Ciao a tutti. Qualcuno mi dica che in questi giorni, girando sul web (ma non solo), non ha letto o sentito della trionfale e annunciata reunion degli Oasis… In questi ultimi giorni mi sarà capitato almeno 5 volte, più un paio di commenti captati nelle chiacchiere dei colleghi: e non è che io sia uno molto “social”. A me, personalmente, questa reunion interessa abbastanza poco, essendo gli Oasis una band che episodicamente ascolto, ma che nemmeno seguo passo-passo o di cui sono tifoso: immagino che dietro ci sia il solito intrico di interessi economici, orgoglio da prime donne e sfida artistica; e potrei anche scommettere per un litigio dei due fratelli a metà tour. Ma la notizia viene a proposito per affrontare il tema delle reunion in ambito musicale, che è un refrain sempre attuale. Continua a leggere “Le reunion: fra minestre riscaldate, curiosità e necrofilia”
Categoria: La musica che gira intorno
Le sigle del calcio
Ciao a tutti. Questo sabato inizia il Campionato di calcio: e sticazzi, direte… Intendiamoci, il calcio mi piace, lo seguo, ma anno dopo anno mi accorgo di essere sempre meno coinvolto… Le infinite trasmissioni a tema mi vengono a noia (un po’ come quelle sulla cucina!), le polemiche mi irritano, i danari che girano in quel mondo mi sembrano sempre più assurdi: e le frasi “il calcio di una volta non c’è più”, “non ci sono più le bandiere” e “bei tempi, quando si giocava solo alla domenica” sono sì luoghi comuni, ma anche sintomi di come il mondo del pallone sia cambiato (ma mica solo lui) negli ultimi 30 anni.
E così, di pensiero in pensiero, mi è venuto in mente di scrivere qualcosa sulle sigle delle trasmissioni sportive “di una volta”: un piccolo amarcord musical-sportivo che sono certo farà piacere a qualche appassionato. Iniziamo! Continua a leggere “Le sigle del calcio”
I miei vinili #18 – Suonare uno strumento
Ciao a tutti, torno dopo una settimana di assenza, dovuta a un po’ troppe grane da sbrigare: e torno con una nuova puntata della serie “I miei vinili“, questa volta dedicata al modo più personale e fisico che conosco di praticare la musica: suonare uno strumento.
Penso che a chiunque abbia una passione forte per la musica, non limitata all’ascolto distratto o episodico, prima o poi capiti di sentirsi attratto dall’idea di provare a imbracciare uno strumento, e vedere cosa ne viene fuori. Per me è sicuramente stato così: a parte una brevissima esperienza da bambino, quando i miei mi iscrissero – chissà perché – a un corso sul Bontempi (chi se lo ricorda?), e alle ridicole lezioni scolastiche col flauto di plastica, la “vera” voglia di suonare arriva verso i 19 anni, finite le scuole. Continua a leggere “I miei vinili #18 – Suonare uno strumento”
I miei vinili #17 – La musica da viaggio
Ciao a tutti. In questo post della serie “I miei vinili” parliamo della musica da viaggio: intendendo con questo sia il piacere o meno di ascoltare canzoni mentre guidiamo un’auto, sia il tipo di musica da preferire come sottofondo.
Il rapporto fra guida e musica, almeno per me, è vecchio come la mia patente: appena superato l’esame installai un’autoradio (anzi, mi rivolsi a un amico più capace e attrezzato) sull’auto di mio padre (per meglio dire: su quella che aveva nel momento in cui, tre anni prima, morì) e iniziai la mia carriera di automobilista canzonettaro. L’autoradio era di quelle basiche, funzionava a cassette, ed era integralmente estraibile: di quelle insomma che dovevi portarti dietro a ogni sosta, per paura dei ladri, anche se l’ingombro era fastidioso. Qualcuno la nascondeva “astutamente” sotto il sedile, ma io preferivo non rischiare… Chi me ne avrebbe comprata un’altra? Ma sotto il sedile (quella sì!) tenevo una scatola in plastica dove erano alloggiate alcune cassette, così da averne una scorta. Continua a leggere “I miei vinili #17 – La musica da viaggio”
I miei vinili #16 – Andare a sentir suonare
Tre verbi per un nuovo post della serie “I miei vinili“… Che poi la frase del titolo non è che grammaticalmente mi piaccia molto, ma riflette bene la questione di cui oggi vi parlo. E prende vita da uno spunto nato poche sere fa col mio amico Silvio, mentre – al cinema – aspettavamo la proiezione del vecchio film-concerto “The Song Remains the Same” dei Led Zeppelin: un discorso che riguardava appunto il piacere di “andare a sentir suonare”, intendendo con questo non i grandi appuntamenti live, ma piccoli concerti ospitati in pub, circoli, caffè e cose così.
Come sempre, attingo ai miei ricordi di ex-tardoadolescente per parlare di un qualcosa che mi porto dentro: i ricordi di innumerevoli sabati sera passati, assieme agli amici di allora, in alcuni locali della mia zona d’origine, alla ricerca di posti dove ascoltare musica live, e dove esercitare un po’ di sano cazzeggio (no, in discoteca non andavo…). Ecco come avveniva la messa in pratica dei “tre verbi” del titolo. Continua a leggere “I miei vinili #16 – Andare a sentir suonare”
I miei vinili #15 – Ti faccio una cassetta (ma non per San Valentino!)
Attenzione, post solo per persone con più di 40 anni 🙂
Per chi, come me, ha ancora usato le cosiddette “musicassette“, i ricordi si sprecano. Le cassette erano comode, piccole e economiche: le autoradio di allora accettavano solamente le cassette, così come i primi esperimenti di “musica da passeggio” (i mitici walkman) contemplavano proprio l’ascolto di cassette in cuffia.
E poi, soprattutto: le cassette “vergini” erano registrabili direttamente dallo stereo, senza il bisogno di apparecchi professionali. Potevi copiare un disco su una cassetta e passarlo a un amico, duplicare da una cassetta a un’altra o farti una compilation personale, attingendo da un disco o dalla radio.
Ho ben impresso di quando, senza una lira in tasca da spendere ma già appassionato di Battiato e Lucio Dalla, stavo per ore alla radio – e col dito sul tasto rosso del “Rec” – in attesa che, nel flusso del palinsesto, passasse qualche pezzo del loro ultimo disco… E costruirmi così, con calma, magari anche in un mese, tutto un loro album!
Ma il ricordo più tenero connesso alle cassette è legato ai primi approcci sentimentali: quando confezionavi una piccola compilation a una ragazzina che ti piaceva, e gliela consegnavi dicendo “Ti ho fatto una cassetta”. Più semplice di una lettera, meno compromettente di una dichiarazione verbale, quell’omaggio voleva dire che lei ti interessava davvero: nella scelta dei pezzi miscelavi quanto piaceva a te, per farti un po’ conoscere, e qualcosa che pensavi potesse garbare anche a lei… Continua a leggere “I miei vinili #15 – Ti faccio una cassetta (ma non per San Valentino!)”