The Blues Brothers – The lost O.S.T.

Capita di avere casini in famiglia… E in questi giorni li ho, eccome. Allora, volendo mantenere la promessa dell’articolo settimanale, ricorro a un pezzo dove la riflessione è messa in secondo piano a vantaggio di qualcosa di più spiccio, ma che spero comunque interessante.

Parto in quarta: strano che di un film come “The Blues Brothers”, così ricco di canzoni e musica, esista una colonna sonora tanto preziosa quanto risicata. Su due ore abbondanti di film, è stata estratta una O.S.T. con sole 11 tracce: piccoli capolavori, intendiamoci… Ma roba ne manca. E poiché tutti conoscete i pezzi del disco ufficiale, parliamo allora di quelli segati dalla produzione!

  1. Nei primi secondi della pellicola, quando i secondini vanno a prendere Jake in cella, si ascolta un frammento strumentale di sapore blues: “Somebody Loan Me a Dime” di Fenton Robinson (1967), apprezzato chitarrista di Memphis. Il titolo richiama implicitamente il soggetto del film: la ricerca di denaro per una causa benefica.
  2. Appena “rotolati” nel sotterraneo dell’orfanatrofio dalla Pinguina, i due fratelli incontrano Curtis: in sottofondo, il veloce RNB “Shake Your Moneymaker” di Elmore James (1961): e, di nuovo, un chiaro riferimento al bisogno di dollari. Piccola curiosità: nella versione originale, Elwood abbraccia Curtis e dice: “You’re the only one that was ever good to us… singing Elmore James tunes and blowing the harp for us down here“. Traduzione: “Tu sei l’unico che sia stato buono con noi… per noi cantavi le canzoni di Elmore James e suonavi l’arpa in cantina”. Un chiaro esempio di “false friend” di cui è stato vittima il traduttore: “harp” è sì l’arpa, ma in ambito blues è l’armonica!
  3. Quando Jake “vede la luce”, nella chiesa di Cleophus James, un coro angelico viene a sancire il miracolo: è un breve frammento scritto da Elmer Bernstein, dal didascalico titolo di “God Music“.
  4. Elwood porta Jake nel “loculo” della scalcinata pensioncina in cui vive, tappezzata di foto di grandi del Soul. Proprio mentre si sta per grigliare il suo amato “pane bianco tostato”, mette sul giradischi un album della Decca: il Jump Blues “Let the Good Times Rolls“, di Louis Jordan (1946)… Pezzo dal testo ottimistico, che fa a pugni con lo squallore della situazione.

    Sam & Dave
  5. Elwood e Jake mettono nell’autoradio la cassetta “The Best of Sam & Dave”, del “dinamico duo” che tanto ha ispirato la genesi dei Blues Brothers: la prima volta dal mangianastri esce la morbida “Soothe me“, e successivamente la più tirata “Hold On, I’m Comin’” (1966). Val la pena ricordare l’origine di questo pezzo: durante una fase di stanca delle prove, l’autore Isaac Hayes chiamò spazientito Dave Porter, che tardava a uscire dal bagno… E la risposta – “Un momento! Sto arrivando” – divenne immediatamente il titolo!
  6. In fuga da una pattuglia della polizia, i due entrano in un mall con la Bluesmobile, mettendolo completamente a soqquadro (e, ovviamente, uscendone senza un graffio): nel farlo, sono accompagnati da una versione “speed” dello strumentale “I Can’t Turn You Loose” di Otis Redding. Il pezzo tornerà brevemente verso la fine, come “intro” della performance al Palace Hotel.
  7. Elwood e Jake iniziano a reclutare i membri della vecchia Blues Brothers Band: a casa della vecchia affittuaria di Malone (“La signora Tarantella?” “No, Tarantino“), il grammofono trasmette “Anema e core“, di Ezio Pinza. Ah, questi italoamericani…
  8. Donald “Duck”, Cropper, Murph, Willie e Malone ora si fanno chiamare “Murph and the Magic Tones” e, fra velluti e luci soffuse, suonano all’Holiday Inn. E cosa? Uno stucchevole arrangiamento caraibico dell’hit internazionale del nostro Tony Renis “Quando quando quando” (1962). “Dime quando tu verai / Dime quando quando quando / E baciando tu verai / Non se le creremo mai, mai, mai, quando…
  9.  “Voi eravate la spina dorsale. Il sistema nervoso di una grande rhythm’n’blues band. E adesso… ma guardatevi! Sembrate tante scimmiette ammaestrate“. Durante la discussione per riportare gli amici nella band, in sottofondo scorre una versione strumentale di “Just the Way You Are” di Billy Joel, clamoroso successo easy listening di quegli anni.
  10. E arriva la mitica scena al ristorante d’élite “Chez Paul”, dove il trombettista “Mr. Fabulous” lavora come maître… E dove, in perfetta consonanza con l’high tone del locale, la filodiffusione trasmette “Die Romantiker” (Op. 167) del compositore austriaco d’Ottocento Josef Lanner.
  11. A Detroit, in cerca di “Guitar” Murphy e “Blue Lou”, i fratelli si imbattono in una street performance: è il grandissimo John Lee Hooker alle prese con l’iconica “Boom boom” (1961). Peccato che in fase di post-produzione Landis abbia tagliato brutalmente la sequenza, riducendola a una trentina di secondi.

    John Lee Hooler
  12. A parziale compenso della perdita, Hooker si fa vivo una seconda volta: la sua fondamentale “Boogie Chillun’” (1948) esce dall’autoradio mentre la band, ora al completo, è in cerca di un posto dove rimediare qualche dollaro.
  13. E siamo al “Bob’s Country Bunker”: un locale Honky-tonk che nulla a che a fare con l’attitudine blues della band, ma che promette una buona paga. Mentre Jake (fingendosi il leader dei Good Ole Boys!) tratta per l’ingaggio, nella taverna risuona un monumento della canzone honky-tonk: “Your Cheatin’ Heart” di Hank Williams, nella versione dell’eroina country Kitty Wells (1960).

    Hank Williams
  14. Dopo un fischiatissimo accenno di “Gimme Some Lovin'”(“Questa non è una canzone di Hank Williams!“) e l’applaudito “pezzo riparatore” “Rawhide”, la band – fra cowboy ubriachi e in lacrime – esegue uno degli emblemi del conservatorismo country: “Stand By Your Man” (1968), di Tammy Wynette.
  15. Seguirebbe (forse ancora qui) la marcetta a sfondo bellico “Sink the Bismark“: e uso il condizionale perché la sequenza è stata interamente tagliata. In rete è comunque reperibile la traccia sonora.
  16. Ora i Blues Brothers hanno trovato la sala per il concerto. Piazzano sulla Bluesmobile un megafono per farsi pubblicità, e mentre girano chiamando il pubblico a raccolta (tipo “è arrivato l’arrotino”) sono accompagnati dall’agile “I’m Walking” di Fats Domino (1957).

    Illinois Nazis
  17. Eccoci all’inseguimento finale: dietro la Bluesmobile in fuga ci sono i Good Ole Boys, auto della polizia a dozzine, e i Nazisti dell’Illinois… E, proprio prima che i Nazis precipitino dal cavalcavia, rimbomba nell’aria la “Cavalcata delle Valchirie(“Walkürenritt“) di Richard Wagner, eseguita dalla Pittsburgh Symphony Orchestra!
  18. Siamo alle ultime battute, i fratelli sono arrivati all’Ufficio delle Imposte di Chicago: devono solamente consegnare la somma. Sull’ascensore, la filodiffusione propone l’immancabile bossa nova “Garota de Ipanema” (1962) di Carlos Jobim. Un capolavoro della musica ma – qui come altrove – trasformato in un segmento di pallida muzak.

E voilà! Tanta roba, eh… Certo, “Anema e Core” o le “Valchirie” con blues non c’entrano proprio per nulla: ma per un film così, ormai definitivamente assurto a cult assoluto, non sarebbe strano se qualcuno avesse provveduto alla pubblicazione di una “Colonna Sonora Deluxe“, un po’ più pingue di quella originale… E invece niente. Ho dovuto farmela io, con le mie manine!

 

 

 

 

E ora, la tracklist “integrata” del film:

  1. Somebody Loan Me a Dime (Robinson) – Fenton Robinson
  2. She Caught the Katy (Taj Mahal – Rachell) – Blues Brothers Band & Jake
  3. Shake Your Moneymaker (James) – Elmore James
  4. The Old Landmark (Brewster) – James Brown
  5. God Music (Bernstein)
  6. Soothe Me (Cooke) – Sam & Dave
  7. Hold On, I’m Coming (Hayes – Porter) – Sam & Dave
  8. I Can’t Turn You Loose (Redding) – Blues Brothers Band
  9. “Peter Gunn” Theme (Mancini) – Blues Brothers Band
  10. Let the Good Times Roll (Teard – Moore) – Louis Jordan & His Tympany Five
  11. Anema e Core (Manlio – D’Esposito)
  12. Quando, quando, quando (Testa – Renis) – Murph and the Magic Tones
  13. Just the Way You Are (Joel) – Billy Joel
  14. Die Romantiker (Josef Lanner)
  15. Boom Boom (Hooker) – John Lee Hooker
  16. Think (White – Franklin) – Blues Brother Band & Aretha Franklin
  17. Shake a Tailfeather (Rice – Hayes – Williams) – Blues Brother Band & Ray Charles
  18. Boogie Chillun’ (Hooker) – John Lee Hooker
  19. Your Cheatin’ Heart (Williams) – Kitty Wells
  20. Gimme Some Lovin’ (Winwood – Winwood – Davis) – Blues Brothers Band & Jake
  21. “Rawhide” Theme (Washington – Tiomkin) – Blues Brothers Band, Jake & Elwood
  22. Stand by Your Man (Wynette – Sherrill) – Blues Brothers Band, Jake & Elwood
  23. Sink the Bismark (Horton – Franks) (CUT) – Blues Brothers Band, Jake & Elwood
  24. I’m Walking (Bartholomew – Domino) – Fats Domino
  25. Minnie the Moocher (Calloway – Mills – Gaskill) – Blues Brothers Band & Cab Calloway
  26. Everybody Need Somebody to Love (Berns – Wexler – Burke) – Blues Brothers Band, Jake & Elwood
  27. Sweet Home Chicago (Johnson) – Blues Brothers Band, Jake & Elwood
  28. Walkürenritt (Wagner) – Pittsburgh Symphony Orchestra
  29. Garote de Ipanema (De Moraes – Jobim)
  30. Jailhouse Rock (Leiber – Stoller) – Blues Brothers Band & Jake

Abbiamo parlato di:

Va. Aa. – “The Blues Brothers – Original Soundtrack Recording” (LP) – Atlantic Records, 1980

John Landis – “The Blues Brothers” (1980, USA, 133 min) – Sceneggiatura: Dan Aykroyd, John Landis – Distribuzione: Universal Pictures

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