a culminare nella tragica morte, attribuita a una caduta accidentale da una finestra della sua casa.

4 Aprile 1954: a Roma nasce Fiorella Mannoia. Figlia d’arte, inizia la carriera come stuntwoman, debutta come cantante nel 1968 e attraversa gli anni Settanta senza particolari successi: la svolta arriva col fortunato duetto in “Pescatore” di Pierangelo Bertoli (1980) e con “Caffè nero bollente” (1981). Inizia così una carriera in costante crescendo, e che afferma Fiorella come una delle voci più riconoscibili e intense della canzone italiana, e come interprete di eccezionale carisma.

5 Aprile 2022: a Philadelphia, sua città di nascita, a 80 anni, ci lascia Bobby Rydell. Nato come Robert Louis Ridarelli, ennesimo clone fisico di Presley – e compagno di Frankie Avalon nella band Rocco and the Saints di Philadelphia – nel 1959 debutta nel mondo del disco grazie al brano “Kissin’ Time”. È l’inizio di una carriera che, condotta fra hit milionari e furbe cover (la versione americana di “Volare” di Domenico Modugno), produce 34 canzoni da Top40, e fa di Rydell uno dei più assidui frequentatori dei night club di Las Vegas.

6 Aprile 1953: a Berlino nasce Christopher Franke. Studioso di musica classica e composizione, nella capitale fonda uno studio di registrazione, che in breve diventa luogo di ritrovo dell’avanguardia: qui incontra Edgar Froese e Peter Baumann, con cui nel 1967 dà vita ai Tangerine Dream… Band considerata fra le principali esponenti del cosiddetto “krautrock” e del rock elettronico. Con i Tangerine Dream, Christopher resta sino al 1987: di rilievo la composizione, in solitudine, di colonne sonore per il cinema e la tv (fra cui quella della serie “Babylon 5”).

7 Aprile 1994: a Canvey Island (UK), per un linfoma, ci lascia Lee Brilleaux. Nato 42 anni prima in Sudafrica, e arrivato in Gran Bretagna a 13 anni, nel 1971 fonda – assieme a Wilko Johnson – i Dr. Feelgood: leggendaria band di pub rock in cui Lee ricopre il ruolo di cantante, frontman, co-autore e armonicista.

I miei dischi dell’anno #20 – Il 1974

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1974, anno saturo di importanti eventi storici, fra cui il brevetto del Cubo di Rubik, il debutto americano della serie “Happy Days”, la scoperta in Cina dell'”Esercito di Terracotta”, la fine della dittatura di Salazar in Portogallo e di quella “dei Colonnelli” in Grecia, il Referendum sul Divorzio, la Strage di Piazza della Loggia e dell’Italicus, il leggendario scontro di boxe Clay-Foreman… E anche di parecchia buona musica!

Questo, per me, è uno dei periodi che preferisco, nella storia del rock: di tutto un po’, e sovente di altissima qualità. I generi sono praticamente tutti presenti, dal folk al Soul, dal pop alla canzone d’autore, con una preferenza per  il Krautrock (con Tangerine Dream, Kraftwerk, Magma, Cluster e Popol Vuh sugli scudi), l’Art rock in tutte le sue declinazioni (Brian Eno, Residents, Robert Wyatt, John Cale e Todd Rundgren), e l’Hard Rock (Deep Purple, Blue Oyster Cult, Aerosmith). Due – ed è la prima volta che capita – i live citati (Lou Reed e Mountain), e tre i debutti assoluti (Kiss, Rush e Judas Priest). Il Progressive, invece, con l’ultimo lavoro dei Genesis di Gabriel e il debutto di Hatfield and The North, inizia un processo che ne porterà in breve al superamento. Continua a leggere “I miei dischi dell’anno #20 – Il 1974”

Domani avvenne: da lunedì 25 marzo 2024 a domenica 31 marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

25 Marzo 1969: nella suite presidenziale (stanza 702) dell’Amsterdam Hilton Hotel, durante la luna di miele, Yoko Ono e John Lennon danno vita al loro primo “bed-in”. In questa forma non violenta di protesta contro la Guerra in Vietnam, la coppia dà libero accesso alla stampa per 12 ore al giorno, e si presenta a letto, in pigiama, parlando di amore e pace universali. Questa singolare azione durerà sino al 31 Marzo, per poi riprendere a Montreal.

26 Marzo 2006: la rivista specializzata “Total Guitar” pubblica l’esito di un sondaggio per eleggere il miglior assolo di chitarra della storia: a vincere è la performance di Jimmy Page in “Stairway to Heaven”, che batte “Eruption” di Van Halen e “Paradise City” di Slash.

27 Marzo 1950: a East Hoathly with Halland (UK) nasce Tony Banks. Amico d’infanzia di Peter Gabriel, alla Charterhouse School conosce quelli che nel giro di pochi mesi andranno a costituire il nucleo dei Genesis: col famoso gruppo prog inglese Tony – tastierista e pianista – scrive alcune delle loro pagine migliori, e vi resta fino allo scioglimento. Anti-divo per eccellenza, è sempre stato lontano da scandali e pettegolezzi, e ha concesso pochissime interviste.

28 Marzo 1974: a Nassawadox (Virginia), a 69 anni, ci lascia Arthur “Big Boy” Crudup. Songster itinerante, nel ’39 emigra a Chicago: nonostante il talento, i guadagni ottenuti da una serie di 78 giri sono inferiori alle attese, e nel ’48 abbandona la carriera solistica per tornare al Sud. Nel ’54 la vecchia “That’s All Right” – diventata, nelle mani dell’esordiente Presley, un successo importante – non gli procura che qualche spicciolo: beffa che si ripete con “My Baby Left Me” e “So Glad You’re Mine”, coverizzate con fortuna da Elvis e altre star rock’n’roll… Tutto questo mentre Arthur è costretto a guadagnarsi il pane come mezzadro, e a rivivere le (poche) glorie passate in modo saltuario, giocando la parte del “bluesman arcaico” nei folk club dei college.

29 Marzo 1949: a Philadelphia nasce Michael Brecker. Sassofonista jazz-fusion, inizia la carriera come turnista e session man alla corte di star pop come Jackson Browne, James Taylor, Joni Mitchell e Frank Zappa, e dal 1987 prosegue come solista, attraverso lavori sperimentali ed eclettici che non disdegnano le ritmiche rock.

30 Marzo 2020: a Los Angeles, a 81 anni, ci lascia William Harrison “Bill” Whiters. Cantante RNB e soul, per il debutto professionale deve attendere i 32 anni: è il 1971, e pubblica “Ain’t No Sunshine“, brano che sfonda e si aggiudica un Grammy, diventando un evergreen della canzone mondiale. La sua carriera si sviluppa con successo fino a metà degli anni Ottanta, con canzoni come “Lean on Me” e “Just the Two of Us” e la conquista di altri due Grammy.

31 Marzo 1958: per la Cadence Records esce “Rumble“, singolo a nome  Link Wray & His Wray Men. Wray, aspirante rocker del North Carolina con ascendenze pellerossa, ha però le corde vocali danneggiate dalla tubercolosi, contratta durante la Guerra di Corea: e, allora, inizia a concentrarsi sulla chitarra, approfondendo le possibilità offerte dall’effettistica e dal lavoro di studio. Il risultato dei suo sforzi è appunto “Rumble”, strumentale dal ritmo minaccioso e dal suono possente, che si afferma nelle classifiche e fa innamorare di feedback e distorsioni una nuova generazione di chitarristi, come Jimmy Page, Pete Townshend, Ray Davies e Jeff Beck.

Io non so parlar di musica #22 – The Waterboys

Ciao a tutti: ed eccoci giunti a una nuova puntata della serie “Io non so parlar di musica“. Quando mi leggerete, come sempre, il me stesso che sta scrivendo queste righe sarà già un altro: saranno passati – come in questo caso – un paio di giorni, e le emozioni che ho provato nel risentire, dopo tanto tempo, questa bella, bellissima, canzone dei Waterboys si saranno depositate, e magari anche un po’ scolorite… Ma mentre scrivo, ora, ho ancora nel cuore l’allegra tristezza, la feroce malinconia e il fiducioso fatalismo (e vai con gli ossimori!) che mi trasmette questo pezzo: “Fisherman’s Blues” è scritto e suonato dagli scozzesi Waterboys, e dà il titolo – e apre – il loro omonimo album del 1988. Il terzo, per l’esattezza: e che segna il passaggio dal rock degli esordi a una riuscitissima mistura fra folk, pulsioni rock e tradizione irlandese e scozzese.

“Fisherman’s Blues” è esemplare: una tessitura armonica elementare, andazzo folk, la voce perfettamente in parte, dolente e determinata, un po’ alla Dylan, di Mike Scott, un refreain di violino del mitico Steve Wickham che gronda malinconia e Irlanda, e che resta immediatamente in testa, e un testo essenziale ma profondamente poetico… Di quella poesia schietta e semplice, ma che – proprio come un blues – parte dal particolare per evocare immagini e sensazioni universali. Continua a leggere “Io non so parlar di musica #22 – The Waterboys”

Domani avvenne: da lunedì 18 marzo 2024 a domenica 24 marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

18 Marzo 1977: per la CBS esce “White Riot“, singolo d’esordio dei Clash. Brano fulminante e di breve durata, paga musicalmente il debito obbligatorio verso i Ramones: in meno di due minuti di furia, chitarre, velocità e invettive, Joe Strummer si rivolge ai giovani bianchi, invitandoli a trovare una causa valida e a lanciare una rivolta.

19 Marzo 1959: a Coventry (UK) nasce Terry Hall. Cantante, nel 1977 – assieme a Jerry Dammers e soci – fonda la band The Specials, formazione multirazziale dedita a un effervescente mix di punk, reggae e soul, e che tramite la 2 Tone Records diventa la colonna portante del movimento Ska. Con gli Special resta fino al 1981, per poi tornarvi nel 2008.

20 Marzo 1969: nel palazzo del Consolato britannico di Gibilterra, John Lennon e Yoko Ono diventano marito e moglie, dopo una cerimonia privata e discreta.

21 Marzo 1959: a Southampton (UK) nasce Sarah Jane Morris. Cantante eclettica, oscillante fra jazz, pop e folk, diventa famosa grazie al duetto con Jimmy Somerville in “Don’t Leave Me This Way” (1986): la sua carriera prosegue all’insegna delle collaborazioni più disparate, da Peter Hammill a Robert Wyatt, da Pere Ubu a Riccardo Cocciante (con cui duetta a Sanremo in “Se stiamo insieme”).

22 Marzo 1937: a New York, da padre di origine italiana, nasce Angelo Badalamenti. Pianista, autore e arrangiatore, capace di slalomare fra jazz, elettronica e new age, diventa famoso per la sua storica collaborazione col regista David Lynch, per cui scrive le colonne sonore di “Velluto blu”, “Strade perdute”, “Mulholland Drive” e “I segreti di Twin Peaks”.

23 Marzo 1973: per la Island Records esce “For Your Pleasure“, secondo album degli inglesi Roxy Music. Un pelo meno sperimentale del disco d’esordio, mostra una band in cui ogni componente riesce ad esprimere la sua particolare visione della musica e ad amalgamarla in un prodotto artistico compatto: il canto freddo e nervoso di Bryan Ferry, la chitarra urticante di Phil Manzanera, l’intellettualismo elettronico di Brian Eno e il sax cangiante di Mackay. Conturbante la copertina, con una giovane Amanda Lear, in abito nero attillato, che tiene al guinzaglio una pantera nera.

24 Marzo 1949: a Walton-on-Thames (UK) nasce Nick Lowe. Polistrumentista, producer e autore, impersona come pochi altri l’ideologia e lo stile del cosiddetto Pub-rock (viscerale, proletario e diretto): e lo fa sia come musicista (nei Rockpile) che come produttore (Damned, Elvis Costello).