I falsi miti della musica #5 – Pupo e il gelato di Malgioglio

Maggio. I primi caldi, i primi timidi sudori, il primo sole deciso: voglia di sorseggiare una bibita, di fare quattro passi lungo il mare, e di un bel gelato: magari al cioccolato, e “dolce e un po’ salato“, come diceva il poeta. E mai avrei pensato di dedicare un post a Pupo (al secolo, Enzo Ghinazzi) e a Cristiano Malgioglio, lontani come sono dai miei gusti musicali: eppure la vita è strana, ed eccoli qua! Perché la loro hit, che vendette parecchi pezzi, è legata a una sorta di leggenda metropolitana un po’ piccante: probabilmente ne avrete già sentito parlare, ma in ogni caso è divertente ripassarne la storia.

Dunque: è il 1979, il Ghinazzi ha per le mani una melodia accattivante (“catchy” dicono gli anglofoni), ma ha bisogno di un testo. Massì, chiediamo a Malgioglio: che sarà pur un signore parecchio curioso e “alternativo”, ma che il suo mestiere lo sa fare… Ha scritto – e roba buona – per Iva Zanicchi, Mina, Giuni Russo, la Carrà, Umberto Balsamo: perché no?

I manager si parlano, combinano, contrattano: il gaio signore dei testi fa il suo, si incide, e tutto va come previsto: il 45 giri “Gelato al cioccolato” esce, piace, vende. Ed entra nel gran polpettone delle canzoni pop italiane più “tormentose” di sempre: quelle, insomma, che tutti conoscono, e – piaccia o meno – restano nella memoria collettiva.

Ma dov’è il piccante? Tutto (pare) nasce durante un recente concerto di Pupo (“concerto di Pupo”…  un ossimoro: tipo “ateo devoto”, “lieta e pensosa”, “fresco lana”) in cui il colosso toscano confessa, fra il serio e il faceto, che Malgioglio scrisse il testo su una spiaggia tunisina: quando, apollineamente sdraiato sul suo asciugamano, vide uscire dalla onde spumose un bel ragazzo del posto, dalla pelle scura… E sognò (o, forse, mise anche in pratica) di omaggiare la sua Venere cartaginese con un “servizietto” intimo: da qui il “gelato” (il membro), al “cioccolato” (la pelle color mogano) “un po’ salato” (le tracce minerali del mare…).

Pupo, intervistato a TM News, conferma: “Non mi ero mai interessato da dove Malgioglio avesse tratto l’ispirazione. Qualche anno fa, quando la canzone era già un grande successo mondiale, mi raccontò tutto… Ecco, da quel momento, quando canto ‘Gelato al cioccolato’ mi vedo il tunisino con il gelato al cioccolato…”.

Da parte sua, Cristiano respinge ogni accusa: “Mi avevano chiamato per scrivere una canzone e mi dissero ‘Fai una cosa sul gelato‘, ‘Ma sai io sto lavorando con Mina, non me la sento‘, poi sono tornato a casa e quel giorno mi preparo un budino, solo che al posto dello zucchero ho messo il sale e così è venuto ‘dolce e un po’ salato’, voi pensate sempre al doppio senso, ma dico la verità”. E, ancora: “Il gelato al cioccolato in realtà non è il membro di un ragazzo africano, Pupo ha inventato questa cosa, magari per far ridere qualcuno mentre faceva uno spettacolo”.

Allora, qual è la verità? Alla SIAE la canzone è rubricata, per la musica, a Pupo, e per il testo al nostro Malgioglio e a Clara Miozzi: autrice di cui non sono riuscito a scoprire molto, se non che ha collaborato con Mino Reitano e il trio finto-messicano dei Los Marcellos Ferial 🙂 Non ho idea se la signora (Clara, intendo) sia ancora fra noi, ma se lo fosse sarebbe la prima a cui chiederei lumi. In mancanza, possiamo fare solo ipotesi:

  1. Che abbia ragione Malgioglio, con la storia del budino: che poi me lo vedo pure, Cristiano, con la testa agghindata come la Mami di “Via col Vento”, che spadella; e che Pupo, quindi, abbia inventato tutto. Certo che, nel caso, il Ghinazzi avrebbe avuto una bella fantasia…
  2. Che abbia ragione Pupo. In fondo, la nostra drag queen ha scritto (anche) cose come “Sbucciami“, “L’importante è finire” (e, anche qui, leggenda vuole che il testo originale dicesse “L’importante è venire”) e “Mi sono innamorato di tuo marito“: non sarebbe poi strano avesse, come dire, tratto ispirazione da un bel ragazzo… Se poi la sua fantasia sia rimasta tale, o abbia goduto di una realizzazione, non è proprio affar mio! A questo punto, però, perché tanta pruderie? In fondo, abbiamo sdoganato pure il saluto romano e i licenziamenti via SMS, che vuoi che sia un pompino?
  3. Che i due si siano, più o meno, messi d’accordo per fare un po’ di cagnara: po’ esse!

La prima e la terza ipotesi non mi divertono granché, però, quindi le escludo per principio. Mi gusta assai di più la seconda: sarebbe innanzitutto un bel tiro giocato al cantante… E in secondo luogo, l’immagine di innamorati, bambini, signore e ragazzotti che cantano ridacchiando la storia di una fellatio omosessuale, con l’inconsapevole leggerezza tipica di un pomeriggio estivo di fine anni Settanta, mi fa sinceramente scompisciare 🙂

Che volete, sono una persona semplice.

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