Ciao a tutti. Per la rubrica “Io non so parlar di musica” oggi vi propongo un brano di uno dei più interessanti autori inglesi degli anni Ottanta: un musicista e cantante che oggi non è più – e da tempo – sulla cresta dell’onda, ma che ai tempi faceva faville, forte di una produzione eclettica, contemporaneamente fuori dal tempo e innovativa… Il grande Joe Jackson. E penso che per ricordare questo artista (che, intendiamoci, è ancora vivo!) sia giusto scegliere l’intensa “Real Men“.
Questo brano è inserito nel disco capolavoro “Night and Day“: album del 1982 dedicato all’East Village di New York, alle sue notti folli e luccicanti e ai suoi giorni opachi e sonnolenti; e ai suoi protagonisti, schegge di vita e colore che brulicano nelle discoteche, nei suoi locali e per le strade… In quel quadro, Jackson si sofferma anche sulla comunità gay: movimento che all’epoca stava prendendo coraggio, ma ancora lontano dalla piena legittimazione e visibilità di oggi. E Jackson ne riconosce il valore: ma anche i limiti. Senza sventolii di bandiere o toni predicatori: ma con una descrizione intima e accorata.
I tempi sono cambiati, canta Joe, ma nessuno è davvero certo del risultato: gli stereotipi si sono capovolti e hanno perso significato. E chi sono, allora, i “real men”, i “veri uomini”? Chi ha baffoni folti, è rude, ama la violenza? O, piuttosto, chi porta rispetto agli altri, senza preoccuparsi di chi siano? O, ancora, chi sa guardare in se stesso, magari accettando la propria sessualità?
Joe Jackson, in un’intervista del 2001, dichiarò senza enfasi la propria bisessualità. E a molti, soprattutto a chi non se l’era mai chiesto, quella dichiarazione avrà fatto tornare in mente una strofa della canzone: “So don’t call me a faggot, not unless you are a friend, then if you’re tall and handsome and strong you can wear the uniform and I could play along And so it goes, go ‘round again But now and then we wonder who the real men are” (“Quindi non chiamarmi frocio, a meno che tu non sia un amico: in tal caso se sei alto, bello e forte puoi indossare l’uniforme e io potrei stare al gioco. E così va, tutto ricomincia… Ma ogni tanto ci chiediamo chi siano i veri uomini“).
Ok il testo: ma la musica? Sintetizzatori, nessuna chitarra, pianoforte in primo piano, e un violino ad addolcire la melodia. Una grande melodia, aggiungo. E ora basta: ecco, se volete, la canzone. Ascoltatela, e godetevela. Anche se non siete a New York.
Joe Jackson – “Real Men“
Tratto da “Night and Day” (1982)
Non la ricordavo
Buongiorno
"Mi piace""Mi piace"