Domani avvenne: da lunedì 1° dicembre 2025 a domenica 7 dicembre

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

1° Dicembre 2016: Spotify certifica il rapper statunitense-canadese Drake come l’artista con più ascolti dell’anno sulla piattaforma, mentre il singolo “One Dance” si aggiudica il titolo di canzone più cliccata.

2 Dicembre 1976: a Londra, presso la centrale elettrica di Battersea, inizia la session fotografica in vista dell’imminente uscita dell’album Animals” dei Pink FloydIl maiale gonfiabile volante, grosso circa 12 metri (“Algie”), il giorno dopo romperà improvvisamente gli ormeggi, dirigendosi verso l’aeroporto di Heathrow, e causando il blocco del traffico aereo. 🙂

3 Dicembre 1965: per la Parlophone esce il singolo “We Can Work It Out” dei Beatles. Il brano, frutto di un’autentica (e non solo formale) collaborazione Lennon/McCartney, condivide la pubblicazione con “Day Tripper”: per non penalizzare una canzone a discapito dell’altra, si decide “democraticamente” di piazzare i due pezzi sul lato A, lasciando il retro vuoto. E’ il primo caso di “doppio lato A” (“double A-side”) della storia.

4 Dicembre 1976: a Miami (Florida), a soli 25 anni, per abuso di alcol e sostanze stupefacenti, muore Tommy Bolin. Chitarrista elettrico di enorme talento, capace di vorticosi assolo su ritmi funky-rock (ascoltate l’incredibile “Quadrant 4” con Billy Cobham!), diventa famoso ai più quando entra nei Deep Purple, in sostituzione del fuoriuscito Ritchie Blackmore. Coi Purple inciderà un solo album: e, dopo un tour disastroso, la prematura scomparsa.

5 Dicembre 1972: a Milano nasce Stefano Bollani. Pianista prodigio, già a 15 anni suona jazz a livello professionale: nel ’96, grazie a Enrico Rava, entra nel giro “che conta”, e si afferma inesorabilmente come uno dei maggiori jazzisti di rilievo mondiale. Talento multiforme ed eclettico, suona con le leggende del jazz e interpreti italiani, affronta generi e stili diversi, e sempre con grande ironia e classe: oltre alla musica (31 i suoi album!), molta radio e tv, spesso anche nel ruolo di conduttore, e una lunga lista di collaborazioni discografiche e live.

6 Dicembre 1956: a Santa Monica (California) nasce Randall “Randy” Rhoads. Chitarrista elettrico di stampo hard rock, ma con un importante background classico, è uno dei musicisti metal più originali e influenti della sua generazione: prima in forza ai Quiet Riot e poi, soprattutto, a Ozzy Osbourne, con cui fa letteralmente scintille, collaborando alla scrittura di molti classici e conquistando le platee con live pirotecnici. Muore, per un incidente aereo, a soli 26 anni.

7 Dicembre 1949: a Pomona (California) nasce Thomas “Tom” Waits. Giovanissimo pianista appassionato di jazz e letteratura beat, inizia a farsi notare nei club di San Diego, e nel ’71 è messo sotto contratto. I primi dischi mostrano un Tom immerso in atmosfere fumose e notturne, venate di jazz e crooning: ma è nel 1983 che il suo stile inizia a inerpicarsi verso vette altissime, dove l’espressionismo di Kurt Weill incontra il blues del Delta, e si macchia di citazioni orientali, latine e folk, e dove le sue liriche – narrate da una voce da orco – dispiegano storie di surreale disperazione e di vite ai margini. Un genio assoluto.

Domani avvenne: da lunedì 17 marzo 2025 a domenica 23 marzo

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

17 Marzo 1957: Elvis Presley compra a Memphis la tenuta al numero 3734 del (futuro) Elvis Presley Boulevard, denominata Graceland. Secondo edificio privato più visitato della nazione, diventa la residenza ufficiale di Elvis fra il ’58 e l’anno della sua morte. Impressionanti i numeri: ventitre camere, svariati bagni, una piscina, un campo di racquetball, una stanza a tema africano, la “stanza tv” (con tre apparecchi sempre accesi), un bar, la “sala dell’oro” (con i dischi d’oro e i riconoscimenti ricevuti), e un gigantesco giardino… Un coacervo di kitsch, ingenuità da provinciale, architettura neoclassica e cattivo gusto, diventato nel 1982 museo nazionale.

18 Marzo 1945: a Roma nasce Roberto Satti. Cantante da sempre appassionato di Presley e di rock’n’roll, trasferito a Milano conosce il producer Vincenzo Micocci, che nel 1963 lo fa esordire col nome d’arte di Bobby Solo: pseudonimo nato per errore (“Come ti chiami?” “Bobby, solo Bobby”), ma che lo accompagna per tutta la carriera. Carriera che vede Bobby imporsi come “clone” italiano di Elvis, con successi clamorosi come “Una lacrima sul viso”, “Se piangi se ridi”, “Non c’è più niente da fare” e “Zingara” (assieme a Iva Zanicchi). Bobby Solo è anche titolare di uno dei primi casi in assoluto, in Italia, di canto in playback (Sanremo 1964).

19 Marzo 1982: a Leesburg (Florida), a soli 26 anni, muore Randy Rhoads. Uno dei chitarristi metal più originali e influenti della sua generazione – prima in forza ai Quiet Riot e poi, soprattutto, a Ozzy Osbourne, con cui fa letteralmente scintille – ci lascia per un tragico evento… Durante il tour, Ozzy e la band si fermano vicino a casa del loro autista: proprio dove c’è un hangar per piccoli charter. Caso vuole che l’autista, Andrew Aycock, abbia un brevetto da pilota: e che, salito su un aereo, decida di fare un po’ il bullo, mentre a bordo ci sono Randy e la parrucchiera. Dopo qualche evoluzione il mezzo urta il bus e si schianta contro un garage, dove prende fuoco: i tre passeggeri muoiono sul colpo.

20 Marzo 1915: a Cotton Plant (Arkansas) nasce la cantane e chitarrista “Sister” Rosetta Tharpe. Rosetta ha vari meriti: è la prima gospel singer donna a registrare professionalmente per una major (la Decca), incide i vendutissimi e memorabili inni “Shout Sister Shout”, “The End of My Journey” e “Precious Lord”, e soprattutto è la prima interprete di gospel a superare consciamente e sfacciatamente il confine che da sempre divide il canto religioso da quello profano, sconfinando nel jazz e nel blues… “Peccato mortale” che le procurerà feroci ostracismi, purtroppo.

21 Marzo 1940: a Yonkers (New York) nasce James Wesley Voight, in arte Chip Taylor. Cantautore, passa alla storia per la composizione di “Wild Thing“, singolo dei Troggs. Brano dalla potenza sconvolgente, essenziale, spoglio e primordiale, è uno dei singoli più coverizzati della storia: leggendaria la versione che Jimi Hendrix regalerà al pubblico del Monterey nel ’67. Chip è fratello dell’attore Jon Voight e zio di Angelina Jolie.

22 Marzo 1982: per la EMI esce “The Number of the Beast“, terzo album della metal band Iron Maiden. Primo lavoro del gruppo a raggiungere la vetta della classifica britannica, e primo a esibire Bruce Dickinson al microfono, è uno dei simboli della NWOBHM: in scaletta, oltre alla nota title track, “22, Acacia Avenue”, “Run to the Hills” e la lunga cavalcata di “Hallowed Be Thy Name”. Famosa la copertina, con il pupazzo Eddie nei panni di “burattinaio” del Diavolo.

23 Marzo 1945: a Ionia (CT) nasce Francesco “Franco” Battiato. Nel 1964, trasferitosi a Milano in cerca di successo, col compaesano Gregorio Alicata forma il duo “Gli Ambulanti”, ed entra nelle grazie di Giorgio Gaber: ma il tentativo di allinearsi al pop di quegli anni non ha fortuna. Nel ’71 inizia a dedicarsi alla musica sperimentale, con una serie di album via via più ostici: ne esce nel ’78, approntando una formula capace di coniugare successo commerciale, testi ermetici, arrangiamenti eclettici e riferimenti filosofici e letterari… Ed è una formula vincente, che sbriciola record e lo impone come uno dei più geniali autori (anche conto terzi) della sua generazione.