Nella serata delle cover di Sanremo, altre cover

Si, lo ammetto subito: il titolo c’entra poco o nulla con Sanremo… Ma vuoi mica farti sfuggire l’occasione di sfruttare il Festival per fare una marchetta a mio favore? 🙂

L’idea per questo post nasce da un piccolo scambio di battute con l’amico di blog Kikkakonekka, a margine di un suo post a tema Battiato, qualche giorno fa: io gli segnalo una divertente cover-non cover fatta dal bravissimo pianista Stefano Bollani, e vedo che sia lui che un altro utente escono dalla visione del pezzo molto divertiti.

Si sa, Bollani è un genio del pianoforte jazz, apprezzato a livello mondiale, ma non solo: è un bravo entertainer, conosce molto bene la storia della musica pop, e soprattutto è ironico e brillante… Cosa che molti parrucconi pieni di sé si guardano bene dall’essere! Fra le molte gag che popolano i suoi programmi tv e i suoi concerti, ci sono una serie di parodie di cantanti italiani: Stefano finge di aver scritto un pezzo per un certo autore, ancora inedito, e ce lo fa sentire. I brani in questione riproducono così bene lo stile di quel cantante, sia nel loro svolgimento che nel modo di cantare, che se non fosse per lo spirito giocoso che anima le performance, o per i testi chiaramente caricaturali, che ci si potrebbe pure credere… Anzi, nei commenti di un video Youtube ho trovato un utente che accusava Bollani di aver rovinato un pezzo di Jannacci: quando invece il pezzo era una parodia!

Vi propongo qui quattro sue parodie: sono video non ufficiali tratti da concerti o da programmi tv, e quindi la qualità è quel che è… Ma non è questo quel che conta, in questa occasione. E lascio le tracce d’ascolto come link contenuto nel titolo (basta cliccarci sopra, insomma).

  1. Copacabana” (parodia di Paolo Conte)
  2. Hai mai letto Kundera?” (parodia di Franco Battiato)
  3. Senza titolo (parodia di Vinicio Capossela) + “Alba chiara” (parodia di Vasco Rossi)
  4. Lo gnomo e lo struzzo” (parodia di Angelo Branduardi)

A me divertono parecchio: anche perché si capisce che sono fatte con affetto e bonario divertimento, e senza puzza sotto il naso.

E fanno anche intuire come la musica pop, che tutti noi amiamo, alla fine sia una cosa “semplice”, facilmente imitabile da chiunque (che poi proprio chiunque non è…) abbia padronanza delle leggi della musica: e sappia, ovviamente, ascoltare, capire, e trovare la chiave giusta. Un po’ come le caricature per un bravo disegnatore, insomma.

Spero che questi brevi video vi siano piaciuti: senza nulla togliere alla “serata cover” di Sanremo!

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