Il blues: la “musica del Diavolo” e altri miti

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Questa volta affronto uno dei generi che più mi piacciono ed emozionano: il Blues. Partendo dal cosiddetto Blues Rurale, affronto i temi ricorrenti che nutrono gran parte delle canzoni blues: archetipi come il “diavolo all’incrocio“, il sesso, l’alcol, la galera e tanti altri, per approdare a quel “sentire” così profondamente radicato nell’animo afroamericano sintetizzato dall’espressione “to have the blues“.

Qui il post originale. Buona lettura!

La diffusione della musica: radio, tv, jukebox, videoclip…

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Dopo aver affrontato i supporti “materiali” attraverso cui una canzone può essere fissata, riprodotta in serie e venduta al pubblico (cilindri, dischi, nastri magnetici e cd), ora passiamo ad occuparci dei canali (i media) attraverso cui questi supporti, per così dire, “viaggiano”: in poche parole, dopo aver parlato della distribuzione, raggiungiamo il regno della diffusione della musica. E, quindi, radio, tv, jukebox, cinema, videoclip, web…

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La radio è inventata da Guglielmo Marconi nel 1894: inizialmente gli apparecchi possono propagare solamente segnali codificati (i “bip” dell’alfabeto Morse), ma ben presto il sogno di diffondere nell’etere suoni e parole diventa realtà. Nella notte di Natale del 1906 l’inventore canadese Reginald A. Fessenden trasmette, da Boston, un breve discorso, legge un passo della Bibbia, esegue qualche melodia di violino, e accende il suo grammofono. È il primo caso documentato di trasmissione a distanza di voce umana e di musica: ma, per quanto avveniristica, resta una bizzarria senza esito.

Per tutti gli anni Dieci la radio è intesa esclusivamente come un sostituto del telegrafo, destinato alle comunicazioni marittime e militari: ma, dopo la Prima Guerra Mondiale, il vento cambia. Molti giovani, che hanno acquisito sul campo le necessarie cognizioni tecniche, si dedicano alla realizzazione di piccole stazioni trasmittenti (nel 1918, i radioamatori sono già più di diecimila) e si lanciano in nuovi esperimenti. Continua a leggere

La distribuzione della musica: i supporti musicali

Ciao a tutti, vi segnalo un nuovo post, curato dal sottoscritto, in uscita oggi sul blogdellamusica.

Questa volta propongo un breve excursus sulla storia dei supporti per la distribuzione della musica: in parole povere, parleremo di piano rolls, cilindri di cera, dischi, cassette, cd e quant’altro.

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Nella prima metà dell’Ottocento, col trascorrere degli anni, e l’ampliarsi della platea medio-borghese, l’editoria musicale si trasforma in un’attività economicamente remunerativa. Le tirature della cosiddetta “sheet music” (partiture sia di singoli brani, che di raccolte e antologie – sacre o profane) sono molto alte, e negli Stati Uniti in alcuni casi raggiungono la ragguardevole cifra di mezzo milione di copie… Ma la maggior parte delle canzoni è ancora trasmessa per via indiretta, grazie alle performance itineranti, alle opere liriche e al Minstrel Show.

Il vero trionfo dell’editoria musicale avviene negli ultimi due decenni del Secolo: sono le affollate strade di New York – e, in particolare, il quadrilatero argutamente denominato “Tin Pan Alley” – a dare i natali alla prima catena di produzione organizzata e professionalmente integrata della storia.

Accanto alla tradizionale stampa e vendita di partiture, in questo scorcio di secolo le case editrici sono impegnate anche nel commercio dei rulli (piano rolls) per pianola… Continua a leggere

Breaking News! Una nuova avventura con il Blog della Musica

Buona domenica a tutti, e una piccola notizia per l’umanità, ma grande per il sottoscritto: ho iniziato una collaborazione con il Blog della Musica!

Si tratta di un bel blog a tema (omen nomen), pensato gestito e organizzato da Silvia Spadon, dove potrete trovare davvero di tutto, da recensioni a presentazione di band, da consigli librari a interviste, e non solo nel campo del pop-rock, ma anche del jazz, della classica e del blues. Vi invito, ovviamente, a dargli un’occhiata, e a seguirlo con attenzione, merita davvero.

Per quanto mi riguarda, ho iniziato la collaborazione con un post riguardante il processo di incisione di un disco; a breve toccherà ad una breve storia dei supporti di registrazione (cilindri, dischi, cassette, cd) e dei mezzi di diffusione delle canzoni (radio, jukebox, tv, cinema, ecc)… Sempre con la benedizione del “master Silvia”.

Vi lascio in descrizione il link del blog, e del mio primo post: hasta luego!
Blog della Musica
Come incidere un disco: qual è il processo di incisione discografica?

Nell’alto dei cieli

Oggi, una piccola storia senza pretese, che non c’entra nulla con la musica, il cinema, il Covid e il cazzeggio, ma che con “l’arte varia” in qualche modo si confronta: e che attiene soprattutto alla mia famiglia, e al Natale.

Si parla di 51 anni fa, il 1969: anno dello sbarco sulla Luna… Evento che colpì la fantasia di tutti: e, fra i tanti, anche quella di mio padre, che di immaginazione ed entusiasmi ne aveva parecchi.
Non so se l’idea fosse tutta sua, se avesse preso ispirazione da qualcuno o no: fatto sta che, con l’aiuto di qualche collega di fabbrica (altri tempi…) riuscì a ottenere una lastra di acciaio con tracce di imbullonature, forata da un oblò, e con dei piedini, da appoggiare su un mobile. E, dietro la finestrella circolare, piazzò un paesaggio desertico, come quello della Luna: con tanto di LEM (il Modulo Lunare Apollo), una stella cometa e una piccola Natività. Un presepe lunare, insomma, visto dagli astronauti dell’Apollo 11.

In questo, ci leggo un’idea commovente: dovunque l’uomo possa andare, qualunque conquista persegua, alla fine non potrà sfuggire dal confronto con le domande che albergano nel suo intimo, e che attendono una risposta. Che poi si creda o no, conta abbastanza poco: in fondo, le inquietudini sul senso del nostro vivere, e la speranza in un altrove più pacato e vero risiedono in tutti noi, e ognuno… fa quel che può.

Mio padre diede, al suo sentire, questi contorni: quelli del più tenero dei miracoli. Un Natale magico, fantastico e surreale: quale lui, che passò tutta l’infanzia in orfanatrofio, non poté mai avere. Una piccola “installazione d’arte varia” di cui sono rimaste solo due fotografie pressoché uguali, una in bianco e nero e una a colori. Della paratia, dell’oblò, delle statuette e del modellino LEM non ho mai rinvenuto nulla: ho cercato in cantina e nada, nisba, nix, niente.

Ma, tanto, non saprei cosa farmene: di questo piccolo capolavoro ho le foto, e il ricordo di chi l’ha fatto. Direi che può proprio bastare.

Buon Natale a tutti!

200 candeline

Con mia sorpresa, alla pubblicazione dell’ultimo “Domani avvenne”, la app di WP mi ha informato che ho raggiunto i 200 articoli!

E direi che, a quasi 2 anni dal mio esordio nella blogsfera, è ora di fare qualche considerazione.

Iniziamo con i  numeri: che non diranno tutto ma che – come sosteneva Rino Tommasi – fanno capire molto.

Il blog ha ricevuto circa 6900 visite da 4000 visitatori differenti: un mordi e fuggi, direi!

E voi, miei bravissimi, stupendi e attraenti (non è piaggeria 🙂 ) follower: siete 67. Un numero che pian piano cresce, e anche se non è ancora a 3 cifre, siete molto fedeli e di qualità! Il picco maggiore di visite si è verificato il 10 Giugno di quest’anno, quando per la prima volta ho “sfondato” il muro delle 100 giornaliere: giorno in cui, peraltro, non ho pubblicato alcunché… Mistero: almeno per me!

E ora, parliamo di post: nella Top 3, al terzo posto troviamo:

“Woodstock“: scritto nel cinquantennale del festival, ha sortito parecchio gradimento, ed è anche uno dei post che mi sono più divertito a buttar giù. Nostalgia canaglia…

La medaglia d’argento spetta invece a:

“Dischi: ebanite, gommalacca e vinile, mono e stereo“: una vera sorpresa, un post tutto sommato “compilativo”, storico, dove probabilmente vanno a sbattere le persone in cerca di notizie sul formato long playing e sul vinile: e mi fa piacere, perché la storia della musica, per me, conta quanto – se non di più – di qualche appunto, sparso qua e là.

E, sul podio, troneggia…

“Scacchi e musica“! Wow… Sarà che da quando ho aperto il blog mi sono pure rimesso a giocare con più impegno al Re dei Giochi, la cosa non può che procurarmi soddisfazione. A proposito, se fra chi mi legge c’è anche un appassionato, si faccia vivo, e combiniamo qualche partita sulle solite piattaforme on-line.

Al fondo della classifica, invece, oltre a primissimi “Domani avvenne”, c’è il post sulla Bubblegum Music: peccato, si tratta di una manifestazione musical-sociologica che – al netto del basso livello artistico – preannuncia i meccanismi su cui si è basata la pop music più corriva (boy band in testa): e che, piaccia o meno, è quella che fa girare il mercato. Il link è qui, è un post stupendo, bellissimo, fondamentale e geniale, se qualcuno volesse dargli un’occhiata non mi arrabbierò. 🙂

 

E, last but nor least, una spulciata nelle query: fra le più curiose e bislacche, mi hanno colpito:

“Ivan Graziani gay“: nulla di male lo fosse stato, ovvio, ma perché pensarlo? Per il falsetto? Oppure qualcuno ha visto nel suo riferirsi al “colosso toscano” qualcosa di pruriginoso?

“Canzoni con gemiti femminili“: beh, questa me la sono cercata, col post sulle “canzoni da orgasmo”!

“Abbiocco pomeridiano“: forse si riferisce alla lettura postprandiale dei post?

“Genuflesso sinonimo“: se la Treccani scopre che le faccio concorrenza come “dizionario dei sinonimi e dei contrari”, povero me!

“Diottrie perse“: come fate a sapere che in 2 anni la mia vista è precipitata? Sarà colpa dello scrivere? Non può essere altrimenti, l’età è verdissima, visto per la pensione dovrei ancora aspettare 16 anni…

 

Grazie a tutti per il supporto… Continuate a leggermi e a commentare, e a risentirci!