I miei dischi dell’anno #26 – Il 1975

Ciao a tutti, e benvenuti a una nuova puntata della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1975, anno dove capita di tutto un po’, come i primi voli del Boeing 747 e del Concorde, la fondazione di Microsoft, il quarto Oscar a Federico Fellini, lo scoppio della Guerra Civile in Libano, l’inizio della dittatura cambogiana di Pol Pot, il quindicesimo titolo di Giacomo Agostini, il massacro del Circeo, l’assassinio di Pierpaolo Pasolini, l’uscita di “Amici miei”, “Barry Lyndon”, “Profondo rosso”, “Fantozzi” e “Lo squalo”… E anche di parecchia buona musica!

Questo, per me, è uno dei periodi che preferisco, nella storia del rock: di tutto un po’, e sovente di altissima qualità. I generi rispondono tutti all’appello, dal folk al Soul, dal pop alla canzone d’autore, con una preferenza per  il Krautrock (con Klaus Schulze e Neu! in prima fila), l’Hard Rock (AC/DC, Blue Oyster Cult, Led Zeppelin, Aerosmith) e la nascente Disco Music (Donna Summer, KC and the Sunshine Band, Earth, Wind & Fire). Il Progressive, invece, nonostante sia in una fase decisamente calante, riesce ancora a partorire un capolavoro minore ed eccentrico come “Pampered Menial” dei Pavlov’s Dog, mentre la nostra PFM continua a sfornare lavori complessi e di sapore internazionale.

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Domani avvenne: da lunedì 29 marzo 2021 a domenica 4 aprile

29 Marzo 1940: a Sumter (California) nasce Raymond “Sting Ray” Davis. Bassista elettrico, assieme al mitico George Clinton è uno dei fondatori dei due collettivi psycho-funk dei Parliament e dei Funkadelic, con cui resta per tutta la durata della loro esistenza.

30 Marzo 1949: a Detroit (Michigan) nasce Lili-Marlene Premilovich, in arte Lene Lovich. Dopo un breve periodo in Russia, a 13 anni Lene – assieme alla madre – va a vivere in Inghilterra: qui sviluppa un forte legame con la scena underground, si spaccia per “danzatrice orientale”, conosce Salvador Dalì, calca le scene dei teatri, lavora come urlatrice in diversi horror, e nel ’78 firma un contratto discografico. I dischi del periodo d’oro (“Flex”, “New Toy”) sono un originale mix di abrasione punk, gelida elettronica e pop stralunato. Paradigmatica la partnership con la cantante tedesca Nina Hagen.

31 Marzo1987: per la Pasley Park Records esce l’album doppio “Sign o’ the Times“, di Prince. Disco straordinario, composto, arrangiato e suonato quasi per intero dal Genio di Minneapolis, accosta brani di generi affini ma diversi come rock, soul, funk e pop con  grazia e facilità disarmanti. Senza toccare le vendite del precedente “Parade”, “Sign o’ the Times” è premiato da critici e giornalista come il lavoro di un genio: in scaletta, oltre alla title track, “I Could Never Take the Place of Your Man e “U Got the Look”.

1° Aprile 1998: a West Hollywood (California) ci lascia Roger Alan Painter, meglio noto come Rozz Williams. Preso il nome da una lapide del cimitero (sic) della natia Pomona, Rozz inizia la carriera come chitarrista, organista e cantante in vari gruppi underground, e nel 1979 fonda i Christian Death, una delle band più interessanti ed estreme del filone dark-gothic, che macchia con ricorrenti incursioni in temi narrativi horror e nelle sonorità psycho. Dopo una lunga serie di problemi causati dall’eccessivo uso di droghe, Rozz termina la sua vita con una corda al collo: aveva solo 35 anni.

2 Aprile 1957: durante la sua prima tournée in Canada, Elvis Presley indossa per l’ultima volta il suo celebre completo di lamé dorato. Per le esibizioni future, Elvis indosserà solo alcuni “pezzi” di questo completo, come la giacca, la cintura e le scarpe.

3 Aprile 1895: a Peru (Illinois) nasce Edward ElzearZez” Confrey. Dopo la Prima Guerra Mondiale diventa pianista e arrangiatore, e soprattutto l’esponente più fortunato del cosiddetto “Novelty Piano”: un dialetto del ragtime accelerato, umoristico e virtuoso, caratterizzato da giochini di diteggiatura ripetuti e da una certa modernità armonica. Uno dei suoi brani più famosi è “Kitten on the Keys” (1921): un divertissement che vuole simulare i caotici e bizzarri suoni prodotti da un gatto che scorrazza sulla tastiera.

4 Aprile 1951: a Roma nasce Francesco De Gregori. Figlio del bibliotecario Giorgio e della professoressa Rita Grechi, grazie al più maturo fratello – Luigi Grechi – entra nel giro del Folkstudio, dove conosce Locasciulli, Venditti, Giovanna Marini e Caterina Bueno. Nel ’72 avviene il debutto discografico: prima il disco a 4 mani con Venditti, “Theorius Campus”, e pochi mesi dopo l’autonomo “Alice non lo sa”. E inizia una carriera che dura ancora oggi, nella quale Francesco si è affermato come uno dei massimi cantautori italiani di sempre: per un monumento così non è il caso di aggiungere l’ovvio, se non che oggi compie 70 anni!