Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade

Ciao a tutti. Innanzitutto, scusate se negli ultimi 10 giorni non sono intervenuto sui vostri blog, ma sono stato un po’ preso da molte cose, non ultimo (ma non solamente) da alcuni guai di salute: ma ora eccomi qui!
Da tempo ho in mente di fare un post dedicato ai “dischi da portare sull’isola deserta” (che arriverà): come naturale contro-ipotesi, è nata l’idea dei “dischi da lasciare in cantina”. Ma non mi piace fare elenchi “in negativo”: e per fortuna qualcuno prima di me aveva già pensato a una cosa simile!

E’ il 1972, e il venerdì, sul secondo canale radiofonico della Rai, in orario di pranzo, va in onda il programma satirico “I Malalingua“: condotto e diretto da Luciano Salce, si presenta con il sottotitolo esilarante di “spettacolo musicale ad insulti” :-). Nella seconda parte della trasmissione, trova la spazio la “Schif Parade“: sorta di “dark side” della più nota e meritoria “Hit Parade” di Lelio Luttazzi, si propone come la classifica della canzone più brutta, odiata o dileggiata della settimana. Gli ascoltatori sono chiamati a votare, Sabina Arbore (sorella di Renzo) sceglie i titoli, e Luciano Salce – con Bice Valori – enuncia la graduatoria.

Purtroppo ci sono scarsissime registrazioni del format: ma, fra i brani premiati dalla Schif Parade, primeggiano:

  • Sugli sugli bane bane” – Le Figlie del Vento
  • Ma che strega sei” – Piero Focaccia
  • Nasino in su” – Mario Tessuto
  • Calabria mia” – Mino Reitano
  • Bagnata come un pulcino” – Caterina Caselli
  • La prima barba” – Lolita
  • E lei pescava” – Orietta Berti
  • Taratanpunziè (Vieni via con me)” – Loretta Goggi
  • …e anche la divina Mina, con “Io ti ho amato tanto“!

Il programma, in onda dal 12 Luglio 1972 al 31 Dicembre 1974, diventa un piccolo grande classico della crudeltà radiofonica: e questo grazie anche al pungente Luciano Salce… Che molti di noi conoscono per la regia di parecchi film del tempo (fra cui “Il federale”, “Il prof. dott. Guido Tersilli” e  i primi due “Fantozzi”), ma che è stato anche un graffiante e velenoso autore satirico.

Anche se la “Schif Parade” è morta e sepolta da una cinquantina d’anni, l’idea ha attecchito in ciascuno di noi. Chi, ascoltando la radio, Sanremo o i vari festival estivi, non ha – dentro la sua testa – compilato una personale lista di orrori musicali? Io ne ho parecchi, ma per carattere cerco di non concentrarmi sulle cose che non mi piacciono, limitandomi a ignorarle. Certo che davanti a roba come “Mmh ha ha ha” di Young Signorino, faccio fatica a trattenermi.

***

Approfitto di questo post per farvi, innanzitutto, gli auguri di buone feste!

E, già che ci sono, anche per chiedervi lumi in merito a una cosa capitata al mio blog: di colpo, nella giornata del 26 Marzo, ho perso una ventina di follower (per me, circa il 10%)… La cosa in sé non mi agita, ma mi incuriosisce: come mai “tutti assieme”, in un solo giorno? Erano profili reali o fake? Casualità? Complotto? 🙂 Boh… 

10 pensieri riguardo “Il piccolo museo degli orrori: la Schif Parade

  1. Ciao Francesco. Ultimamente è successo quasi a tutti di perdere follower. Io devo ancora controllare se è cambiato qualcosa dalla mie parti.
    Se dovessi fare una Schif Parede odierna, occuperei tre giorni per completarla. 😉

    Piace a 1 persona

  2. durante il cosiddetto “Gommalacca tour” un Battiato divertito si vantava che la sua canzone “Paranoia” fosse stata per molto tempo in vetta a questa classifica (per poi eseguirla), non so se sia vera la sua affermazione, ma certamente è verosimile

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Austin Dove Cancella risposta