Ciao a tutti. Come sempre, non essendo un “sanremista”, ma occupandomi per diletto di musica e dintorni, anche quest’anno ho trovato una scappatoia per essere sul pezzo: a modo mio, ovviamente. Si tratta di una storia, più che italiana, tipicamente napoletana: ma che con Sanremo c’entra, in fondo. Una vicenda clamorosa e abbastanza nota, su cui è stato scritto anche un libro e girato un film, e che mi fa piacere raccontarvi. Un caso dove si intrecciano l’atavica arte di arrangiarsi partenopea, un talento “imprenditoriale” sopraffino, l’amore per la musica e il codice civile (e penale): il caso dei fratelli Frattasio, e di Mixed by Erry.
Napoli, si sa, campa di contraddizioni: e ancor di più lo faceva negli anni Ottanta e nel primo scorcio dei Novanta. In quel periodo, a cavallo fra lo storico scudetto di Maradona e le stragi di camorra, con la Napoli dei Totò e Peppino dietro l’angolo, nel quartiere Forcella vive una famiglia come tante… Di quelle ai margini, con pigione e bollette sempre in ritardo e i genitori che sbarcano il lunario in un modo “partenopeamente onesto”: pacchi ai turisti, whisky di contrabbando allungato col tè, vhs a luci rosse, finti Rolex, e cose così. Un’incoerenza dell’etica tipica di chi si arrangia per vivere, e fa cose illegali, ma che non è e non si sente un criminale.
Nella famiglia ci sono quattro maschi: Enrico, Peppe, Angelo e Claudio. Enrico lavora nel negozio di quartiere di don Ferdinando, commerciante di apparecchi radio e tv, e sogna di fare il dj: ma mica facile, senza l’allure di Mergellina o del Vomero. Ma la sua passione chiama, e i debiti pure: che fare? La risposta è semplice: confezionare cassette pirata “su misura”: la stessa cosa che tutti noi di quell’epoca abbiamo fatto, per gli amici o la fidanzata, e su cui alcuni lucravano pochi spicci… Solo che lui ha il colpo di genio: le penserà davvero “ad hoc”; immetterà novità non ancora sul mercato; ne farà tante, tantissime; e le venderà in quantità industriale… con l’aiuto dei fratelli Peppe e Angelo.
Nel giro di poco tempo l’affare si ingrossa, e con la sigla Mixed by Erry nasce un vero e proprio impero. La costruzione del prodotto è intelligente, e in molti aspetti anticipa i tempi odierni:
- Raccolte tematiche per genere e per artista, dal pop neomelodico alla musica classica (molti i sacerdoti, fra i clienti): una versione embrionale delle playlist che “casualmente” le piattaforme digitali ci presentano a ogni istante;
- Nello spazio avanzato in coda alla cassetta, inserisce canzoni di artisti affini non richieste esplicitamente, per spingere il cliente a nuovi acquisti: l’algoritmo!
- Mixtape tematici fra cover diverse della stessa canzone: per fare un esempio, “Ancora” di De Crescenzo missata con la versione in francese di Mireille Mathieu, ancora inedita in Italia. Una sorta di “preorder” ante-litteram!
- A inizio cassetta, e alla fine, un bel messaggio auto-promozionale: «Mixed By Erry: la dimensione ideale per un ascolto pulito»: marketing allo stato puro;
- Un’altissima qualità di incisione – assicurata dai duplicatori all’avanguardia di marca Tascam – e una grafica essenziale ma autonoma, a suo modo riconoscibile, e sempre stampata di fresco: la confezione e promozione del brand.

Le dimensioni del commercio crescono fino a raggiungere soglie incredibili: si parla di un centinaio di persone coinvolte nella duplicazione, a turni alterni, H24, per una produzione che al suo apice arriverà a quarantamila copie AL GIORNO, con un ricavo di 100 milioni di lire alla settimana… E i laboratori, manco a dirlo, sono stanze di fortuna, ricavati in case già abitate, e affittate loro dai proprietari. Un giro d’affari che frutta milioni anche ai compiacenti fornitori di quantità esorbitanti di cassette vergini: e un’impresa che, paradosso tutto napoletano, a un certo punto deve difendersi dai taroccatori, che propongono versioni di bassa qualità (con locandine fotocopiate) del lavoro dei fratelli Frattasio 🙂 Il falso-falso contro il falso-originale.
La cosa, ovviamente, un bel giorno scappa di mano ai fratelli: su loro arrivano le grinfie di finanza, polizia, magistrati, ma soprattutto dei discografici, incazzati per il più grande degli affronti… l’uscita delle compilation del Festival di Sanremo sulle bancarelle ben prima della serata finale, e in deciso anticipo sulla versione ufficiale! Il metodo è semplice: il martedì Sorrisi & Canzoni pubblica l’elenco delle canzoni, con titoli e autori; mercoledì e giovedì il laboratorio prepara frontespizi e locandine; il venerdì escono i 45 giri ufficiali che Erry, già all’alba, si affretta a comprare; e il venerdì sera, dopo un mattino e un pomeriggio di febbrili duplicazioni, le cassette con le compilation inondano le bancarelle di Napoli e dintorni.
Ovvio che la cosa ormai non può più reggere. E’ il 1997, e a due anni dalla nascita della Federazione contro la Pirateria Musicale, il 15 Marzo Erry e fratelli sono arrestati. La pena – 4 anni, fra carcere e domiciliari – sarà esemplare, per dissuadere emuli e affini.
Una storia che sembra inventata, questa: fra romanzo criminale, “La banda degli onesti”, il romantico e la sceneggiata, dove il confine fra legge e vita reale è davvero blando. Rispetto a crimini come spaccio di stupefacenti, prostituzione e omicidi di Camorra, la violazione del diritto d’autore è allora percepita (ma pure oggi) come un’alternativa tutto sommato “sana e onesta”. Tant’è che persino alcuni magistrati inquirenti del tempo, nelle loro auto, avevano una cassetta “marchiata Erry” dedicata allo Scudetto dell’87: e che, entrati in galera, i fratelli Frattasio furono salutati dai compagni con titoli onorifici come “maestro” e “dottore”.
Il tempo intanto passa, in carcere e fuori: e lo smercio illegale di musica inizia a prendere altre strade, appannaggio della criminalità organizzata, e della rete Web. I fratelli Frattasio pagano tutto, e ora sono uomini liberi, con alle spalle una vicenda miliardaria e tanti ricordi, e un affetto fraterno che li tiene sempre uniti. Enrico ha ora 60 anni, confeziona imballaggi, ha una famiglia e tre figlie. Di quei tempi ha un ricordo tenero ed esaltante, ma anche pieno di rimpianti: “Abbiamo speso tutto, fra cavalli, auto, orologi e gioco d’azzardo… E in fondo volevo solo fare il DJ“. E, se gli chiedono chi era Erry, risponde con un’affermazione che sa di epigramma: “Ieri era un grande amico; poi è diventato un nemico; e ora è un consigliere“.
P.S. Le cassette del periodo d’oro si trovano anche su Ebay, a prezzi oscillanti fra i 20 e 30 euro l’una. E chi sa che non ne compri un paio di esemplari, come reperto storico. Certo, se non me ne appioppano una falsa.
Ne ho tante ancora funzionanti
Buongiorno
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C’è un bellissimo film di pochi anni fa che racconta questa storia.
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