Canzoni al profumo di caffè

Fra un bicchiere di neve e un caffè come si deve quest’inverno passerà” (Ivano Fossati)

Ah, che bel sogno, una donna con me, al buon profumo di caffè” (Paolo Conte)

Ciao a tutti, e buon 2025!

Parliamo subito di caffè: sì perché il caffè è diventato una delle mie ultime piccole manie! Caffè ne ho sempre preso, anche se con parecchia moderazione (raramente oltre le 2 tazzine al giorno): ma come gesto fra l’abitudinario e il rito sociale, privo di vero interesse. Ultimamente però mi sono fatto stregare da alcuni dettagli, e così ho iniziato a curare la preparazione casalinga in modo più preciso: innanzitutto comprando caffè mono-origine in chicchi, macinandolo alla bisogna, e lavorandolo poi nella caffettiera napoletana. Pian piano (se non mi stufo prima!) ho intenzione di provare caffè di origini diverse, e fare qualche esperimento.

Naturale, quindi, proporvi una breve serie di canzoni a tema caffè: canzoni che conosco e che mi piacciono, perché di brani coffee-oriented ce ne sono quanti volete, fin troppi! E infatti parecchi ne sono rimasti fuori. Per ogni pezzo vi ho messo anche un link di ascolto, attivabile cliccando sul titolo: vedete voi se approfittarne o meno. Continua a leggere “Canzoni al profumo di caffè”

Music challenge!

Ciao a tutti.
Oggi nulla di serio, storico o analitico, ma un piccolo gioco: prendendo spunto da quanto postato QUI dall’amico di blog Tony, e che aveva ben altro spessore e intenzione, ripropongo la challenge in versione ridotta e semplificata… Una challenge a tema musicale, ovviamente! Se qualcuno volesse mai scrivere le sue risposte, sono pronto!
  • Una canzone che mi piace con un colore nel titolo: “Black Dog” dei Led Zeppelin… Anche se il “cane nero” del titolo non ha nulla a che fare con il testo della canzone! Un pezzo della madonna, potente e carico di groove come solo Paul, Jimmy, John e Robert sapevano fare.
  • Una canzone che mi piace con un numero nel titolo: “Quattro cani“, di Francesco De Gregori. Canzone semplice, che racconta quel che il titolo promette, ma su cui moltissimi hanno appiccicato interpretazioni quanto meno fantasiose…
  • Una canzone che mi fa pensare all’estate: sarò ovvio, ma “Un’estate al mare” della compianta Giuni Russo è inevitabile… brano scritto da Battiato e Giusto Pio con un sottotesto tutt’altro che consolatorio, e con la pazzesca voce della signora Giuseppa Romeo a imitare i versi dei gabbiani.
  • Una canzone che mi fa pensare a qualcuno a cui non vorrei pensare affatto: “Meno male che Silvio c’è“… e non aggiungo altro.
  • Una canzone che deve essere messa ad alto volume: “Thunderstruck” degli AC/DC. E viene anche voglia di fare il duck walk, assieme allo scatenato Angus Young.
  • Una canzone che metto in macchina mentre guido: da anni ritengo che “Where the Streets Have No Name” degli U2 sia la miglior canzone possibile per iniziare un lungo viaggio.
  • Una canzone sulla droga: “I’m Waiting for My Man” dei Velvet Undeground. Quasi didascalica nel narrare di un tossico che aspetta lo spacciatore, con un riff martellante riff di chitarra e piano, a sottolineare l’urgenza e l’ansia di una dose.
  • Una canzone che mi rende felice: qua nessuna originalità o sforzo da parte mia, e cito “Happy” di Pharrell Williams, alla cui epidermica allegria lego anche un piacevole ricordo di famiglia.
  • Una canzone che mi rende triste: nessuna.
  • Una canzone dalla mia infanzia: “Oh Lady Mary” di Dalida, il cui 45 giri, all’età di tre anni, infilavo a ripetizione del mangiadischi, riconoscendolo dal colore dell’etichetta. Strano bambino…
  • La mia canzone preferita dal repertorio classico: senza alcun dubbio la “Sonata per pianoforte n. 32 in Do minore, Op. 111” di Ludovico Van. Potenza e delicatezza.
  • Una canzone con un nome proprio nel titolo: “Roxanne” dei Police. Un classico, fresco ancora oggi, dopo più di 40 anni.
  • Una canzone che chiunque dovrebbe ascoltare almeno una volta. Ne cito due, per motivi differenti e complementari. “A Day in the Life” dei Beatles, per capire come pianificazione, casualità e evoluti concetti d’arrangiamento possano costruire un capolavoro. “When the Music’s Over” dei Doors nella versione live all’Hollywood Bowl, per assistere a quel luciferino e unico mix di improvvisazione, allucinazione, teatro e genio proprio di Morrison e soci.

E voilà, finito! Voi che ne dite? Quali sono le canzoni che proporreste? Ciaooo…

Una giornata al mare

Ciao a tutti. In questi giorni sono (siamo) incasinati, in casa, per piccoli ma invasivi lavori di ristrutturazione, e quindi mi scuso se l’attenzione verso la blogsfera è un po’ carente: ma, nonostante tutto, non ho potuto fare orecchie da mercante all’accorato appello della mamma, quasi 87enne in buono stato di salute, che un pomeriggio, quasi fischiettando, fa cadere dal nulla questa frase: “Sai, prima di morire vorrei ancora una volta vedere il mare… E mangiare una bella frittura“.:-) Continua a leggere “Una giornata al mare”

Le reunion: fra minestre riscaldate, curiosità e necrofilia

Ciao a tutti. Qualcuno mi dica che in questi giorni, girando sul web (ma non solo), non ha letto o sentito della trionfale e annunciata reunion degli Oasis… In questi ultimi giorni mi sarà capitato almeno 5 volte, più un paio di commenti captati nelle chiacchiere dei colleghi: e non è che io sia uno molto “social”. A me, personalmente, questa reunion interessa abbastanza poco, essendo gli Oasis una band che episodicamente ascolto, ma che nemmeno seguo passo-passo o di cui sono tifoso: immagino che dietro ci sia il solito intrico di interessi economici, orgoglio da prime donne e sfida artistica; e potrei anche scommettere per un litigio dei due fratelli a metà tour. Ma la notizia viene a proposito per affrontare il tema delle reunion in ambito musicale, che è un refrain sempre attuale. Continua a leggere “Le reunion: fra minestre riscaldate, curiosità e necrofilia”

Le sigle del calcio

Ciao a tutti. Questo sabato inizia il Campionato di calcio: e sticazzi, direte… Intendiamoci, il calcio mi piace, lo seguo, ma anno dopo anno mi accorgo di essere sempre meno coinvolto… Le infinite trasmissioni a tema mi vengono a noia (un po’ come quelle sulla cucina!), le polemiche mi irritano, i danari che girano in quel mondo mi sembrano sempre più assurdi: e le frasi “il calcio di una volta non c’è più”, “non ci sono più le bandiere” e “bei tempi, quando si giocava solo alla domenica” sono sì luoghi comuni, ma anche sintomi di come il mondo del pallone sia cambiato (ma mica solo lui) negli ultimi 30 anni.

E così, di pensiero in pensiero, mi è venuto in mente di scrivere qualcosa sulle sigle delle trasmissioni sportive “di una volta”: un piccolo amarcord musical-sportivo che sono certo farà piacere a qualche appassionato. Iniziamo! Continua a leggere “Le sigle del calcio”

I miei vinili #18 – Suonare uno strumento

Ciao a tutti, torno dopo una settimana di assenza, dovuta a un po’ troppe grane da sbrigare: e torno con una nuova puntata della serie “I miei vinili“, questa volta dedicata al modo più personale e fisico che conosco di praticare la musica: suonare uno strumento.

Penso che a chiunque abbia una passione forte per la musica, non limitata all’ascolto distratto o episodico, prima o poi capiti di sentirsi attratto dall’idea di provare a imbracciare uno strumento, e vedere cosa ne viene fuori. Per me è sicuramente stato così: a parte una brevissima esperienza da bambino, quando i miei mi iscrissero – chissà perché – a un corso sul Bontempi (chi se lo ricorda?), e alle ridicole lezioni scolastiche col flauto di plastica, la “vera” voglia di suonare arriva verso i 19 anni, finite le scuole. Continua a leggere “I miei vinili #18 – Suonare uno strumento”