Il giudizio a 58 anni

Ciao a tutti. Oggi niente (o quasi…) musica, ma solo cazzi miei!
Dunque: alla mia importante età, ho ancora tutti i denti del giudizio, anche se “inclusi” (ah, queste benedette politiche di inclusione…). Tre sono, pur se sotto gengiva, “verticali”: e finché sono fermi, non danno problemi. Il quarto (inferiore destro) è invece “orizzontale”: e il mio storico dentista ha sempre detto che, prima o poi, avrebbe potuto creare una “tasca“, comunicando di nascosto (in parole povere) con la bocca, e portando a una carie del dente, e un ascesso. Io ho sempre tenuto d’occhio la situazione, e sempre sperando che nulla si muovesse.

E invece si è mosso. Dolorini, sensibilità alle ghiandole in loco, fastidio all’orecchio: rapida visita al dentista e nulla da fare, è da togliere.

Martedì (due giorni fa) è il giorno dell’intervento: che sì, in questo caso si qualifica proprio come “intervento chirurgico a tutti gli effetti, non una semplice estrazione. Mai tolto un dente in vita mia: decine di rattoppi, otturazioni, intarsi, ecc, ma estrazioni mai. Il dentista, la TAC in mano, la guarda e mi dice che, una volta “scoperchiata” la gengiva, il maledetto dovrebbe uscire velocemente. E invece (secondo “invece” del post), durante l’intervento, qualcosa non va: il dente è “quasi anchilosato”… In poche parole, è quasi fuso con la mandibola. Occorre “ridurlo” girandogli attorno col trapano e, diventato più sottile, toglierlo. La cosa allunga decisamente il lavoro: che, alla fine, dura tre ore e mezza. Non so voi, ma per me è tanto.

Mi alzo abbastanza provato: e anche il dentista lo è! Non per il dolore, io, ma stai tre ore e mezza con la bocca sempre aperta, sentendo trafficare dentro, un po’ di tensione, e cogliendo che le cose non stanno andando proprio bene… Ovviamente, con continui “ricarichi” dell’anestesia, che nel frattempo si sta scaricando. Oltre che (anche se questo è il meno) a metà mi viene una voglia pazzesca di pisciare, ma di alzarsi proprio non se ne parla. Proprio una bella esperienza: avrei preferito avere una diarrea di due giorni.

Ora sono a casa, la guancia è bella gonfia (ma in riduzione), di pillole da prendere ce ne sono diverse, il dolore poco o nulla, il fastidio più grande è la ridotta (e temporanea) possibilità di aprire la bocca e masticare: e, quindi, vai di yogurt, kefir, semolino, gelato, minestre, mele cotte… Ma passerà anche questo. Come dice un proverbio che amo molto, “Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia“.

E questo è quanto: ed è anche il motivo per cui il doveroso post sull’addio di Gino Paoli non è uscito in diretta, ma il giorno dopo: l’altro ieri ero stroppo stravolto.

Ma, per non smentirmi, aggiungo una (buona!) canzone che proprio ai denti del giudizio fa riferimento: “Wisdom Teeth“, della pressoché sconosciuta indie-band canadese Brkn Love. Si, perché “dente del giudizio”, in parecchie lingue europee (cosa che non sempre capita), ha sempre lo stesso significato: “Wisdom tooth” (inglese), “Muela del juicio” (spagnolo), “Weisheitszahn” (tedesco), “Dent de sagesse” (francese). Almeno qualcosa ho imparato. Oltre che non sempre il nostro corpo produce cose utili… I denti del giudizio in primis, che se escono danno problemi, e se non escono ancora di più, e non sono per nulla indispensabili alla masticazione.

A presto, carissimi!

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