Domani avvenne: da lunedì 12 gennaio 2026 a domenica 18 gennaio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

12 Gennaio 2022: a Danbury (Connecticut), a 79 anni, ci lascia Veronica Yvette Bennett. Cantante del trio Ronnie and the Relatives, nel ’63 entra in contatto col producer Phil Spector: è la sua fortuna (con le Ronettes incide i fortunatissimi singoli “Be My Baby“, “Baby I Love You” e “Keep on Dancing”), ma anche la sua dannazione. Dopo aver sposato Phil, e diventata Ronnie Spector, la “ragazza cattiva del rock” entra in un incubo, dovuto al carattere possessivo e paranoico del marito: ne uscirà solo ’73, dopo anni di vessazioni e minacce.

13 Gennaio 2021: a San Diego (California), a 77 anni, muore Tim Bogert. Bassista elettrico, nel 1966 fonda la band hard rock psichedelica Vanilla Fudge, e poi passa ai Cactus: nel 1972, infine, entra a far parte del power trio Beck, Bogert & Appice insieme a Jeff Beck e Carmine Appice.

14 Gennaio 1966: il diciannovenne David Robert Jones cambia legalmente il nome in David Bowie, per evitare di essere confuso col musicista Davy Jones dei Monkees. “Bowie” è una marca di coltelli da caccia: «Volevo qualcosa che esprimesse il desiderio di tagliare corto con le bugie e tutto il resto», dichiarerà più tardi Jones/Bowie.

15 Gennaio 2018: a Londra, a soli 46 anni, muore Dolores O’Riordan. Nel 1990 la cantante, ancora senza un gruppo alle spalle, entra nei Cranberries, in sostituzione del fuoriuscito Niall Quinn: con lei la band ottiene il primo contratto discografico (1993), e sfonda l’anno dopo con lo smash hit  “Zombie”. Nel 2003, messi in pausa i Cranberries, Dolores intraprende una carriera solista di due soli album, intervallati da crisi nervose, reunion e collaborazioni internazionali. Viene trovata senza vita nella vasca da bagno in una stanza dell’Hilton Hotel di Park Lane: il referto autoptico parla di annegamento, dovuto all’assunzione in dosi massicce di alcool.

16 Gennaio 2016: a Thousand Oaks (California), a 61 anni, ci lascia Teresa Marie Ryan, in arte Lorna Doom. Bassista elettrica, nel 1976 si unisce alla storica punk-hardcore band americana Germs, con cui resta sino al 1980: anno in cui il gruppo si scioglie, in seguito alla prematura dipartita del leader Darby Crash.

17 Gennaio 1981: il bassista Nikki Sixx lascia la band London e inizia le prove con il batterista Tommy Lee e il cantante/chitarrista Greg Leon: è appena nato il nucleo dei futuri Mötley Crüe. Leon lascerà nel giro di pochi mesi, e al duo si aggregheranno il cantante Vince Neil e il chitarrista Mick Mars, dando così il via alla formazione “ufficiale” dei Mötley e alla loro gloriosa corsa.

18 Gennaio 2016: a New York, a 68 anni, per complicanze dell’artrite reumatoide, muore Glenn Frey. Chitarrista, autore e cantante, dopo aver conosciuto il batterista Don Henley durante il tour di supporto a Linda Rostnad, nel 1971 fonda gli Eagles: assieme a Don è uno degli autori più prolifici del gruppo, e la sua voce colora hit come “Take It Easy”, “Tequila Sunrise” e “New Kid in Town”. Dopo lo scioglimento delle Aquile intraprende una carriera solista di discreto livello, e come attore partecipa anche al film “Jerry Maguire”, e a un episodio di “Miami Vice.”

Leva le tue sporche mani dalla mia terra

Ciao a tutti. Il titolo di questo post dice già, se non tutto, molto. Inutile girarci attorno: sappiamo tutti cosa è successo nelle prime giornate di questo nuovo anno a livello mondiale; e se il buongiorno si vede dal mattino, il 2026 si presenta proprio male.

I padroni del mondo ormai non hanno più nemmeno una parvenza di pudore nell’accaparrarsi terre, popoli e sovranità: e il diritto del più forte – che da sempre domina la nostra storia – in questo momento pare non incontrare nessuna opposizione. Basta con l’etica, gli accordi, le trattative, o anche semplicemente il buon senso: chi può, prende. Semplicemente perché – come un bullo di quartiere – è più forte. Chi avrebbe – se non la forza, almeno il ruolo – di dire la cosa giusta, si spende invece in compiacenti recite da guitto di terza categoria. E i dazi (che qualcuno, qui, ha dichiarato essere anche un’opportunità), alla fine, sono pure il meno-peggio.

Di fronte ai gravi avvenimenti internazionali degli ultimi anni, iniziati (giusto perché da qualche parte bisogna pure iniziare) con la questione Ucraina, continuati con il 7 Ottobre prima e la Guerra a Gaza poi, con la sfida Cina-Taiwan sempre sullo sfondo, e culminati (ma mica siamo alla fine) con la questione-Venezuela, mi è venuta immediatamente in mente una piccola canzone scritta una vita fa da Roger Waters: che nel 1983, scosso dalla Guerra delle Falkland, impose ai riluttanti compagni dei Pink Floyd un intero disco che proprio alla guerra, e ai suoi orrori e pericoli, faceva riferimento. “The Final Cut” è un album non per tutti, “poco Floyd, e troppo Waters“: pochi, se non nulli, gli svolazzi melodici, le aperture strumentali e le modulazioni armoniche, e molti i momenti cupi, le parole urticanti, i momenti senza speranza. Io, personalmente, lo amo molto. Continua a leggere “Leva le tue sporche mani dalla mia terra”

Domani avvenne: da lunedì 5 gennaio 2026 a domenica 11 gennaio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

5 Gennaio 1998: a South Lake Tahoe (California), a 63 anni, muore Salvatore “Sonny” Bono. Autore pop, inizia presto a incidere i primi successi (“Needles and Pins” e “The Revolution Kind”, ripresa in italiano dai Nomadi col titolo di “Come potete giudicar”): nel ’64 incontra la giovanissima Cher, con cui inizia una relazione affettiva e professionale nel duo Sonny & Cher (“I Got You Babe”), terminata nel ’75. All’ex marito, Cher dedicherà l’album “Believe”.

6 Gennaio 2001: il chitarrista David Gilmour vince una causa legale per il possesso dell’indirizzo web davidgilmour.com contro un tal Andrew Herman, che aveva registrato l’URL a suo nome, vendendo merchandise Pink Floyd non autorizzato attraverso il sito farlocco 🙂

7 Gennaio 2025: nella natia New York, a 87 anni, ci lascia Peter Yarrow. Cantante e chitarrista, è reclutato dal manager Albert Grossman per dare vita, a tavolino, a un trio folk: è il 1961, assieme a lui sono Paul Stookey e Mary Travers, e sono appena nati Peter, Paul & Mary, una piccola e grande leggenda del Folk Revival. Sono loro “Lemon Tree”, “If I Had a Hammer”, “Puff, the Magic Dragon”: i tre saranno inoltre fra i più importanti partecipanti alla storica marcia di Washington di Martin Luther King, e sarà proprio Yarrow a presentare Bob Dylan nello scandaloso “concerto elettrico” di Newport.

8 Gennaio 2016: per la RCA esce “Blackstar“, 25° e ultimo album di David Bowie. Pubblicato il giorno del sessantanovesimo compleanno dell’artista, due giorni prima della sua morte, espone una vasta gamma di influenze, tra cui musica elettronica, hip-hop, jazz e art rock. Gran parte dei testi delle canzoni fanno riferimento alla malattia di Bowie, e alla morte: sia per la qualità intrinseca del lavoro, che per la quasi concomitante morte dell’artista, “Blackstar” diventa il solo “numero uno” di David negli Stati Uniti.

9 Gennaio 1944: a Londra nasce James Patrick “Jimmy” Page. Avvicinatosi alla chitarra a 13 anni, a 16 inizia ufficialmente la carriera musicale: apprezzato turnista, producer e session man, nel ’67 entra negli Yardbirds (prima al basso, e poi alla chitarra), e due anni dopo – tramite la fallimentare ma seminale esperienza negli New Yardbirds – fonda i Led Zeppelin. Con John Paul Jones, John Bonham e Robert Plant, Jimmy crea una delle band più importanti e leggendarie di sempre: e Jimmy è un vero fuoriclasse, capace di riff granitici e delicati arpeggi, di performance incendiarie e improvvisazioni indianeggianti, di assolo fulminanti ed esperimenti rumoristici. Un genio.

10 Gennaio 1976: a Hines (Illinois), a 66 anni, muore Chester Arthur Burnett, in arte Howlin’ Wolf. Cantante e musicista blues, conquista una buona popolarità nel Sud grazie alle sue performance istrioniche, alimentate da una fisicità prorompente (due metri di altezza per oltre centotrenta chili di peso): e, arrivato a Chicago, alla soglia dei quarant’anni, trova il successo. Il “lupo ululante” attraversa gli anni Sessanta come un iracondo e sismico missionario del blues, firmando capisaldi assoluti come “Killing Floor”, “Spoonful”, “Smokestack Lighting” e “Little Red Rooster”.

11 Gennaio 1967: al De Lane Lea Studios di Londra, Jimi Hendrix incide “Purple Haze“: pubblicato a Marzo come singolo nel Regno Unito, questo brano – che mostra tutta la creativa esplosività del chitarrista meticcio americano – diventa una delle sue canzoni-simbolo.

Il Lego che lega

Ciao a tutti. Beh, per questa volta, basta con i post ad argomento musicale: almeno al 31 Dicembre un post a tema “privato” ci sta!
Avete presente quando, in uno dei tanti “Fantozzi“, il ragioniere per antonomasia inizia a trovare filoni di pane ovunque, e solo dopo moltoe riflessioni capisce che la moglie è innamorata del panettiere (Diego Abatantuono)? Beh, a me è capitata una cosa simile: ma simile solo per la prima parte, nel senso che la mia metà non è invaghita di chissà chi. Almeno credo! Continua a leggere “Il Lego che lega”

Domani avvenne: da lunedì 29 dicembre 2025 a domenica 4 gennaio 2026

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

29 Dicembre 1929: a Sunflower (Mississippi) nasce Tyler Murphy, in arte Matt Guitar Murphy. Chitarrista di ambito blues, nei Sessanta è partner di stelle come Howlin’ Wolf, James Cotton, Otis Rush, Etta James, Sonny Boy Williamson II, e acquista definitiva notorietà con la partecipazione alla Blues Brothers Band: nel film di John Landis ricopre il ruolo di cuoco nel fast food gestito dalla moglie Aretha Franklin 🙂

30 Dicembre 1947: a Birmingham (UK) nasce Jeff Lynne. Cantante, autore, polistrumentista e producer, già attivo nella fase finale dei Move, nel ’69 è fra i co-fondatori e le menti pensanti della Electric Light Orchestra: band alle prese con un prog-rock di matrice sinfonica e che ottiene molta fortuna verso la metà degli anni Settanta. Come producer, Jeff si dedica alla rinascita di George Harrison, e collabora con decine di artisti, come Roy Orbison, Tom Petty e Paul McCartney.

31 Dicembre 1961: al Ritchie Valens Memorial di Long Beach (California), i neoformati Beach Boys tengono il primo, brevissimo, concerto della loro straordinaria carriera. Lo spazio concesso ai Beach Boys è poco, come si conviene agli esordienti: giusto il tempo di suonare tre pezzi (la loro “Surfin’”, e due cover), ed è già ora di scendere dal palco, con in tasca soli 60 dollari: ma la loro vita cambia per sempre. A questo evento ho dedicato, anni fa, questo post: che ovviamente merita una lettura!

1° Gennaio 1964: sulla BBC One debutta “Top of the Pops“, programma tv musicale “per giovani”. Ogni puntata espone la classifica dei dischi più venduti della settimana, con la partecipazione – in playback o dal vivo – degli artisti stessi. Il programma chiuderà solo nel 2006: in quella, storica, prima puntata, ad aprire le danze è Dusty Springfield.

2 Gennaio 1969: la polizia del New Jersey sequestra trentamila copie di “Unfinished Music No.1 – Two Virgins“, primo disco solista (e fortemente sperimentale) di John Lennon. A destare scandalo è la copertina, che ritrae la coppia completamente nuda.

3 Gennaio 1920: a Napoli nasce Renato Carusone (con la “u”), ma per tutti noto come Renato Carosone (con la “o”). Renato apprende prestissimo il mestiere di pianista: diplomato al conservatorio, dopo una lunga esperienza nelle colonie africane d’Italia, torna in patria e nel ’49 – dopo l’incontro con il chitarrista Van Wood – nasce il Trio Carosone… Che dopo cinque anni, anche grazie al paroliere Nisa, trova la sua strada in canzoni in napoletano ricche di humour e leggerezza, ispirate al boogie e allo swing, che ottengono enorme successo e sbarcano anche negli Stati Uniti. Dopo il ’59 Carosone si ritira improvvisamente dalle scene: ma negli anni tornerà più volte a farsi notare, con concerti, comparsate e omaggi, e sempre mostrando una grandissima verve.

4 Gennaio 2011: a Bournemouth (UK), a 64 anni, per gravi complicazioni al fegato, ci lascia Gerald “Gerry” Rafferty. Cantautore pop-rock di nascita scozzese, è famoso soprattutto per due brani: il primo, scritto durante la permanenza negli Stealers Wheel, è il dylaniano “Stuck in the Middle with You” (1972), usato da Tarantino ne “Le Iene”, nella famosa scena dell’amputazione dell’orecchio; il secondo è “Baker Street” (1978), basato su un iconico break di sax, e che vende oltre 5 milioni di pezzi.

“Fairytale of New York”: la non-favola di Natale

Ciao a tutti, e buon Natale. Buon Natale, si: ma non tutti i Natali sono buoni. Ci sono Natali trascorsi al capezzale di un caro, altri in cui sei sotto le bombe, altri ancora passati a dormire in un ricovero per sbandati, o semplicemente in cui tutto ti sembra inutile, triste e senza scopo. Al di là delle retoriche e delle frasi fatte, Natale può diventare uno dei giorni più tristi dell’anno, traboccante rimpianti, sogni e occasioni perdute.

E ben lo sanno Shane MacGowan e i suoi celtic-punk Pogues, che nel 1987 pubblicano “Fairytale of New York“: brano uscito prima come singolo, e poi incluso nell’album “I If Should Fall From Grace with God”, e che gronda irlandesità e alcol da ogni nota. La storia del pezzo è lunga, travagliata e piena di ostacoli: basti dire che, dall’idea iniziale, ci vogliono due anni per venirne a capo… Ma ne vale la pena.

Sebbene il singolo non guadagni mai il primato di “numero uno di Natale” nel Regno Unito, negli anni conquista così tanto affetto e rispetto da diventare, in quel pase, la canzone natalizia più ascoltata del 21° secolo. Come sapete non mi lascio trasportare troppo da confidenze e emozioni, nei miei post, ma qui lo devo ammettere: quando ascolto questa canzone, mi viene sempre il magone. Continua a leggere ““Fairytale of New York”: la non-favola di Natale”