In memoriam: Paul Di’Anno

Paul Andrews, in arte Paul Di’Anno (Chingford, 17 maggio 1958 – Salisbury, 21 ottobre 2024)

Testa calda, spirito inquieto e uomo dal carattere controverso, è stato il primo, iconico, cantante degli Iron Maiden.

4 pensieri riguardo “In memoriam: Paul Di’Anno

  1. Saranno almeno tre anni che interloquiamo (seppur sporadicamente) su altri Blog e non ero mai passato qui. Perchè ? Boh. Rimarrà una delle mie questioni irrisolte, ma vabbè. Meglio tardi che mai 😉

    Il mio rapporto con gli Iron è iniziato tardi, mi pare fosse nell’ 83 quando il mio compagno di banco dell’epoca, un pomeriggio a casa sua, mi disse: “senti che roba” e mise sul piatto il picture disc di “The Number of The Beast” (era roba del fratello maggiore), partendo proprio dalla traccia che dava il titolo all’LP. Se non sbaglio all’epoca il compianto Paul era già stato sostituito, ma poi ho avuto il piacere di ascoltarlo andandomi a ripescare i due album precedenti. Senza nulla togliere al suo successore, la differenza si sentiva eccome. Comunque, è andata così… sic transit gloria mundi.

    Non che fossi un vero “metallaro”, ma ho sempre saputo riconoscere il rock quando lo sentivo e gli Iron Maiden sono andati ad arricchire la mia collezione di ascolti. Roba forte, non c’è niente da fare. E quando dico che oggi “la musica è finita” non è per un’attitudine nostalgica da vecchio scoreggione ma è perchè proprio davanti a queste cose non c’è paragone. E basta.

    Colgo l’occasione per fare un doppio commento… ho letto il post della Punto e ti posso confermare che nel tempo mi sono convinto che le cose non sono mai del tutto inanimate. Probabilmente è qualcosa di riflesso, ma il loro “comportamento” cambia a seconda della nostra attitudine. Per non sbagliare, sempre meglio trattarle bene e con gentilezza: quello che vale per le persone secondo me vale anche per gli oggetti.

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    1. Innanzitutto ciao e grazie x il commento. Per me l’incontro con gli Iron avvenne grazie alla colonna sonora di Phenomena, in cui c’era Flash of the Blade… E
      fu amore, che tutt’ora continua pur con tutti i limiti che l’età impone sempre ( ai musicisti, ma anche agli ascoltatori). Per me in effetti il metal si identifica quasi solo con loro, e pur sapendo che questa è una posizione parziale e limitata, non ci posso fare granché! Di’Anno aveva un timbro figlio del punk, ben diverso da quello “tenorile” di Dickinson: probabilmente, visti anche i problemi caratteriali di Paul, la sostituzione fu la cosa giusta, ma sicuramente i primi due dischi avevano un piglio differente.
      E per la Punto si, concordo: sia per l’idea principale che per la chiosa!

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