Ciao a tutti. Cos’è l’amicizia? Ognuno può dare la propria definizione, e sono sicuro che, se qualcuno ve lo chiedesse, ciascuno avrebbe un’opinione diversa. Io ho la mia, e ve la racconto qui: prima, però, un breve preambolo.
Fra il 1988 e l’89 ho svolto il servizio civile presso la Croce Rossa: ambulanze, trasporti per terapie, urgenze e… annessi e connessi. All’epoca si facevano 20 mesi, parte dei quali è trascorsa presso la Croce Rossa di Mondovì. Qui ho conosciuto un gruppo di persone splendide: tutti più grandi di me (quasi tutti universitari), che – senza “spiegarmi” nulla – mi hanno “insegnato” parecchie cose. Con loro ho trascorso mesi molto belli: di cameratismo e trasporti per dialisi, di cazzeggio e sirene “spietate” (come diceva una tipa…), di vomiti e pulizie della sede. Per me, ragazzotto di provincia ancora molto legato alla casa, un po’ mammone e per nulla avvezzo al mondo, quel periodo è stato uno dei migliori della mia vita: oltre a fare un servizio utile alla comunità, sono cresciuto come persona. E questo è impagabile.
Bene. Di noi nove, uno purtroppo è mancato, uno si è trasferito in Australia, tre sono spariti dai radar… Ma con altri tre sono rimasto in contatto: ognuno ha fatto la sua strada (chi diventando illustratore grafico, vivendo – beato lui – in un fumetto; chi mettendo al mondo cinque figli e sperimentando nanoparticelle; chi lavorando molto ma licenziandosi anzitempo e prendere una seconda laurea a 60 anni)… Eppure, al netto di vite diverse e geograficamente non sempre comode, ci teniamo in contatto. La frequenza non è mai la stessa: si va da telefonate più o meno regolari a qualche messaggio sporadico o una pizza al volo… Ma, circa una volta l’anno, quando si può, ci troviamo per un pranzo, o una cena, spesso a casa di uno di noi.
Quest’anno i tre amici e le rispettive consorti sono venuti da noi per pranzo: Paolo ha portato il bere (un vero esperto!), Silvio un ottimo dolce casalingo, Andrea dei chili di gorgonzola, e noi abbiamo messo la casa e tutto il resto! È stata una bellissima giornata che, come sempre, è andata via in un niente: prendendosi un po’ per il sedere, chiacchierando del più e del meno, con qualche ironia sul passare degli anni (ogni anno si citano un po’ più esami e visite, e meno donne e motori!) e sullo sfacelo della politica attuale. A giornata terminata, nel frigo sono rimasti abbondanti avanzi, talmente tanta roba c’era: ma nel cuore ho ancora il calore della nostra amicizia, e del tempo trascorso con persone cui voglio molto bene.
La sensazione è sempre la stessa: ci si vede poco, a volte pochissimo, ci si sente altrettanto poco: ma, quando ci si incontra, sembra essersi visti solo un’ora prima. Come se quell’anno, o quei mesi trascorsi dall’ultima volta, non fossero mai esistiti: e questa, almeno per me, è una delle cose che definiscono cosa sia davvero un’amicizia. Che non è (o, almeno, non solo) frequentazione assidua, vacanze condivise o telefonate interminabili: ma un legame profondo, nato chissà come e perché, un calore che non smette mai di tenerti compagnia, e regalarti sorrisi e pace.
Io ho la sensazione che meno si ci vide è più rimane l’ amicizia. Un po’ come col matrimonio.
Buongiorno
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Concordo. Ho scoperto casualmente che un caro amico della scuola, che non vedo da decenni, si è sposato anni fa. Gli ho mandato un messaggio, è bastato per riprendere i rapporti come se il tempo non fosse passato. Se ci eravamo allontanati, è stato solo per la distanza, entrambi trasferiti in città lontane.
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