Chi non fa musica, lavora!

Ciao a tutti, come state? Io abbastanza intasato di cose extra-lavoro: un po’ come tutti, in fondo, ma il periodo è davvero “carico”. E a proposito di lavoro ed extra-lavoro, e della Festa del 1° Maggio, oggi pubblico un post che riguarda quegli artisti che, cessata la carriera musicale, si sono messi a fare tutt’altro per campare.

…Percorso che riguarda ben difficilmente le star: queste, di solito, anche a 80 anni continuano nella loro trafila, spesso con opere di puro mestiere; o se la godono bellamente, magari impegnandosi in progetti benefici o in fondazioni… Ma raramente (e chi glielo farebbe fare!) si mettono a lavorare 8 ore al giorno! La “media aristocrazia” musicale, invece, quando la stanchezza inizia a farsi sentire, molto sovente rimane comunque nel suo ambito, passando dietro i banconi dei mixer o alle scrivanie delle case discografiche, o aprendo scuole di perfezionamento (un po’ come fanno gli ex calciatori, che fondano scuole calcio, o diventano procuratori o allenatori).

Sono gli artisti di seconda fascia quelli cui più facilmente capita la strada del “lavoro comune”: gente che, dopo anni passati fra piccoli tour, studi di incisione e (magari) anche il plauso della critica, ma stufi di sbattere il naso contro porte chiuse o di dannarsi l’anima per vendere un migliaio di copie, hanno appeso la chitarra al chiodo, e vivono un po’ come tutti noi… Senza grandi capitali da parte, inventandosi un mestiere, adattandosi a lavori qualunque o trasformando passioni giovanili in una busta paga.

Ecco, allora, un piccolo elenco di questi simpatici “ex” del rock: alcuni li conoscete, ma altri sono nomi davvero “di nicchia”, cui va comunque il mio plauso.

  • Tom Scholz: leader dei Boston, nella lunga messa in pausa della band, sfrutta le sue conoscenze di ingegnere (e i suoi capitali) per fondare la Scholz Research & Development, che sviluppa alcuni brevetti di elettronica musicale, poi commercializzati a marchio “Rockman”.
  • Greg Graffin: cantante del gruppo punk-rock Bad Religion, nel 2003 ottiene il dottorato di ricerca in Zoologia, e nel 2008 diventa docente di Scienze Naturali… A titolo di omaggio, un uccello estinto del Cretaceo sarà chiamato “Qiliania graffini”!
  • Chris Mars: il batterista del gruppo alternative rock di Minneapolis, The Replacements, dopo aver illustrato alcune copertine della band, a fine anni Novanta decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Le sue opere raggiungeranno anche i 30.000 dollari.
  • Sterling Morrison: e questo nome proprio “sconosciuto” non è, a conferma che ogni regola ha la sua eccezione! Chitarrista attivo nei Velvet Underground di Lou Reed, nel 1970 lascia la band, riprende gli amati studi di letteratura medievale e diventa assistente universitario. Alcuni anni dopo, ottenuta la licenza di capitano di lungo corso, diviene capitano di un rimorchiatore di Houston. Un vero eclettico!
  • David Lowery: leader della geniale band alternative Camper Van Beethoven, nel 1984 ottiene un dottorato in scienze dell’educazione, ed è nominato docente presso il programma di business musicale, diventando una sorta di paladino dei diritti d’autore degli artisti.
  • Bill Berry: batterista del R.E.M., nel 1997 lascia la band e l’industria musicale per dedicarsi all’agricoltura, lavorando nella sua azienda di Farmington (Georgia).
  • Guy Kyser: membro fondatore di una delle band più di nicchia della storia – e, per me, uno dei miei piccoli grandi miti, i Thin White Rope – dopo lo scioglimento del complesso, nel 1992, sparisce per anni dalle cronache, fino ad essere rintracciato al Dipartimento di Scienze Botaniche di Davis, California, nelle insospettabili vesti di ricercatore botanico.

Qualcuno conosce storie che non ho citato, ma a tema?

E buona festa a tutti, amici miei!

2 pensieri riguardo “Chi non fa musica, lavora!

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