Il Lego che lega

Ciao a tutti. Beh, per questa volta, basta con i post ad argomento musicale: almeno al 31 Dicembre un post a tema “privato” ci sta!
Avete presente quando, in uno dei tanti “Fantozzi“, il ragioniere per antonomasia inizia a trovare filoni di pane ovunque, e solo dopo moltoe riflessioni capisce che la moglie è innamorata del panettiere (Diego Abatantuono)? Beh, a me è capitata una cosa simile: ma simile solo per la prima parte, nel senso che la mia metà non è invaghita di chissà chi. Almeno credo!

La cosa inizia un mesetto abbondante fa, quando la signora se ne arriva a casa, tutta contenta, con due pacchi di Lego… Fra alcuni buoni sconto accumulati in libreria e altri abbuoni praticati in negozio, in pratica è riuscita a risparmiare un 30% sul prezzo di catalogo, e ne ha approfittato: anche perché, mi dice, se ti accaparri dei Lego che stanno per uscire dal mercato, nel giro di un paio d’anni puoi già iniziare a guadagnarci sopra qualcosina… E ancora di più se li ha comprati scontati. Wow, un investimento 🙂

Ovviamente i giochi devono essere “boxati“, cioè con la scatola intatta. E quindi, di alcuni – e lo vengo a sapere dopo un po’ – ne ha comprati due esemplari: uno per montarlo e tenerlo, e uno per rivenderlo. Niente da dire: sono spese di un ordine non basso ma nemmeno esorbitante, e coi suoi soldi fa cosa vuole. Anche perché so che non comprerà mai quelli (e ce ne sono) che costano davvero un botto. E poi, occorre dirlo, sono proprio carini! Ma – inizio a pensare – dove li metteremo?

Ma questo è solo l’inizio. Passa qualche giorno, e piomba in casa il Lego del “Calendario dell’avvento”, con la Fabbrica dei Droni di Star Wars: dietro a ogni data/sportello c’è un sacchettino, con un robottino da costruire, e disporre sul set. E così, disciplinatamente, ogni giorno ne facciamo uno, seduti al tavolo della cucina.

Intanto la passione cresce, e non si arresta! Durante le rituali telefonate serali alla mamma, sento che un paio di volte le sussurra “Deve arrivare un pacco, mi raccomando…”. Ho capito di che parla: di altri Lego! Inizio a preoccuparmi.

La cosa più comica avviene una sera, quando stiamo andando in palestra: mentre faccio per aprire il bagagliaio per metterci le borse, prova di corsa a bloccarmi (“No, dai, i borsoni stanno anche sui sedili“): ma è tardi, ho già sollevato il portellone, e nel cofano ecco che spunta uno scatolone… provate a indovinare di cosa? Di Lego! “Mi vergogno“, mi dice fra l’imbarazzato e il furbetto, mentre mi guarda di sottecchi da sotto il berretto.

Arriviamo poi il Natale: e lei, che di solito ai suoi fa un solo regalo, strettamente utile, quest’anno ha aggiunto un bonsai di Lego: oltre che un mazzo di fiori di Lego per mia mamma (che costruirò poi io, ovviamente), e uno per la sorella. La sera di Santo Stefano, infine, ne tira fuori uno comprato e pensato proprio per noi, “per il dopo-Natale”, e iniziamo a costruirlo: una  (finta) cinepresa su treppiede, pubblicata per il centenario della Disney.

Mettersi assieme in cucina, con la tv spenta, un filo di musica in sottofondo, qualche lucetta accesa in salotto, e un tavolo pieno zeppo di mattoncini, è una bella sensazione, che lega: anche se ogni tanto mi turbo perché un pezzo cade, uno non si trova, e un altro non so dove piazzarlo, l’atmosfera è simile a quella dei Natali di quando ero bambino, in cui passavo sere e sere a giocare con un gioco solo, godendomelo fino all’ultimo… Serenità e calma: e tempo da dedicare a qualcosa (una volta tanto) di chiaramente voluttuario e inutile. E vedere che da un caos di 800 pezzi pian piano emerge un qualcosa che ha senso.

A volte non capisci cosa stai costruendo, ma alla fine diventa tutto chiaro. Chissà se capiterà anche così con la mia vita: ma lo scoprirò solo alla fine.

Dove metteremo, alla fine, le cose costruite, non ho proprio idea: ma per adesso è bello averle in casa, colorate e giocose come sono. Vi metto tre foto di tre “capolavori”: il mazzo di fiori, la cinepresa e il calendario dell’Avvento. Ci vuole pazienza, si: ma le istruzioni sono chiare, il gioco è divertente, e il risultato è davvero fantastico!

Eh si: i Lego, legano! E buon anno a tutti, davvero.

9 pensieri riguardo “Il Lego che lega

  1. Giocavo con i Lego da bambina, ne avevamo la casa piena; una parte di quei pezzi sono passati da casa dei miei genitori a casa mia, quando ho avuto figli, e naturalmente la collezione si è arricchita di nuovi pezzi; ora c’è mio nipote e gioca con i Lego della mia infanzia, quelli di sua madre e dei suoi zii e naturalmente i nuovi Lego che gli vengono regalati… al momento la sua passione sono i Minecraft!

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