“Paolo Conte, via con me” – Il film

…Come una farfalla, una nostalgia

Una Topolino amaranto, una stradina di terra battuta fra le vigne del Monferrato: inizia così il docu-film su Paolo Conte. Non ho ancora sentito una nota, e subito mi commuovo: mannaggia alla musica, diceva Ron tanti anni fa. Perché la musica non è solo questione di note: ma, soprattutto, di ricordi, emozioni, suggestioni, sentimento, parole. E qui c’è tutto.

Paolo è di Asti. Come me: lo annuso da sempre, e l’ho incrociato per strada, in piazza San Secondo, mentre mangiavo un trancio di pizza (e lui, inappuntabile, nel sua dolcevita). E come mio padre, che non c’è più da tanto, ma che ha conosciuto Paolo in diverse occasioni, quando era ancora un avvocato con l’hobby della canzone, e non una star: e cui lo stesso Paolo dedicò un augurio poche ore prima che se ne andasse per sempre, durante un concerto di beneficenza del 1983 che proprio lui, papà, avrebbe dovuto presentare. E, ovviamente, come mia madre… Che è nata lo stesso anno di Paolo, e che come lui vedo invecchiare giorno dopo giorno, e nelle loro rughe scorgo un presente diventato ormai passato: ma sempre vivo, luccicante, lucido come una ciliegia. Continua a leggere ““Paolo Conte, via con me” – Il film”

Domani avvenne: da lunedì 28 settembre 2020 a domenica 4 ottobre

28 Settembre 1976: per la Tamla-Motown esce “Songs in the Key of Life“, diciottesimo album di Stevie Wonder e uno degli lp più completi, eclettici e fortunati della storia. Album doppio con l’aggiunta di un EP con altre quattro canzoni, è la summa artistica ed estetica di “Stefano Meraviglia”, e lavoro considerato da artisti di tutte le epoche come un esempio insuperato di genio e perfezione. Oltre a Wonder (che canta da par suo, e suona tastiere e batteria), in studio troviamo Herbie Hancock, George Benson e Michael Sembello: in scaletta, perle come “Sir Duke”, “I Wish”, “Isn’t She Lovely?” e “Pastime Paradise”.

29 Settembre 1935: a Ferriday (Louisiana), da una famiglia di umili origini, vede la luce Jerry Lee Lewis. Pianista e cantante, nel Febbraio 1957 – in piena craze rock’n’roll – assesta il colpo da ko: la sua “Whole Lotta Shakin’ Goin’ On” – e la di poco successiva “Great Balls of Fire” – sono successi istantanei, e mettono in mostra un talento pazzesco… Un mix esplosivo di rhythm’n’blues, boogie, gospel, un pizzico di country e possessione demoniaca. Una vita, quella di Lewis, condotta da vero ribelle: sfrontato, cinico e istrionico. Il soprannome più azzeccato di Lewis è, non a caso, “The Killer”.

30 Settembre 1964: a Fort Worth (Texas) nasce Ernest “Tray” Anastasio. Autore, cantante e chitarrista di straordinario virtuosismo, è il fondatore dei Phish, una della jam band più note del panorama americano. Famosissimi i loro “musical costume“, concerti in cui – la sera di Halloween – eseguono per intero un album di un altro gruppo, scelto dai fan.

1° Ottobre 1967: a Roma nasce Giuseppe “Pino” Marino. Cantautore raffinato, ironico e intimista, molto amato dalla critica e da uno zoccolo duro di fan (ha vinto, fra gli altri, il Premio Ciampi), ha raccolto un limitato successo commerciale: ma non ha mai cessato di continuare a occuparsi di musica, canzoni, spettacolo e recital, collaborando con Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Mauro Pagani.

2 Ottobre 1970: per la Emi-Harvest esce “Atom Earth Mother“, il quinto album dei Pink Floyd, e uno dei dischi più iconici di sempre. Per l’omonima suite orchestrale, che occupa un’intera facciata; per un paio di ottimi pezzi sulla B side, fra cui “If” e “Fat Old Sun”; e, diciamocelo, per la famosa “copertina della mucca”. Una cover senza nome del gruppo e titolo, ma solamente con una bella vacca pezzata (di nome Lulubelle III) fotografata in un campo di Potter Bars (Hertfordshire).

3 Ottobre 1969: a Philadelphia, all’età di 67 anni, ci lascia Nehemiah CurtisSkip” James. Chitarrista e cantante – ma anche pianista – di blues prewar, si caratterizza per uno stile eclettico, che smembra la classica forma-blues di 12 battute. Skip, dopo un periodo in cui si dedica alla predicazione, negli anni Sessanta conosce una seconda giovinezza artistica: gli ultimi cinque anni di vita saranno tutti dedicati alle incisioni. Fra le sue composizioni troviamo “Devil Got My Woman”, “I’m So Glad”, “Hard Time Killin’ Floor Blues”.

4 Ottobre 1970: cinquant’anni fa, domenica mattina, la cantante Janis Joplin è rinvenuta cadavere in una stanza del Landmark Motor Hotel di Los Angeles: l’esame autoptico evidenzia un’overdose di eroina. “A ogni concerto”, disse a un cronista, “mi sento come se avessi fatto l’amore con migliaia di persone, e fossi tornata a casa da sola”: e sola muore, poche ore prima di completare il suo ultimo pezzo, sinistramente intitolato “Buried Alive in the Blues”. Chi era Janis Joplin? Vergogna! 🙂

Tre film #2

Questa volta non vi racconto di film visti a casa, ma in vacanza… Sì perché ci siamo presi, per una settimana, un bungalow in Val di Ledro: e, fra passeggiate, letture e riposo, c’è stato anche il tempo per qualche film. Pellicole che volevamo vedere da tempo, e che abbiamo riversato in una chiavetta usb, con la speranza (ripagata) che la tv riuscisse a leggerle.

E, quindi: Continua a leggere “Tre film #2”

Domani avvenne: da lunedì 21 settembre 2020 a domenica 27 settembre

21 Settembre 1947: a Gainesville (Florida) nasce Don Felder. Chitarrista, a 15 anni collabora già con Stephen Stills: con lui suona anche Bernie Leadon, che dopo brevissimo tempo (parliamo del 1971) sarà fra i fondatori degli Eagles… Gli stessi Eagles che Felder raggiungerà nel 1974 in qualità di secondo chitarrista: e con loro rimarrà fino al 2001, suonando anche parti di mandolino, banjo e pedal-steel guitar, e prestando la sua penna alla hit “Hotel California”.

22 Settembre 1969: per la Capitol Records esce l’omonimo secondo album del gruppo musicale The Band. Insuperato esempio di equilibrio, versatilità e autenticità, il disco allinea alcuni fra i brani più famosi del complesso, come “Rag Mama Rag”, “Up on Cripple Creek” e “The Night They Drove Old Dixie Down”. Il gruppo sfrutta a fondo gli archetipi culturali americani, vagando fra bivacchi di emigranti e meridione razzista, e attingendo avidamente alla più umile musica dei decenni ruggenti, fra gospel, blues, country, cajun, rock’n’roll e un pizzico di sacralità barocca: un condensato antologico dell’America leggendaria noto come “Roots Rock”.

23 Settembre 1934: a Monfalcone (Gorizia) nasce Gino Paoli. Presto trasferito con la famiglia a Genova, si appassiona perdutamente della musica, e si lega a un gruppo di aspiranti artisti che conta nomi come Tenco, Lauzi, De André, Bindi e i fratelli Reverberi… Della cosiddetta “scuola cantautorale genovese” – e di quella italiana in generale – Paoli diventa uno degli esponenti più eminenti, attraversando diverse le generazioni senza perdere mai di mordente. Famosissime le sue hit (“Il cielo in una stanza”, “Sassi”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Quattro amici”), le turbolente relazioni sentimentali (Ornella Vanoni, Stefania Sandrelli), il tentativo di suicidio (che gli lascia il proiettile infisso nel pericardio) e le scoperte in qualità di talent scout (Lucio Dalla e Faber). E canta ancora oggi, alla tenera età di 86 anni.

24 Settembre 1893: a Coutchman (Texas) nasce Lemon Henry Jefferson, in arte Blind Lemon Jefferson. Forse meticcio, (quasi) sicuramente cieco, pingue, attaccabrighe e alcolista, giramondo vestito da damerino, è il primo, più popolare e venduto fra i country bluesmen: le sue canzoni riescono a raccontare storie universali ponendosi dal punto di vista dell’ascoltatore, in una visione del mondo che travalica il comune “feeling the blues” per accedere a una forte coscienza individuale. Fra le sue hit – perché di vere e proprie hit si tratta, con milionate di copie vendute! – annoveriamo ”Match Box Blues”, “Jack O’Diamonds Blues”, “Black Snake Moan” e “See That My Grave is Kept Clean”.

25 Settembre 1975: a sole due settimane dalla pubblicazione, l’album “Wish You Were Here” dei Pink Floyd balza al primo posto della classifica inglese, e diviene uno dei successi più clamorosi della band. Dolente meditazione sull’assenza, sulle contraddizioni del successo e sul declino mentale del fondatore Syd Barrett, annovera in scaletta la famosa title track, e la lunga cavalcata “Shine On You Crazy Diamond”.

26 Settembre 1945: a Washington (UK) nasce Brian Ferry. Cantante, nel 1971 – assieme a Brian Eno e Phil Manzanera – fonda i Roxy Music, uno dei più importanti ensemble della storia del rock, capaci di una fusione in chiave estetico-decadente fra elettronica, ritmo e concettualità psicotica. Nel giro di pochi anni, lasciati i Roxy Music, Ferry sposta il suo canto verso un crooning  un po’ dandy e un po’ manierista: una ricetta che vende e piace, come testimoniato dall’hit internazionale “Slave to Love”, ma lontana anni luce dalla sfrontatezza degli esordi.

27 Settembre 1924: a New York vede la luce Earl Rudolph “Bud” Powell. Figlio e nipote d’arte, pianista di studi classici, si appassiona presto al jazz e diviene un assiduo frequentatore del Minton’s Playhouse: assieme a lui, Charlie Christian, Thelonious Monk, Dizzy Gillespie… In parole povere, gli artefici del BeBop. Pianista di straordinario virtuosismo, e ottimo compositore, è unanimemente considerato uno dei più grandi artisti della tastiera: ma gravi problemi di salute interrompono la sua vita a soli 44 anni.

In memoriam – 50 anni senza Jimi Hendrix

James Marshall “Jimi” Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970)

Senza parole.

Solamente una chitarra elettrica bestiale (“Voodoo Child” a Woodstock)….

…e una “Hear My Train A Comin’” acustica, su chitarra a 12 corde: un unicum nella discografia hedrixiana.

Eh, ragazzi, non ce n’è per nessuno…

Domani avvenne: da lunedì 14 settembre 2020 a domenica 20 settembre

14 Settembre 1950: a Hampstead (UK) nasce Paul Kossoff. Chitarrista rock blues di grande versatilità e cuore, è famoso per la sua partecipazione – assieme a Paul Rodgers – nei Free di “All Right Now”. Eric Clapton fu così ammirato dalla tecnica di vibrato di Kossoff da richiedergli delle lezioni a tema… Un vero capofila, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto.

15 Settembre 1961: negli studi di registrazione Morgan, a Los Angeles, è inciso il primo demo diSurfin’“. Scritto da Brian Wilson e Mike Love, rappresenta l’esordio discografico dei Pendleton… Gli stessi che quando, a metà Novembre, aprono le scatole con i 45 giri freschi di stampa, trovano una sorpresa: senza consultare nessuno, un promoter ha cambiato di sua iniziativa il nome della band. La brevissima era dei Pendleton è finita: ora tocca ai Beach Boys.

16 Settembre 1956: a New York nasce Peter Zaremba. Cantante e tastierista, nel 1976 – nello scantinato di una casa in affitto, dove il precedente inquilino ha lasciato alcuni strumenti – assieme a Keith Streng fonda la indie-surf-new wave band dei Fleshtones… Il gruppo che forse più di tutti ha incarnato il tentativo di fondere il revival Cinquanta e Sessanta con la sensibilità punk e garage. E sono ancora attivi, a 44 anni di distanza.

17 Settembre 1951: nella natia Chicago, a 53 anni, ci lascia Jimmy Yancey. Jimmy è uno dei più grandi pianisti di quello stile, mosso e danzereccio che non è più barrelhouse, ma non è ancora pienamente boogie: autentico maestro, ha regalato ai posteri la famosa “Indiana Avenue Stomp”.

18 Settembre 1970: di prima mattina, nell’appartamento affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent,  Londra, è rinvenuto il cadavere di Jimi Hendrix. Non è chiaro se un’improvviso conato di vomito, causato da un cocktail di alcool e tranquillanti (che è la certa causa di morte) sia sopraggiunto nottetempo, o durante il trasporto in ospedale: ma sicuro è che, in quel tragico venerdì (proprio come il 18 settembre di quest’anno) se ne va il più grande chitarrista rock di tutti i tempi… E un altro membro del famigerato “Club 27”. Oggi sono cinquant’anni.

19 Settembre 1979: al Madison Square Garden di New York prende il via “No Nukes: The Muse Concerts For a Non-Nuclear Future“, concerto indetto dal collettivo Musicians United for Safe Energy per sollecitare le coscienze contro il ricorso alla produzione di energia nucleare. La 5 giorni del festival vede la prima documentazione ufficiale di un live di Bruce Springsteen: in scaletta, oltre al Boss, i Doobie Brothers, Bonnie Raitt, James Taylor, Jackson Browne, Ry Cooder e CSN&Y. Dal concerto sono tratti un triplo lp, e un film.

20 Settembre 1973: a solo 30 anni, ci lascia Jim Croce. Cantautore di spirito folk rock, ci ha regalato alcuni pezzi di assoluto successo, fra cui l’hit “Bad bad Leroy Brown“. Jim Croce muore in un incidente aereo durante il decollo di un volo charter a Natchitoches (Lousiana): il velivolo, che non ha preso abbastanza quota, va a schiantarsi contro un albero di pecan… L’unico albero presente intorno alla pista.