I miei vinili #21 – E la musica classica?

Ciao a tutti. Da quando ho aperto il Blog, con la musica vi ho fatto una capa tanta, come si dice a Bressanone… Ogni occasione è buona, per parlarvene: l’altro giorno un collega di blog ha scritto che la mia, se deformazione professionale è, è una bella deformazione. Chissà. Fatto sta che mi sono accorto che sì, di musica vi parlo molto spesso, ma di rock-pop-folk-jazz: qualcuno potrebbe chiedere “Ma la classica ti piace?”.

Risposta breve: ascolto anche classica, ma poco, e senza cultura o competenza alcuna.

Risposta lunga. Non che per ascoltare musica, in generale, occorra necessariamente “competenza”: ci si può benissimo sparare un cd, o una playlist, senza manco sapere chi si sta sentendo, con un ascolto superficiale, o anche stando attenti ma senza porsi problema alcuno. E va bene così. Per me, che se una cosa mi entusiasma la devo approfondire, fare ciò è invece difficile: prima o poi mi viene il desiderio di saperne di più.

Per la musica classica, faccio un’eccezione: perché “sento” che è un tipo di arte complessa, per cui non ho “orecchie allenate”, e che per essere goduta appieno meriterebbe una costanza che non possiedo. E allora, mi accontento di ascoltare (sporadicamente) quel che più mi incuriosisce o mi piace, “di pancia”, senza approfondimenti. Istintivamente amo più Beethoven che Mozart, e preferisco il gregoriano ad Haydn: mentre, per dire, non so nulla di Chopin o di Schumann. I miei gusti sono, appunto, molto impulsivi: la sonata per pianoforte n. 32, Opera 111, di Ludovico Van, l’ho sentita decine di volte, mentre di alcune sue sinfonie non conosco una beata mazza.

Piccolo inciso: mai pensato che la classica sia roba da parrucconi o snob. Ci sono studenti del conservatorio capaci di idolatrare Brahms come i Doors o gli Oasis: e in certi paesi la classica è una musica davvero “popolare”, amata e seguita da molti. E’ qui, e nei tempi recenti, che si è voluto dare alla classica un’immagine di “musica per pochi”, da ascoltare in completo nero e con sussiego, creando un brutto pregiudizio. Ma non è così: almeno, non è questa la sua natura.

Qual è quindi, per me, il punto? Che se ascolto rock o jazz, anche da distratto, le mie orecchie allenate percepiscono comunque molti aspetti: cosa che con la classica non mi riesce. Per arrivarci, ci vuole un percorso approfondito e guidato: e, al momento, non ho mezzi o tempo per farlo. Per ora, continuo con i miei ascolti episodici, raffazzonati e casuali, magari facendo le pulizie o leggendo… anche perché trovo impossibile, in auto, mettere una playlist di Bach!

Questo vale adesso: ma un giorno, chi lo sa? Conoscendomi, non escludo nulla. Se mai deciderò di dedicarmici di più sarà, nel caso, una bella avventura: ogni nuova scoperta, è sempre una benedizione. Anche se poi non dovesse piacermi.

6 pensieri riguardo “I miei vinili #21 – E la musica classica?

  1. Non ho vinili di classica, e solo un paio di CD, che ascolterò al massimo una volta all’anno.
    Se la sento “casualmente” (radio o TV) la ascolto comunque volentieri, pur non essendo un conoscitore, e senza riconoscere di che “aria” si tratta (salvo poche eccezioni).

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  2. quello della musica classica è un repertorio enorme che contiene materiali di grandissimo livello, io, più o meno come te, ho seguito un mio percorso “selvaggio” e semi-casuale, che mi ha portato però nel tempo a privilegiare musica più antica (Mozart, Bach, Handel) rispetto a tutto l’800
    ma quello che mi preme dire è di non considerarla tabù, perché tra le composizioni (anche minori) di un Mozart (ma anche di un Corelli, tanto per buttare un nome) c’è molto di più (e meglio) di tanta musica “nuova nuova” (semi cit.), e aprirsi a queste musiche, dargli una possibilità, può significare estendere le proprie conoscenze e averne grandissimo godimento
    poi ognuno faccia quello che vuole

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