Sempre più in alto

Un pallino rosso sulla mappa della Scozia, lungo la costa Ovest, direzione Nord: Ullapool. Milletrecento anime, qualche pub, vetrine che espongono plaid e tartan, file di casette di legno a un piano, un porticciolo. Siamo arrivati qui venerdì, tardo pomeriggio, più o meno a metà del nostro giro: abbiamo dormito in un bed & breakfast (più bed che breakfast: la colazione era tutta in un piccolo cestino con due pere, qualche croccantino, un porridge liofilizzato e poco altro), dopo essere andati a cena nel ristorante di un hotel (il vicino di tavolo era uguale-uguale all’Eric Clapton di una decina d’anni fa…), e presto a nanna.

Al mattino, spostiamo l’auto al porto, per comprare qualche souvenir. Da dietro l’angolo sbuca un tipo, col suo fumante bicchierone di carta; e, poco più in là, un minuscolo bar. Entriamo, e ci prendiamo due coffee-to-go, due caffè “americani” da passeggio. E’ metà Luglio ma qui, se è nuvolo – e oggi lo è – non si superano i 16 gradi: il bicchiere ci scalda le mani, ogni tanto beviamo un sorso di quel caffè un po’ slavato, lungo lungo, ma che stamattina ci sta proprio bene.

Pochi passi, e siamo al molo dei ferry. Da Ullapool partono i traghetti per l’isola di Lewis e Harris, nelle Ebridi Esterne: gente va e viene, indaffarata e allegra, per raggiungere un festival di musica folk che si sta svolgendo lì, proprio in questo fine settimana. Sul marciapiede, due ragazzi custodiscono i loro voluminosi strumenti, imballati in tele cerate. Nel parcheggio, l’autista del bus – un omone barbuto, grande e grosso come l’orco buono delle fiabe – scherza con un amico, mentre aspetta il momento di mettersi in moto. Continua a leggere “Sempre più in alto”

Domani avvenne: da lunedì 29 luglio 2024 a domenica 4 agosto

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

29 Luglio 1966: alla Twisted Wheel Hall di Manchester, a soli 13 giorni dalla loro nascita, i Cream di Clapton, Baker e Bruce debuttano ufficialmente sulle scene. Il repertorio è costituito da cover blues come “Spoonful”, “Crossroads” e “I’m So Glad”: una sorta di “riscaldamento” per l’esordio in grande stile, due sere dopo, al sesto National Jazz and Blues Festival di Londra.

30 Luglio 1941: a Ottawa (Canada), da una famiglia di origini greche e libanesi, nasce Paul Anka. Portato a New York per un’audizione, ancora sedicenne, presenta ai discografici l’autografa “Diana”: pezzo che, inciso nel 1957, diventa un istantaneo “numero 1” nelle chart di mezzo mondo, arrivando a vendere la cifra pazzesca di nove milioni di pezzi! Talentuoso e brillante, si dimostra uno degli autori più di successo della sua generazione, con brani come “It’s Time to Cry”, “It Doesn’t Matter Anymore” e “Put Your Head on My Shoulder”.

31 Luglio 2010: a 99 anni suonati, a New York, ci lascia “Mitch” Miller. Durante i suoi anni alla Columbia, Mitch diventa uno dei simboli del nuovo mestiere del producer: se un certo brano sarà un successo o un flop, a deciderlo non sarà l’artista o l’autore, ma chi siede in sala di registrazione e negli uffici. Per ogni cantante occorre approntare una precisa strategia di mercato, un complesso intrecciarsi di voci, volti, atteggiamenti, sound, arrangiamenti e promozione televisiva. Il suo show tv “Sing along with Mitch” apre inoltre la strada al moderno karaoke televisivo.

1° Agosto 1969: nel parco dell’ippodromo Atlantic City Race Course si apre la tre giorni dello US Atlantic City Pop Festival. Davanti a centomila persone suonano Tim Buckley, Byrds, Joe Cocker, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Joni Mitchell, Frank Zappa e Santana: nonostante i numeri importanti, e gli artisti coinvolti, questo festival è uno dei meno noti, soverchiato com’è da quello di Woodstock, che si svolge a sole due settimane di distanza (e cui ho dedicato QUESTO post).

2 Agosto 1951: a Hackensack (New Jersey) nasce Joe Lynn Turner. Cantante di ambito rock AOR, nel 1980 è chiamato alla corte dei Rainbow di Blackmore, con cui incide tre album; passa poi ai Rising Force di Yngwie J. Malmsteen, ed è successivamente assunto dai Deep Purple, anche se per lo spazio di un solo disco. Ampia la sua discografia solista.

3 Agosto 1979: per la Sire Records esce “Fear of Music“, terzo album degli statunitensi Talking Heads. Prodotti da Brian Eno, David Byrne e soci approntano uno spigoloso mix di ritmi disco, funk robotico, rock tradizionale, richiami afro e descrittivismo musicale. In scaletta, “I Zimbra”, “Cities”, “Memories Can Wait” e “Life During Wartime”.

4 Agosto 1964: per la IBC esce “You Really Got Me“, terzo singolo degli inglesi The Kinks. Scritto da Ray Davies, si basa su uno dei riff più riconoscibili di tutti i tempi, di due soli, semplici, roboanti power chord: essenziale, accattivante e diretto. Il pezzo raggiunge in fretta la vetta della classifica inglese, ed entra anche nella Top 10 statunitense, decretando il successo della band, e diventando la colonna sonora dei party dei college.

I miei dischi dell’anno #22 – Il 1994

Ciao a tutti, e ben trovati a un nuovo appuntamento della rubrica “I miei dischi dell’anno“: ora è la volta del 1994, anno della “discesa in campo di Berlusconi” e dell’inizio della cosiddetta “Seconda Repubblica”, dei massacri in Bosnia, della vittoria di Mandela alle prime elezioni multirazziali in Sudafrica, della morte in pista di Ayrton Senna e del trionfo del volley azzurro ai Mondiali, dell’inaugurazione del Tunnel della Manica, dell’ultimo concerto di Frank Sinatra, di “Pulp Fiction” e “Leon”… e di parecchi godimenti musicali.

Come al solito, vi propongo un estratto dalle classifiche ufficiali di vendita, e le mie integrazioni “fuori menù”: e sono sempre tante, non riesco a trattenermi! 🙂

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Domani avvenne: da lunedì 22 luglio 2024 a domenica 28 luglio

Quale musicista è nato oggi? Quale disco è uscito in quella data? Quale rocker è morto dieci anni fa? Ecco, per la settimana entrante, qualche risposta!

22 Luglio 2019: il video di “Bohemian Rhapsody” dei Queen, del 1975, raggiunge il miliardo di visualizzazioni su YouTube: si tratta del primo clip pre-1990 a raggiungere questo risultato.

23 Luglio 1994: l’asteroide 1980 JE della Fascia Principale del Sistema Solare è ufficialmente insignito del nome “3834 Zappafrank“, in onore del geniale musicista statunitense, morto 8 mesi prima. Scoperto nel 1980, questo corpo celeste ha un diametro compreso fra i 5 e gli 11 Km.

24 Luglio 1969: a New York, da una famiglia di origini portoricane, nasce Jennifer Lopez. Cantante e ballerina, inizia la carriera con alcune apparizioni in sit-com e telefilm, poi passa al cinema, e nel ’99 debutta nel mondo della musica, diventando in brevissimo tempo una delle popstar più famose e di successo degli ultimi vent’anni. Undici gli album finora pubblicati, e 80 milioni i dischi venduti: J.Lo è inoltre l’attrice latina più pagata nella storia di Hollywood.

25 Luglio 1969: al club Fillmore East di New York, il musicista canadese Neil Young si esibisce, per la prima volta in assoluto, con il trio Crosby, Stills & Nash. Quella che, inizialmente, doveva essere una collaborazione live per la durata di qualche concerto, serata dopo serata prende corpo, fino a stabilizzarsi in una nuova formazione, destinata a fare la storia.

26 Luglio 2013: a La Jolla (California), a 75 anni, ci lascia John Weldon Cale, in arte J. J. Cale. Cantante, chitarrista e autore sempre ai margini del grande mercato, ha esercitato una profonda influenza su artisti come Dire Straits ed Eric Clapton (che ha accolto in repertorio le sue “After Midnight” e “Cocaine”), attraverso uno stile a cavallo fra blues, jazz e country rock, rilassato e intimo.

27 Luglio 1929: a Louisville (Kentucky) nasce Harvey Fuqua. Cantante e autore, debutta nel gruppo vocale dei Moonglows, e all’inizio degli anni Sessanta passa al ruolo di producer alla Motown; ancora dieci anni, e Harvey approda alla RCA, per cui recluta Sylvester e rilancia la carriera di Marvin Gaye.

28 Luglio 2020: “Q Magazine“, rivista musicale inglese, pubblica il suo ultimo numero. Magazine mensile fondato nel 1986 dai giornalisti televisivi Mark Ellen e David Hepworth, si caratterizza per alti standard fotografici e di stampa, e per un sistema di “stellatura” degli album da 1 a 5 stelle, diventato presto uno standard.

Io non so parlar di musica #24 – Gerry Rafferty (bis)

Caso stranissimo, quello che presento oggi per la rubrica “Io non so parlar di musica“: innanzitutto perché è la prima volta che un artista trova spazio su questa pagina per ben due volte (la prima era accaduta esattamente un anno fa); e, poi, perché Gerry Rafferty è un musicista dalla carriera davvero singolare.

Gerry è un cantautore scozzese poco noto in Italia, e che – nonostante una discografia abbastanza nutrita – ha ottenuto scarso successoMa due brani (che, in astratto, sono un po’ pochini!) si innalzano sopra tutti gli altri, tanto da farlo diventare un piccolo mito. Il primo è appunto quello di cui vi ho parlato un anno fa, “Baker Street“, del 1978: ma sì, quello col famosissimo inciso di sax, e pubblicato a proprio nome. Il secondo è il di poco più remoto “Stuck in the Middle with You” (1972), scritto e cantato quando il Nostro era negli Stealers Wheel… Band formata con l’amico Joe Egan, e che (almeno con Rafferty in formazione) dura lo spazio di appena un anno: il tempo necessario per firmare e sfornare questo pezzo, che si piazza bene in classifica, diventa disco d’oro e vende un milione di copie.

Quando ascoltai per la prima volta “Stuck in the Middle with You”, anni fa, lo confusi per un pezzo di Dylan: e ora, bighellonando su internet, leggo che non sono l’unico… Tanto che, alla sua uscita, la canzone fu da molti scambiata per un nuovo singolo del buon Bob Zimmerman!

A me il pezzo piace, diverte e coinvolge, anche senza essere un capolavoro di arrangiamento o melodia: e chi se ne frega, aggiungerei! E poi, chiunque abbia in mente “Le Iene” di Tarantino, ricorderà per certo (anche perché la metto QUI) la scena in cui Mr. Blonde tortura il polizotto mettendo, sul mangiacassette, proprio questo brano: prima balla e canticchia qualche verso, poi gli si avvicina e – fortunatamente fuori campo! – gli mozza un orecchio. Sequenza indimenticabile: anche per merito della canzone, ci sta a pennello!
Come sempre, la parola alla musica. Buona visione e buon ascolto!

Stealers Wheel – “Stuck in the Middle with You

Tratto da “Stealers Wheel” (1972)